Apogee Element 46: quando l’abito non fa il monaco

Priva di fronzoli quanto ricca di contenuti, la serie Element di Apogee Electronics offre un’interfaccia Mac-only dalla qualità audio senza compromessi a fronte di una totale mancanza di controlli fisici.

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Ridotta all’osso | Quinto elemento | In uso | ConclusioniScheda tecnica


Chi si è ritrovato a dover scegliere una nuova interfaccia audio sa cosa intendo quando dico che è un cammino lungo, tortuoso, a tratti sofferto. Quel magico blocchetto dal quale entrano ed escono tutte le connessioni del nostro studio infatti (come ogni anello della catena audio) definisce cosa ascolteremo, come lo ascolteremo, e come andremo ad agire sulle nostre creazioni. Quanti I/O? Con o senza interfaccia MIDI integrata? Rack? Desktop? Saranno buoni i preamp? Sarà facile da usare? Saranno stabili i driver? Con il prodotto qui in prova Apogee sembra voler mettere a tacere almeno una parte di questi dubbi fornendo un prodotto che non va al risparmio dove è più importante: la qualità audio.

 

Ridotta all’osso

Veniamo alla descrizione dell’unità: Element 46 (esemplare intermedio di una serie che integra anche un modello più piccolo e uno con più I/O) non impressiona certo per design, trattasi infatti di un semplice “mattoncino” in metallo nero satinato, parzialmente abbellito da un paio di fianchetti in alluminio, il genere di cosa che cadendo fa molto più male al pavimento che a se stessa.

Sul pannello frontale troviamo quattro ingressi analogici combinati XLR/jack, due uscite per il monitoring in cuffia e status led; il retro invece presenta due uscite analogiche bilanciate per i monitor, In e Out digitali ottici (ADAT, ADAT/SMUX, S/PDIF), connettori BNC per trasmissione e ricezione World Clock, presa Thunderbolt per la connessione al Mac, ingresso alimentazione. Viene fornito inoltre un alimentatore esterno.  Niente bottoni, niente manopole, non c’è neppure il classico interruttore on/off: la serie Element è fatta per essere gestita via software, messa in un angolo e rimanerci. Poco importa: chi ha bisogno di controlli a pannello quando ci sono una conversione AD/DA con risoluzione fino a 192 kHz/24 bit, 1,41 ms di latenza a 96 kHz/32 sample di buffer e 75 dB di *cristallino* guadagno sui preamp? Questo prodotto monta infatti la stessa circuiteria delle sorelle maggiori Symphony ed Ensemble con le quali, devo dire, sarei curioso di fare un confronto diretto.

Le connessioni frontali e posteriori

 

Quinto elemento

La gestione dell’interfaccia come si è detto in precedenza è possibile principalmente via un software, in questo caso chiamato Element Control, che si contraddistingue per la grafica minimale ed un layout chiaro ed immediato. Qui abbiamo, partendo da sinistra, la System Sidebar, che mostra tutte le informazioni relative al nostro sistema di registrazione: Master Device (in questo caso la nostra Element 46), Clock Source selezionabile tra Internal, World Clock e Optical, Sample Rate (44,1 kHz – 192 kHz), Peak/Over Hold, sorgente di Talkback e destinazione dello stesso, Keyboard Volume. Proseguendo verso destra troviamo invece la Device Sidebar, ovvero le informazioni strettamente relative alla nostra interfaccia audio: abbiamo quindi Main Output format, dal quale è possibile selezionare Speaker oppure Line a seconda di quale sia la destinazione del segnale in uscita, Output level (+4dBu/-10dBV), Optical In e Out Level nei formati S/PDIF, ADAT e ADAT/SMUX.

Veniamo alla finestra principale del software, la quale si apre con la Channel Section, ovvero la gestione canali per i nostri input analogici e digitali: abbiamo quindi il nostro bel meter, seguito da un menu a scomparsa per la selezione dei livelli in ingresso a scelta tra Mic, Line +4dBu e Line -10dBV. Troviamo poi un controllo per il Gain ed una serie di pulsanti che ci permettono di attivare la phantom power, raggruppare due canali, attenuare i picchi dei transienti ed invertire la polarità dei segnali in ingresso. Continuando verso il basso abbiamo invece la sezione mixer, composta da un mixer principale, due sub-mix ed un FX-send i quali permettono un direct monitoring ed un percorso segnale da e verso la nostra DAW semplice e flessibile, grazie anche alla possibilità di selezionare separatamente i diversi mix come sorgente di ascolto nella sezione output. Qui troviamo i canali di uscita per cuffie e monitor, ognuno dotato delle funzioni Mute, Dim e Sum-To-Mono.

Element Control

Decisamente meno ingombrante della schermata principale è la finestra Essentials, una barra di controllo che mostra tutte le informazioni salienti per quanto riguarda input ed output analogici e, grazie alla possibilità di essere disposta sia in orizzontale che in verticale, si sovrappone perfettamente alla nostra DAW senza creare intralcio.

Element Essentials

Ricordo inoltre che il software è gestibile anche tramite un’app iOS per iPhone ed iPad, oltre che da un controller (venduto separatamente) pienamente configurabile, sempre tramite Element Control.

Il controllo remoto

 

In uso

Impostare l’interfaccia porta via circa tre minuti, registrazione sul sito Apogee, download dei driver ed installazione compresi. Al primo avvio di Element Control, il software chiede di scegliere tra diversi template tra i quali Getting Started, Full Functionality, Vocal Overdub oppure Direct Monitoring: è infatti possibile salvare configurazioni  personalizzate come “snapshot” che potranno essere richiamati in seguito a seconda delle nostre esigenze. La gestione del software risente positivamente della totale integrazione con MacOS, dalla gestione di canali e livelli in ingresso tramite frecce direzionali a quella dei livelli in uscita tramite i tasti volume presenti direttamente sulla tastiera del nostro computer; l’impressione tuttavia è che un utilizzo estensivo dell’interfaccia esclusivamente in questi termini possa non risultare così fluido, mancanza alla quale dovrebbe sopperire il controllo tramite dispositivi iOS, sui quali purtroppo non siamo riusciti a mettere le mani.

Non disperiamo: a fronte di un’esperienza gestionale parziale fa da contraltare un’esperienza sonora totalizzante: in riproduzione il panorama che abbiamo di fronte è molto dettagliato, pulito ma non anonimo, insomma, molto presente e reale, l’ascolto in cuffia si rivela anch’esso pulito, con ogni elemento del mix presente e definito. Sensazioni confermate a tutto tondo anche in fase di acquisizione, dove i preamp sembrano non voler abbandonare la loro elevata pulizia e livello di dettaglio neppure di fronte ai mostruosi livelli di guadagno offerti. La sensazione è quella di avere in uso un prodotto dal suono davvero credibile, professionale e soprattutto piacevole da ascoltare.

 

Conclusioni

Come si è detto fin da principio Element 46 conferma le aspettative di interfaccia audio di grande levatura, esattamente dove conta: la qualità sia in riproduzione che in acquisizione è altissima, con dei preamp che non credo sfigurerebbero in uno studio professionale ed un suono profondo, molto naturale. “Out of the box” il suo form factor la rende adatta a chi lavora principalmente ITB e vuole un ottima conversione in fase D/A senza tagliar fuori la possibilità di usufruire di preamp performanti, mentre le connessioni ottiche permettono, a fronte di nuove necessità, di espanderne input ed output.

Purtroppo chi non è immerso nell’ambiente Apple e quindi non possiede un device iOS, facilmente risentirà  delle mancanze di natura ergonomica intrinseche nel progetto del prodotto. Non mi sento tuttavia di sconsigliarlo a priori a chi non possiede dispositivi iOS: ognuno ha il proprio metodo di lavoro e le proprie necessità, e avere un interfaccia audio dal grande suono da impostare e “dimenticare” potrebbe essere una di queste.

Element control iOS

In conclusione: una gran bella esperienza sonora, uno sguardo sull’high-end che rende quest’interfaccia se non proprio da avere, sicuramente da provare, perché la grossa sensazione è che dentro questo anonimo blocco nero ci sia una concezione di “audio” con cui prima o poi chi intende avere a che fare seriamente con l’ambiente “pro” si dovrà confrontare. E, se posso consigliare, meglio prima che poi.

 

Scheda tecnica

Prodotto: Apogee Element 46
Tipo: Interfaccia audio Thunderbolt

Requisiti di sistema
Computer: Thunderbolt-equipped Mac (iMac, Macbook Pro, Macbook Air, Mac Pro)
Memory: 4 GB RAM minimum, 8 GB recommended
OS: 10.10 or greater
Connection: Any available Thunderbolt port
Power: DC Power supply included

Dati tecnici dichiarati dal costruttore
12 IN x 14 OUT Thunderbolt Audio I/O box
AD/DA conversion for recording up to 192 kHz/24-bit
4 Mic preamps (combination inputs) up to 75 dB and advanced stepped gain circuit design
2 balanced L/R XLR outputs
2 1/4” stereo headphone output
1.41ms round-trip at 96 kHz with a 32 buffer setting

Optical IN
ADAT: 8 channels 44.1-48 kHz on 1 TOSlink connector
SMUX: 4 channels 88.2-96 kHz on 1 TOSlink connector
S/PDIF: 2 channels, up to 192 kHz on 1 TOSlink connector

Optical OUT
ADAT: 8 channels 44.1-48 kHz on 1 TOSlink connector
SMUX: 4 channels 88.2-96 kHz on 1 TOSlink connector
S/PDIF: 2 channels, up to 192 kHz on 1 TOSlink connector

Max input level (+4dBu ref/Mic): +20dBu
Max input level (-10dBV ref): +6dBV
Freq resp 10 Hz -20kHz: > +/-0.2dB (@44.1kHz)
Dyn. Range: 119dB (A-weighted)
Max output level (+4dBu ref): +20dBu
Max output level (-10dBV ref): +6dBV
Freq resp 10Hz -20 kHz: > +/- 0.05dB (@44.1 kHz)
Dyn Range: 123dB (A-weighted)

Headphone Max output level:
560mW into 30 Ohm
90mW into 600 Ohm

Prezzo: 899,00 Euro (suggerito)
Distributore: Soundwave

Daniele Dissegna

Classe 1987, operaio nella musica e nella vita, sempre presente ove ci siano tasti, manopole, fader e generatori di onde sonore.

Un pensiero riguardo “Apogee Element 46: quando l’abito non fa il monaco

  • 30/06/2018 in 06:15
    Permalink

    Ovver the course of the initial period, they began tto form grooup gddeeadacdad

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