SSL Fusion, processore analogico stereo per il vostro Master Bus

SSL Fusion è un processore “strano”: opera tutto nel dominio analogico ed è destinato ad essere inserito sul Master Bus stereofonico allo scopo di migliorare il mix. La scelta dei moduli di elaborazione e la loro concatenazione è inedita, ma tutt’altro che casuale. Il loro scopo è quello di arricchire il mix di colori e trattamenti apparentemente sottili, ma in realtà determinanti ai fini della qualità audio e della piacevolezza percepita. In tal senso, le demo fornite da SSL sul suo sito sono estremamente convincenti sui “magici poteri” di Fusion, ma andiamo con ordine a vedere cosa c’è dentro questa box da 2U rack.

Il segnale in ingresso viene anzitutto controllato in livello (+/-12 dB) per assicurare un gain staging ottimale, e può essere sottoposto a una filtratura passa-alto del terzo ordine regolabile su 30, 40 e 50 Hz per rimuovere componenti di bassissima frequenza che toglierebbero solo dinamica al mix senza dargli reale sonorità in più.

Il primo modulo di elaborazione si chiama Vintage Drive ed è un soft-saturator analogico che produce l’incremento delle armoniche e una naturale compressione che deriva dal processo di overload. Può semplicemente ispessire un mix, oppure spingerlo più in là in termini di “suono carico”, e i suoi comandi sono denominati Drive e Density.

Il secondo stadio di Fusion si chiama Violet EQ ed è un nuovissimo circuito di equalizzatore shelving a due bande (bassi e alti) con distorsione di fase minima. I due comandi dello stadio sono pensati per portare più peso e importanza sui bassi, e più luce e brillantezza sugli acuti senza ottenere effetti troppo ovvii di esaltazione. I tagli dei due controlli sono a 30/50/70/90 Hz per i bassi e 8/12/16/20 kHz per gli acuti, in entrambi i casi con un massimo di 9 dB di cut/boost.

Il terzo modulo è un HF Compressor, ovvero un compressore di alte frequenze che vuole emulare i naturali processi di compattamento di livello che si verificano nel dominio analogico (saturazione dei circuiti elettronici e saturazione del nastro magnetico). L’effetto di questo circuito è quello di ridurre eventuali durezze sonore ed eccessi di brillantezza tipici della lavorazione digitale, e fornire invece un estremo acuto piacevole, non trapanante e molto naturale.

Segue poi il quarto stadio di Fusion, denominato Stereo Image, che è un circuito che opera secondo la logica Mid/Side e che quindi manipola diversamente i segnali comuni a entrambi i canali (Mid) e quelli invece appartenenti solo alle estremità del fronte stereo (Side). Lo stadio permette di aumentare la spazialità col comando Width (ma anche di ridurla, se il mix è troppo “sparato” sui lati), mentre col comando Space si agisce sul contenuto di basse frequenze del segnale Side e si può quindi dare più o meno “peso” alle componenti più esterne del mix.

L’ultimo componente di Fusion è Transformer, uno stadio basato su un trasformatore 1:1 che quindi non amplifica o attenua il segnale. Il suo ruolo è invece quello di aggiungere contenuto armonico a bassa frequenza, e ingrossare così il mix e la sensazione di peso e importanza che esso trasmette. In alto invece il trasformatore impartisce al segnale una lieve rotazione di fase che fornisce distinzione e brillantezza alla gamma acuta. Infine il trasformatore, se spinto verso alti livelli di segnale, può comportare un lieve alleggerimento delle bassissime frequenze che di solito si rivela positivo per la chiarezza e traslabilità del mix.

Fusion si chiude con un controllo di livello di uscita di +/- 12 dB per il miglior gain staging con le apparecchiature poste a valle di esso, ma prima vi sono due pulsanti che consentono di mettere un processore esterno in insert e di spostare la posizione dell’EQ nella catena di elaborazione. Questo permette alla macchina di configurare i propri blocchi funzionali in una pluralità di modi diversi:

Oltre alle connessioni di I/O su XLR bilanciato, un secondo set di connettori consente infatti l’insert di un apparato esterno. Tale insert può essere o stereofonico, o configurato in modalità M/S per applicare l’EQ o la compressione di Fusion in maniera distinta alle due componenti Mid e Side. La casa evidenzia come in tale punto sia ideale inserire l’SSL G-Series Bus Compressor, che forma un abbinamento perfetto con Fusion.

Il prezzo di SSL Fusion non è stato ancora definito ma dovrebbe essere contenuto entro i 2.000 Euro: per maggiori informazioni contattare il distributore. La disponibilità è prevista a partire da novembre.

Per maggiori informazioni: https://midiware.com/slide/3043-sslfusion

Demo video:

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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