Arturia V Collection 6 – Cosa ne pensa Valeria Vito

Valeria Vito, in arte PCNA, è diventata da qualche tempo endorser Arturia ed è già alacremente al lavoro per preparare materiali basati sui synth della casa francese che vi stupiranno. In occasione dell’annuncio di V Collection 6, Valeria si è cimentata anche con il versante software della casa di Grenoble, e noi siamo subito andati a chiederle cosa ne pensa…

“Grazie al mio ruolo di endorser Arturia ho avuto l’opportunità di provare in anteprima la V Collection 6.

DX-7 V, Buchla V, CMI V, Clavinet V e le nuove versioni di Analog Lab e Piano V sono davvero un upgrade notevole, per un già bellissimo bundle di classici in versione virtuale che conta ora 21 instrument di altissimo livello.

Mi ha particolarmente esaltato il Buchla Easel V, si sente che il sound engine è basato su un’attenta osservazione dei modelli fisici e non su una fredda simulazione dei circuiti. Vi ricordo che Arturia per lo sviluppo dei suoi synth virtuali utilizza una tecnologia proprietaria, la TAE® True Analog Emulation, che permette di emulare il comportamento del segnale analogico con una precisione a dir poco impressionante. L’attenzione rivolta a ogni sfumatura del suono e l’interfaccia user friendly tipica di Arturia, rendono l’uso di questi soft-synth un’esperienza notevolmente appagante.

Per via del mio legame al mondo del retrocomputing, ho sempre subito il fascino del Fairlight CMI, il sistema che nel ’79 segnò la nascita dei campionatori digitali. Il CMI V, con le sue nuove features, ha quindi monopolizzato la mia attenzione quasi totalmente!

Ogni virtuale della scuderia Arturia punta ad essere il più fedele possibile all’originale, ma offre anche una serie di possibilità che non erano presenti sullo strumento originale. È cosi che Arturia si riconferma ad ogni suo passo l’azienda a cui ho scelto di legare il mio nome, rispettosa verso il passato, ma con lo sguardo dritto verso il futuro”.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: