Soundmit 2018, il reportage (parte 1)

Il Soundmit di Torino, in corso nei giorni 3 e 4 novembre presso lo storico teatro “Lavanderia a Vapore” di Collegno è alla sua seconda edizione, che però è già l’ottava se si considerano le precedenti esperienze targate SynthMeeting. La manifestazione espositiva ha dunque un’ampia base di maturità e ha trovato la sua dimensione in un expo che riunisce grandi marchi noti e piccoli produttori indipendenti, soprattutto della scena modulare.

In questa edizione 2018 si osservano alcune tendenze: anzitutto la partecipazione del pubblico si conferma solida, ma rispetto all’anno scorso sembrano in calo i “visitatori casuali” ovvero i semplici curiosi e appassionati generici, mentre aumentano invece i pro e i musicisti attivi. Questo è certamente un buon segnale, e dimostra come il Soundmit stia diventando anno dopo anno polo di riferimento per certa utenza. Vi è poi un aumento dei marchi del recording e pro-audio, per cui Soundmit non vuol più dire “solo synth”. Non si creda comunque che i synth contino di meno, anzi certamente l’edizione 2018 verrà ricordata quella col maggior focus di tutti gli ultimi anni sui synth polifonici. Ancora, appaiono in calo i prodotti meramente artigianali e salgono invece i marchi piccoli ma strutturati e ben industrializzati: anche questo è un buon segnale, in quanto identifica che il settore dei piccoli produttori sta maturando e crescendo in qualità e propositività. Sul fronte dei marchi grandi, significativa la presenza di Roland e Yamaha a dimostrare il loro continuo impegno verso il mercato italiano, e importantissima la presenza del nuovissimo eppure già mitico Moog One, ovvero il polifonico-monstre della casa di Asheville che viene dimostrato la sera di domenica 4 da Midiware in collaborazione con Enrico Cosimi, come evento conclusivo del Soundmit.

New Musical Instruments, nella sua veste di Media Partner della manifestazione, ha girato il Soundmit in lungo e in largo durante tutti i due giorni di expo: andiamo dunque a girare virtualmente tra gli stand con una carrellata dei prodotti esposti!

 

Arrel Audio

Anche quest’anno Arrel Audio si presenta al Soundmit con prodotti dedicati al mondo dell’audio professionale. Oltre ai modelli CL-125/4, CL-266 ed ML-116 (4 channel preamp, summing mixer e EQ parametrico) ed alla serie 500, si fanno notare i moduli Eurorack della serie Hercules dedicati all’alimentazione e il sistema ST-502 con relativo controller, studiato appositamente per la gestione del monitoraggio in studio.

 

 

Baloran

Che i poly analog stiano tornando di moda è un fatto appurato, ma che non offrano qualcosa di scontato è tutto da vedere. The River della francese Baloran suona come qualcosa di piacevole e già sentito ma non ricordo dove, il che lo riconduce alla dimensione onirica: presente, sfumato, vitale, sognante. Otto voci che possono suonare assieme oppure in layer, ognuna con i propri LFO dedicati, a chiudere il tutto un ensemble di effetti classici, 16CV/8Trig Out, uscite separate per ogni voce: difficile volere di più.

 

Bastl Instruments

Con sede a Brno, Repubblica Ceca, la piccola ma agguerrita BASTL Instruments si presenta a quest’edizione con vecchie glorie (Microgranny, moduli eurorack), realtà consolidate (Kastl), prodotti recenti come il synth full-analog semimodulare Soft Pop e Thyme “sequenceable robot operated digital tape machine”, quest’ultimo il più interessante del lotto: simula infatti il comportamento del nastro magnetico, del quale è possibile modificare velocità, spazio tra le testine, ecc… Queste funzioni possono essere non solo modulate, ma anche sequenziate, il tutto gestibile sia “on board” che tramite segnale MIDI.

 

 

 

Eventide

Casa produttrice che non ha bisogno certo di presentazioni, Eventide porta a questa manifestazione alcuni dei rappresentanti più significativi della sua serie di stompbox come Time Factor, Space ed il versatile H9, assieme al suo biglietto d’ingresso nel mondo eurorack: EuroDDL (digital delay).

 

 

Fingersonic

Progetto ambizioso quello portato quest’anno da Fingersonic: Analog Fusion si presenta come molte cose: un synth analogico a sei voci, un synth digitale con diversi motori di generazione sonora (VA, Wavetable, fm a sei operatori) una bassline DCO, una digital drum machine, il tutto disponibile in multi layer e dotato di implementazione midi completa. Il prototipo che abbiamo visto ed ascoltato è già in fase avanzata di sviluppo ed il progettista ha pronosticato una sua uscita per l’estate 2019 una volta conclusa la messa a punto sulla base dei feedback ricevuti.

 

E’ presente anche Synset Fm presentata già al Superbooth di quest’anno, groovebox basata su sintesi FM a sei operatori con tanto di drum machine (FM-based) a bordo.

Grau Modular

Presenti al Soundmit per il secondo anno consecutivo, Marcel e Leticia di Grau Modular hanno presentato i nuovi case Eurorack con alimentazione Befaco. Costruiti artigianalmente in Spagna, offrono una qualità elevata e molteplici opzioni di finitura. La gamma è molto ampia ed estremamente personalizzabile grazie alla possibilità di scegliere diversi colori. I case sono realmente “plug and play” e l’uso di un legno leggero e resistente consente facilità di trasporto. Certamente da approfondire!

 

Interphase Audio

In arrivo qualcosa di grosso: il progetto della consolle ARK8 è massiccio nella forma e nella sostanza a quanto ci dicono. Alto voltaggio di alimentazione dei circuiti per massima dinamica (48 Volt), class-A discrete design, modulare e dalla configurazione personalizzabile. Grosso anche il prezzo: 20k € per il setup che potete ammirare in foto.

 

Jomox

Presente per la prima volta al Soundmit di Torino, Jomox presenta il suo modello flagship in ambito Drum Machine, Alpha Base: 12 strumenti, in parte di completa generazione analogica e in parte sample-based, capacità di sampling, uscite separate per strumento, sintesi FM a sei operatori integrata. “Analog gear without compromises” recita la dicitura in calce al marchio, affermazione che con questo prodotto si conferma: qui la carne al fuoco è tanta, la “botta” anche.

 

Torna anche a distanza di anni il Resonator Neuronium, un sistema che si compone di sei modulazioni “risonanti” l’una interdipendente dall’altra, che ci riserviamo di studiare in maniera più approfondita, al nostro commento “questa cosa è folle!” il signor Michaelis, progettista e CEO di Jomox ha risposto in maniera sorniona “Beh, è proprio questo il punto”…

Keen Association

Keen Association continua la sua produzione di moduli ispirati alla sintesi West Coast, mostrandoci il nuovo arrivato 282e Quad Transevent Generator, un generatore arbitrario di funzioni erede dei moduli 400/500/700 di produzione Buchla. Lo si vede qui accoppiato ai modelli 268e (waveform generator) e 220 (polyphonic touchplate).

 

Modor Music

Il produttore belga Modor dispiega i propri prodotti in full: dal Modor nf-1, polifonico digitale ad otto voci, alla sua versione “contenuta” nf-1m (che a fronte della scarsezza di controlli on board, offre una gestione completa dei parametri via editor), ai moduli che portano nel mondo Eurorack le peculiarità dei fratelli maggiori: Noisy Oscillator, Comb e Formant Filter.

 

 

Nondestructive

Il Nondestructive Kaseta è uno stralunato disegno di un synth costruito sulla base del Bastl Instruments Kastle 1.5 contenuto all’interno di una vidocassetta VHS: da vedere!

Roland

Massiccia anche quest’anno la presenza di Roland, che schiera parte della sua linea Boutique (SH-01a, SE-02, TR-08), la serie AIRA con System-8, TR-8 e l’ultima arrivata TR-8s.

 

 

Fa piacere vedere anche il meno quotato (ma non meno apprezzato) System 500, qui “guidato” dal Boutique A-01.

 

Per chi invece non riesce a staccarsi dai synth, ma non può rinunciare all’ approccio “fisico” della chitarra è possibile testare il nuovo keytar AX-Synth, divertimento assicurato!

 

Schertler

Il partner tecnico di quest’anno al Soundmit è Schertler, e ripropone qui la sua serie di mixer modulari Hi-end Arthur Format 48, che oltre alle varie componenti mic/instrument/stereo in ed L/R/AUX/EQ master liberamente configurabili si fregia di una poderosa “spring unit” analogica che ha al suo interno ben 6 molle. Ad arricchire la collezione i modelli “finiti” della serie Arthur Prime a 5, 9 e 13 canali, per utilizzi “tipo” senza comunque venire a compromessi per quanto riguarda la qualità del suono. Il Signor Stephan Schertler, che non fa mistero del suo orgoglio per questo prodotto,  ci assicura personalmente una gestione dei transienti senza pari, ed un mixer che non sfigura in nessuno studio professionale

 

 

 

Schmidt Synthesizer

Ci avviciniamo con timore reverenziale a questo strumento. Visto solo in foto e video, posseduto da pochi, sognato da molti (noi compresi) e ne abbiamo ben donde: lo Schimdt Synthsizer, santo Graal della sintesi, è uno strumento unico nel suo genere, IL synth polifonico analogico senza compromessi, le cui sezioni osc, filter, envelope sono pressochè omnicomprensive, dotate di ogni controllo a pannello e per questo a tratti spaventose: è infatti facile perdersi in questo mare di potenziometri, e non per forza è un tratto negativo al primo impatto se si accetta di lasciarsi cullare dalla complessità delle patch presenti a bordo: così abbiam fatto e non ce ne siamo pentiti.

 

Soundmachines

Tornando sul suolo italico ritroviamo Soundmachines, che incontriamo nella persona di Davide Mancini, ideatore e progettista di moduli eurorack e synth semimodulari come NS1 Nanosynth e Modulör 114, qui per presentare Arches, controller multifunzione per gestire sistemi modulari e non via CV/Gate, MIDI via 5 pin DIN port, USB, e Bluetooth (!!!). Questi si compone di una touchplate che risponde al tatto (ed in alcuni casi alla pressione), una user interface dotata di schermo Oled in cui poter gestire l’assegnazione dei parametri (per singolo componente della touchplate) ed una patchbay per l’invio di CV. Questo “powerhouse controller” permette, se impostato in maniera approfondita, di gestire interi liveset in maniera davvero sorprendente!

 

This Is Not Rocket Science

Direttamente da Amsterdam This is Not Rocket Science propone una serie di moduli inusuali: Wobbler Advanced LFO, Edgecutter visual envelope e, come chicca finale, Tuesday Procedural sequencer, un “produttore automatico” di melodie che gestito tramite CV porta e risultati melodici (e ritmici) piacevolmente sorprendenti.

 

ESL – Vertice

Euterpe Synthesizers Laboratories (ESL) è un costruttore artigianale italiano. Al Soundmit 2018 ripropone questo poderoso rack stack di tre Vertice Filterbank: ben tre filtri indipendenti con numerose possibilità di routing.

 

Yamaha

Straordinario impegno di Yamaha a questo Soundmit, con esposizione delle serie Reface e soprattutto Montage e MODX. Grande l’accento su quest’ultimo synth appena annunciato, che si candida subito come best-buy nella fascia dei digitali poco sopra i 1000 Euro per la straordinaria completezza delle sue diverse sezioni di sintesi.

 

 

Straordinaria poi è stata l’iniziativa dello Yamaha Synth Museum,  con la quale lo storico costruttore giapponese ha voluto portare fisicamente al Soundmit alcuni suoi modelli del passato tra i più gloriosi: il CS80 famoso per essere stato usato da Vangelis in Blade Runner, il DX1 che era l’antenato di lusso del rivoluzionario DX7, il CS40 M e il VL1 che aprì la stagione dei synth a modellazione fisica.

 

 

 

Zirante

Interamente realizzati a mano, gli stompbox prodotti da Zirante sono dei pedali analogici custom, qui presentati con i nome Carnival, Back Diode e Belze(boost), rispettivamente fuzz, overdrive ed analog boost.

 

Leggi anche: Soundmit 2018, il reportage (parte 2)

Daniele Dissegna

Classe 1987, operaio nella musica e nella vita, sempre presente ove ci siano tasti, manopole, fader e generatori di onde sonore.

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