EVE Audio SC203

Una coppia di desktop monitor piccolissimi ma dalle prestazioni assolutamente sorprendenti. Un must per chi non ha spazio in casa, e per tanti usi professionali in ambienti ristretti.

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EVE Audio SC203, il massimo nel minimo | Altoparlanti e tecnologia | Ascolto | ConclusioniScheda tecnica | FAQ


 

EVE Audio è un costruttore iper-specializzato che ha sede a Berlino e unità produttive in Oriente. Nasce da una costola di ADAM Audio, proprio come Eva nacque da una costola di Adamo: il suo patron Roland Stenz fu infatti uno dei due fondatori di ADAM nel 1999. Nel 2010 Stenz abbandonò ADAM, e nel 2011 diede vita a EVE. In comune con la produzione precedente rimangono in tutta la linea EVE l’impiego del tweeter a nastro in tecnologia A.M.T. (Air Motion Transformer) sviluppato negli anni ’70 dal fisico tedesco Oskar Heil, nonché un generale approccio high-tech alla progettazione e costruzione di monitor molto analitici.

La linea EVE Audio ospita numerosi modelli di monitor, dai piccoli due vie per impiego near-field fino ai grandi main monitor a quattro vie, in maniera analoga a quanto fanno altri costruttori. Alla base del catalogo EVE c’è però un prodotto esclusivo, ovvero un monitor davvero piccolissimo e adatto all’impiego desktop in quelle situazioni ove lo spazio è un problema ma non si vuol fare alcuna rinuncia sul fronte della qualità. Si tratta dell’SC203 oggetto della nostra prova!

 

EVE Audio SC203, il massimo nel minimo

Al momento dell’unboxing dell’SC203 sono pronto a trovarmi davanti a dei monitor molto piccoli, ma non così tanto piccoli! La coppia di SC203 che si affaccia ai miei occhi da un’unica scatola che contiene anche tutti gli accessori necessari al loro funzionamento, ha l’aspetto di un paio di cassettine multimediali da PC. In parole povere, vengono in mente oggetti sonori che stanno a metà tra le casse per le bambole e quelle robettine gracchianti con connessione Bluetooth con cui la gente oggi crede di ascoltare musica da Spotify. Basta però conoscere la reputazione di EVE Audio e dare un’occhiata alla costruzione per capire che le cose stanno diversamente: siamo davanti a due diffusori davvero ben fatti e dal peso sostanzioso in rapporto alle dimensioni (1,9 kg per la cassa master, 1,7 per quella slave).

Il cabinet stondato è rivestito con una verniciatura setosa a effetto Nextel e alla percussione delle nocche dimostra notevole rigidità e comportamento afono. La forma non è quella di un banale parallelepipedo poiché SC203 è inclinato all’indietro di 7,5°: tale inclinazione garantisce il puntamento ottimale verso le orecchie del fonico in caso di sistemazione sopra il meter bridge di un grande mixer da studio. Nel caso si desiderino altri posizionamenti viene in aiuto una base in gomma disaccoppiante fornita in dotazione. Il costruttore la denomina FlexiPad ed è realizzata in un brillante colore arancione con precisi incastri che la tengono ferma sotto il monitor. Tale base fornisce un’ulteriore inclinazione di 7,5°: montata in un verso, essa porta l’inclinazione complessiva del monitor a 15° e questo consente il posizionamento corretto su un production desk; montata nell’altro, tale base compensa e quindi annulla l’inclinazione del cabinet, e lo rende perfettamente verticale nel caso sia previsto un posizionamento elevato:

I tre diversi posizionamenti consentiti dai FlexiPad

ll pannello frontale appare realizzato in resina plastica dura, con una flangia metallica alla base. I due altoparlanti sono celati alla vista e soprattutto ai danneggiamenti accidentali da strette griglie metalliche a maglia esagonale. Sul frontale del diffusore master è presente anche una manopola multifunzione con intervento “click and turn”: premendola si selezionano le diverse funzioni, e ruotandola se ne regolano i valori. In posizione di riposo la manopola consente di regolare il volume del sistema, mentre altri setting che vedremo in seguito vengono raggiunti tramite un sistema di navigazione molto intuitivo che si appoggia a una corona di LED presenti attorno alla manopola.

Il retro del diffusore ne evidenzia le diverse connessioni e scopre alla vista una sorpresa: SC203 impiega infatti un radiatore passivo (ovvero un altoparlante per i bassi privo di magnete e bobina mobile) per il recupero dell’emissione posteriore del woofer. Il passivo, che per definizione non è in grado di generare autonomamente suono, si muove quindi grazie allo spostamento d’aria indotto all’interno del cabinet dall’altoparlante delle note basse. È un sistema di accordo in cassa alternativo al bass-reflex e in genere viene impiegato quando si vuol scendere parecchio in frequenza mantenendo un buon controllo della velocità di emissione.

