Waldorf Kyra, un nuovo potentissimo VA polifonico sulla base del progetto Valkyrie

All’ultimo MusikMesse era comparso in forma di prototipo il sintetizzatore Valkyrie dello sconosciuto produttore Exodus. Tre mesi dopo arriva l’annuncio che il progetto è stato fatto proprio dalla specialista Waldorf e sarà commercializzato nel 2019 con nuove features e il nome di Kyra.

 

Valkyrie era apparso come una specie di clone contemporaneo dell’Access Virus e aveva colpito subito col suo suono molto imparentato col famoso VA tedesco. Adesso il suo progettista Manuel Caballero ha raggiunto un accordo di sviluppo congiunto con Waldorf Music e lo strumento riappare in una forma più matura, completa e originale.

Kyra sarà completamente basato su FPGA (Field-Programmable Gate Array) per superare grandemente le possibilità delle macchine basate su DSP: le specifiche parlano di 128 voci (indipendentemente dalle impostazioni e dagli effetti), ciascuna con 10 oscillatori per voce, multitimbricità a otto parti, con ogni parte dotata di una propria unità effetti a nove moduli dedicata. Gli oscillatori sono basati su “dual wavetables”, per un totale di oltre 4.000 forme d’onda complessive a bordo. La generazione si avvale di un oversampling interno di 32x, non è chiaro se solo nel comparto oscillatori o lungo tutta la catena di sintesi: in ogni caso, con un sovracampionamento così alto l’aliasing dovrebbe essere assolutamente estraneo a Kyra!

Adesso il costruttore non cita più il Virus come riferimento e anzi parla di Kyra come “un sintetizzatore VA estremamente potente che non assomiglia a nient’altro”: i 10 oscillatori per voce possono addirittura diventare 20 se si usa la modalità Dual, e inoltre la palette sonora è ulteriormente espansa da funzioni come Ring Modulator, Sync, FM e possibilità di lavorare in True Stereo (ancora grazie al layering delle voci).

Gli oscillatori sono seguiti da un filtro configurabile in modalità 12 o 24 dB/Oct che è modellato secondo “classici filtri ladder analogici”. Due filtri linkati o indipendenti possono essere utilizzati in modalità Dual Voice, rendendo ancora più vaste le possibilità timbriche. Oltre a questo, ci sono tre generatori di inviluppo, tre LFO stereo (oscillatori a bassa frequenza) con 64 forme d’onda e sync al clock MIDI, un arpeggiatore, la funzione di microtuning per la tastiera, un vero portamento polifonico. Le modulazioni sono curate da una Modulation Matrix a 18 percorsi sorgente/destinazione.

La sezione effetti di Kyra è dotata, per ognuna delle otto parti di politimbricità dello strumento, di EQ a tre bande con medi sweepable, dual tube limiter, formant filter, distorsione, phaser a sei stadi, stereo digital delay, unità comb/flanger/chorus/doubler, riverbero programmabile. Tutti gli effetti possono essere usati contemporaneamente e in maniera indipendente per ciascuna parte. Essi operano alla frequenza di campionamento nativa di Kyra, ovvero 96 kHz.

La connettività dello strumento è altrettanto rimarchevole: quattro uscite stereo assegnabili bilanciate con risoluzione di conversione 32 bit/96kHz, un’uscita per cuffie, DIN MIDI a bassa latenza, un’implementazione USB2 che trasporta MIDI e audio a otto canali con risoluzione 24 bit/96kHz. Per Windows verrà rilasciato il driver ASIO mentre il collegamento con Mac è annunciato come nativo.

L’amministratore delegato della Waldorf Music Joachim Flor ha affermato: “È stata una casualità aver scoperto Valkyrie durante un giro del Frankfurt MusikMesse di quest’anno, ma sono stato subito consapevole del fatto che questo era probabilmente uno dei sintetizzatori più eccitanti degli ultimi anni. Ho avuto una conversazione con il suo sviluppatore indipendente, Manuel Caballero, e ora non vedo l’ora di lavorare con questa persona innovativa e di talento. Sotto la direzione di Waldorf Music, Valkyrie confluisce in un progetto di produzione congiunto chiamato Kyra, che sarà esposto e reso disponibile al NAMM nel 2019″.

Il prezzo atteso di Kyra è di € 1.899,00  per la versione desktop/rackmount, mentre una versione a tastiera sarà annunciata successivamente.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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