Soundmit di Torino, al via l’edizione del salto di qualità

Il “vecchio” Torino Synth Meeting cambia nome e si ripresenta completamente tirato a lucido nell’edizione in onda dal 3 al 5 novembre 2017. Ma cosa c’è dietro questa tumultuosa crescita? E quali novità dobbiamo aspettarci dal gruppo Noisecollective che la organizza? Ne parliamo in un’intervista esclusiva con Francesco Mulassano, che è l’anima di Soundmit insieme a Luca Torasso, e al “nuovo arrivo” di Luca Minelli.

Francesco Mulassano, Luca Minelli, Luca Torasso

New Musical Instruments: Cosa c’è dietro un “semplice” cambio di nome? E come cresce quest’anno la manifestazione?

Francesco Mulassano: In realtà il cambio di nome non è cosa semplice, anzi è stato un po’ un gioco d’azzardo. Dopo sei edizioni di Torino Synth Meeting, tutte in crescita, con un marchio riconosciuto a livello internazionale e seguito da migliaia di persone (nonché regolarmente registrato), abbiamo pensato che fosse ora di crescere ulteriormente. È nata così l’idea di una fiera sempre fortemente connotata sul mondo degli strumenti musicali elettronici, ma che avesse un “qualcosa” in più e che allo stesso tempo fosse contenitore di tutto il nostro background. A pochi giorni dalla fiera possiamo dire che il tempo ci ha dato ragione, siamo infatti cresciuti ulteriormente rispetto la già grande sesta edizione del TSM, e quest’anno schieriamo 30 operatori e ben 90 brand in esposizione! Abbiamo acquisito i patrocini di importanti università italiane, abbiamo il supporto di numerosi media partner internazionali, siamo connessi a doppio filo con il gruppo Facebook Synth Cafè e con gli Arturia User Group italiani  e, notizia che finalmente possiamo dare (New Musical Instruments è la prima a cui lo diciamo!), siamo partner tecnici del più grande festival di musica elettronica italiano ovvero il Club 2 Club: saremo infatti presenti presso il loro quartier generale, con una sala intitolata “ROLAND Open Session Powered by Soundmit”. Grazie alla collaborazione con il noto brand Roland – ovviamente presente anche al Soundmit – abbiamo organizzato una sala dove i visitatori avranno modo di provare, suonare e giocare con tutte le ultime novità della casa giapponese. In cifre, stiamo parlando di circa 2.000 persone che visiteranno la nostra e le altre sale nei giorni concomitanti al Soundmit.
In più quest’anno avremo alcuni workshop di qualità, 12 ore di demo e showcase, alcuni maker che esporranno le loro realizzazioni e un talk tenuto da alcuni docenti delle università che patrocinano l’evento, ovvero Politecnico di Torino, DAMS dell’Università di Torino e Università di Roma Tor Vergata.

I marchi presenti al Soundmit

NMI: Dietro questa crescita c’è stato un grande lavoro con costruttori e distributori, per rendere il parterre espositivo sempre più ricco. Quali sono le caratteristiche dell’edizione 2017 che ti inorgogliscono maggiormente, e dalle quali il pubblico può aspettarsi di più?

FM: Dopo un primo momento di smarrimento dovuto al cambio nome, quasi tutti i grandi espositori che erano presenti all’ultima edizione del TSM hanno rinnovato la loro fiducia. Purtroppo un paio di essi non saranno con noi, ma ne sono arrivati molti altri e questa è la conferma che negli anni abbiamo sempre seminato bene. Più delle altre edizioni, in questo primo Soundmit è forte l’aspetto culturale dell’iniziativa che dedica un ampio spazio alla formazione. Punto di orgoglio è la presenza di diversi espositori stranieri, dalla Spagna alla Francia, dall’Olanda alla Germania, addirittura dalla Russia. E poi c’è anche qualche maker italiano. Insomma, ci sono cose grosse che bollono nella pentola degli inventori nostrani e alcune saranno in anteprima esclusiva al Soundmit!

 

NMI: Quali sono le novità assolute?

FM: In realtà la novità più grande è forse la durata dell’evento, ben tre giorni di cui uno dedicato in prevalenza ai professionisti del settore: ci piace pensare che il Soundmit non sia solo un luogo in cui vedere e provare le novità musicali ma anche un momento in cui produttori e distributori si possano incontrare per far nascere nuove collaborazioni e, perché no, il visitatore possa anche consegnare un curriculum all’azienda dei suoi sogni… L’altra novità come detto, è il patrocinio che alcune università italiane ci hanno concesso per l’elevato contenuto culturale dell’iniziativa.

L’interno della Lavanderia a Vapore di Collegno, che presto si animerà con gli espositori di Soundmit

NMI: Come vedete il mercato degli strumenti musicali in Italia? La crisi c’è o non c’è?

FM: Il mercato è, secondo me, ben vivo. È talmente variegato che è in qualche modo accessibile a tutti, con mille livelli di spesa intermedi. Puoi iniziare a suonare spendendo meno di 100 Euro per esempio, senza dimenticare il software che diventa sempre più potente e intuitivo. Il mercato dell’usato va preso con le pinze, ci sono molte cose interessanti ma anche molti squali (sorride)… Infine, negli ultimi anni si sono sviluppati tanti piccoli produttori e, con l’arrivo di tecnologia accessibile, è quasi alla portata di chiunque avere un’idea e svilupparla, magari in collaborazione con persone che vivono dall’altra parte del mondo. Insomma, la tecnologia è nostra amica!

 

NMI: Cosa vi aspettate da questa edizione, in termini di partecipazione e di eventi scatenati a catena?

FM: L’organizzazione di questo evento ha richiesto un anno e mezzo di lavoro serrato di tre persone (più diversi supporter), lavoro svolto sempre pensando al pubblico e a cosa piacerebbe a noi stessi trovare a una fiera di questo tipo: speriamo di incontrare il consenso del grande pubblico e di rivederci ancora una volta l’anno prossimo con un’edizione sempre più grande!

 

New Musical Instruments seguirà il Soundmit 2017 con un suo inviato: seguite queste pagine per un reportage fotografico sulla manifestazione!

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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