Le connessioni di SC203 sono tutte raggruppate sul diffusore master: gli ingressi analogici sono su pin RCA, a segnalare la vocazione multimediale del monitor e nel contempo la necessità di usare un tipo di connettore di ridotto ingombro. Un terzo pin RCA offre un’uscita che può essere indirizzata a un subwoofer opzionale. Sono poi presenti due ingressi digitali: uno è in standard S/PDIF su connettore ottico TOSlink, mentre l’altro è su tradizionale USB per la connessione diretta a un computer senza dover impiegare un’interfaccia audio dedicata. Da ultimo, il pannello presenta la presa per l’alimentazione, che avviene tramite un alimentatore esterno simile a quello in dotazione ai PC portatili (dentro evidentemente non riusciva a starci!) e il connettore multipolare per collegare il diffusore slave.

Il pannello connessioni

 

Altoparlanti e tecnologia

Come abbiamo visto sopra, EVE vanta da sempre un approccio high-tech ai diffusori acustici, e anche questo piccolo SC203 non fa eccezione: il mid-woofer da 3” usa una tecnologia della membrana definita “Multilayer” che impiega più strati di carta ricoperta di materiale impregnante. Il costruttore evidenzia l’impiego di un sottile cestello ad alta permeabilità dell’aria, in modo che il movimento della membrana non sia limitato dal carico acustico che un cestello dalle razze grosse imporrebbe all’aria in movimento sulla faccia posteriore del woofer. Questo, unito alla citata tecnica di realizzazione del cono, all’impiego di una bobina mobile alta 16 mm e di un magnete di ampie proporzioni, consente un’escursione del woofer di  ben +/- 5 mm in condizioni di linearità (senza cioè distorcere). Il dato è molto elevato per un trasduttore del genere, e come vedremo all’ascolto, la effettiva capacità di scendere molto in frequenza dell’SC203 dipende anche da questa caratteristica costruttiva.

L’altro componente che contribuisce alla notevole risposta in basso (in rapporto alle dimensioni) del compatto monitor EVE è il passivo posteriore: si tratta di una tecnica di caricamento molto usata qualche decennio fa in Hi-Fi e che vanta anche oggi alcune notevoli realizzazioni. È invece molto raro il suo impiego nei piccoli monitor da studio, soprattutto per i suoi costi. Il passivo qui impiegato ha un diametro analogo a quello del woofer attivo e si presenta come un altoparlante piatto dalla grossa sospensione che sembra promettere anche lei grandi escursioni. Sulla membrana del passivo è incollato un peso metallico, con lo scopo di abbassarne la frequenza di risonanza.

Il radiatore passivo posteriore

Veniamo al tweeter, incrociato col woofer alla elevata frequenza di 4.800 Hz: trattandosi di EVE Audio, era impossibile che non ci fosse un altoparlante A.M.T., ovvero un’unità a nastro costruita secondo gli studi del dott. Heil. La versione qui impiegata è stata sviluppata appositamente per questo diffusore ed è denominata µA.M.T. La superficie del nastro, quando distesa, è di 400 mm², ovvero la metà di quella di altri tweeter utilizzati da EVE. Il piccolo altoparlante è inserito all’interno di una guida d’onda che ha lo scopo di definire secondo le intenzioni del progettista il pattern di dispersione polare ad alta frequenza, e ottimizzare così la resa all’interno di un ampio sweet spot.

Come sempre per EVE, la tecnologia elettronica ha un grosso peso sulla resa del sistema acustico: SC203 è controllato da un DSP interno che ne linearizza la risposta in frequenza e in fase, e permette inoltre alcune regolazioni di equalizzazione. Si possono togliere o aggiungere fino a 3 dB a passi di mezzo deciBel sotto i 300 Hz (Low Shelf) e sopra i 3 kHz (High Filter), e inoltre è disponibile un filtro a tre posizioni fisse (Flat, Desk, Console) che adegua la risposta del monitor in funzione del suo posizionamento. Tutte le regolazioni vengono effettuate con l’unica manopola posta sul diffusore di destra e l’ausilio della corona di LED posta attorno ad essa. Tale controllo permette inoltre di selezionare l’ingresso, regolare il bilanciamento stereo e il volume generale del sistema.

Dopo lo stadio DSP il segnale confluisce nell’amplificazione: il costruttore parla di amplificatori PWM (ovvero a commutazione, o ancora “in classe D”) separati per woofer e tweeter, accreditati di 30 Watt di potenza “a breve termine”. È quindi ragionevole pensare a una potenza RMS di circa 15 Watt per il woofer e altrettanti per il tweeter, naturalmente per singolo diffusore. Se vi sembrano numeri bassi, vi garantisco che non lo sono alla breve distanza d’ascolto per la quale gli SC203 sono progettati!

 

Ascolto

Per il primo test i due compatti monitor EVE sono stati posizionati sul mio production desk ai fianchi della tastiera del PC e delle mie groovebox, distanziati tra di loro 80 cm circa: inizialmente pensavo a un posizionamento tradizionale su stand, ma poi da un lato la natura del prodotto che sembra in tutti i modi suggerire un utilizzo desktop, e dall’altra la lunghezza di soli 1,5 metri del cavo di collegamento tra i due diffusori, mi hanno fatto scegliere di operare così.

Si attacca la musica – attraverso la solita scaletta di brani test che ho selezionato nell’arco di 20 anni per la loro capacità di evidenziare ciascuno un parametro del diffusore in prova – e arriva subito un grande stupore: SC203 presenta un basso notevolmente profondo e controllato per una dimensione del cabinet così compatta! Diciamo che mi sarei aspettato di non sentire niente sotto gli 80/90 Hz, e invece tutta la matericità di un kick-drum di TR-808 è lì a farmi ben presente che coi prodotti ben ingegnerizzati non bisogna dare nulla per scontato. È davvero una prestazione incredibile, capace di surclassare molti monitor compatti col woofer da 5”, a dimostrare una volta di più che non è possibile giudicare l’estensione in basso di una cassa solo in base al diametro dell’altoparlante principale.

L’altro elemento che stupisce è il dettaglio, anzi l’iper-dettaglio: voci, percussioncine, echi e riverberi sono tutti lì, spiattellati uno per uno in uno spazio orizzontale e verticale niente affatto malvagio: il suono si estende oltre i limiti dei diffusori, e anche l’altezza è molto ben rappresentata. Manca invece un po’ il senso di profondità della scatola sonora: EVE SC203 è decisamente un monitor “tutto avanti”. Quella che pian piano appare davvero incredibile è la precisione dell’immagine stereo: ciascun suono non è solo “sinistra/centro/destra” ma si legge perfettamente la posizione del panpot che il fonico ha voluto dargli. Anche piccoli spostamenti di questo controllo in fase di mixaggio sono pienamente percepibili.

In queste condizioni di ascolto, l’EVE SC203 appare essere un monitor perfettamente dettagliato, con grande capacità di analisi e focalizzazione dei diversi suoni del mix. C’è un’eccellente estensione in basso e in alto, e una gamma medio-alta spinta avanti come un tempo facevano le storiche NS-10 ma con un livello di precisione e velocità assai più elevato. La prestazione è insomma notevole, ma a mio parere gravata da un paio di lievi difetti: c’è un accenno di boxiness, di scatolarità in gamma media che rende talvolta i colpi di rullante un po’ “cartonosi”; e poi c’è il solito rigonfiamento sui 120/150 Hz che il posizionamento sul tavolo introduce per le spietate leggi dell’acustica. Lavorando coi controlli si riesce a contenere bene questi effetti, ma non totalmente.

Mi decido allora a fare il salto di qualità, e provare la classica installazione su stand: i due SC203 sono ora su colonnine inerti alte 85 cm e distanziate tra loro 130 cm. Il risultato mi lascia stupefatto! Analisi, dettaglio, velocità sono ancora tutti lì, come prima e più in forma di prima. La scatola sonora si espande e dal punto di ascolto lo stage virtuale si muove benissimo in una dimensione “grande”, reale e gratificante. Non sembra affatto di ascoltare una “pulce” con woofer da 3”! La boxiness sparisce e, a costo di sacrificare un po’ di impatto in gamma profonda, il basso e medio-basso si alleggeriscono e linearizzano. La prestazione è davvero notevole, questo è un monitor che ti dice tutto su quello che stai registrando ed editando! Siamo notevolmente superiori come qualità ai minimonitor sotto i 300 Euro la coppia. Tutto perfetto dunque? No, un paio di limiti ci sono: anzitutto SC203 non è il monitor più riposante che esista. Va visto come strumento di lavoro, è estremamente analitico ma certo non morbido o vellutato. Il secondo limite è dato dal massimo livello di pressione sonora raggiungibile, che non è molto elevato. Si lavora molto bene a volume basso, benissimo a volume medio, mentre spingendo ancora il diffusore si indurisce e la sua rigidità diviene in breve elevata. Non ho avuto la possibilità di provare la coppia di piccoli EVE in abbinamento a un subwoofer, ma sospetto che sia questa la loro condizione di impiego ideale: si abilita il filtraggio passa-alto a 80 Hz sui satelliti in modo da alleggerire il carico su ampli e woofer interni e via, SC203 può liberarsi dei suoi veniali limiti ed esprimere al meglio la sua elevata precisione e selettività. In ogni caso, l’aggiunta del sub è un upgrade che si può fare nel tempo, anche molto tempo dopo l’acquisto degli SC203. Questi piccoletti infatti non sono per niente portatori di un suono rinunciatario in basso.

 

Conclusioni

Il piccolo EVE SC203 è piccolo solo sulla carta e nelle dimensioni fisiche: la prestazione all’ascolto è notevole e il monitor si conferma uno strumento di lavoro molto serio e professionale. Installato su desktop offre un ascolto impareggiabile e irraggiungibile a monitor più grandi, tanto da proporsi come una delle pochissime scelte ideali per editing audio/video, sample-editing, multimedia, regie mobili in quei casi ove ci siano dei fortissimi problemi di spazio. Il posizionamento desktop ovviamente pone alcuni limiti prestazionali che sono indotti dalle ferree leggi dell’acustica, ma tali limiti possono venir superati con un posizionamento da stand: qui l’SC203 vola in quanto a capacità di analisi e si rivela uno strumento formidabile in fase di sound design e registrazione. L’aggiunta di un subwoofer, pur assolutamente non necessaria, può permettere il superamento degli ultimi, ovvi limiti che un cabinet così piccolo necessariamente induce. Insomma, SC203 è un prodotto con pochi, pochissimi rivali e non va assolutamente confuso coi tristi multimedia speaker che recentemente si sono affacciati anche al mondo della music production. Se avete problemi di spazio per i vostri monitor, dovete assolutamente darci un’occhiata. Anzi, anche due!

 

Scheda tecnica

Prodotto: EVE Audio SC203
Tipologia: Monitor compatto amplificato, due vie
Dati tecnici dichiarati dal costruttore:
Dimensions (WxHxD) [mm]        116 x 190 x 134
Free-field frequency range (-3dB)           62Hz – 21kHz
Tweeter             µA.M.T.
Mid-Woofer      75mm/3″
Cross-over frequency    4800Hz
Maximum SPL @ 1m     94dB
Number of amplifiers    4
Output power (woofer) 30W
Output power (tweeter)             30W
Protection limiter
Settings: Volume: -inf. – +6dB; High-shelf filter (-5dB – +3dB): > 3kHz; Position filter: flat, desk, console; Low-shelf filter (-5dB – +3dB): < 300Hz
LED brightness setting
Input select
Input level dip switch    +8dBu/+22dBu
Standby dip switch         locks cont. mode
Satellite filter dip switch             80Hz high-pass filter
Connectors: RCA in (impedance): left-right (10k); Digital optical in: TOSLink; USB in: Type B; RCA subwoofer out
Power consumption: Standby: < 1W; Full output: 110VA
Backmounting thread inserts
Mic stand thread inserts
Weight kg          Master: 1.9; Slave: 1.7
Prezzo: 499,00 Euro la coppia (suggerito)
Distributore: Soundwave

 

FAQ

Ma questi SC203 sono davvero meglio di un monitor multimediale da 150 Euro la coppia? O è solo marketing?
Rispetto a prodotti di fascia economica la differenza di prestazioni è abissale e si percepisce nei primi 20 secondi di ascolto: una elevata tecnologia degli altoparlanti e dell’elettronica di controllo consente un’estensione in basso e una pulizia in alto che i monitor multimediali non si sognano neanche.

Ma come fanno ad avere bassi profondi con un cono da soli 3”?
La risposta a bassa frequenza non dipende solo dalla dimensione del woofer, ma anche dai materiali con cui è costruito, dalla potenza del magnete che lo attiva, dal tipo di caricamento in cassa prescelto dal progettista, nonché da eventuali equalizzazioni elettroniche. Guardare solo al diametro del woofer racconta solo una piccola parte della storia.

Sono adatti per mix&mastering?
Nessun monitor compatto di prezzo contenuto dovrebbe essere usato come unico riferimento per finalizzare un brano, per le ovvie limitazioni qualitative che affliggono tale tipologia di speaker. L’S203 non sfugge purtroppo a questa regola, ma è viceversa un formidabile strumento di lavoro per editing audio/video, sample editing, composizione e registrazione. Ci puoi anche mixare, una volta che lo conosci. Se poi l’obiettivo finale del nostro lavoro è una release commerciale di ampia tiratura, per il mastering è sempre meglio affidarsi a uno studio dedicato a tale attività. Non a caso questa tipologia di studi ha monitor molto più grandi e che costano 10/20 volte quanto una coppia di SC203.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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