Soundmit 2018, il bilancio

La manifestazione fieristica torinese svoltasi il 3 e 4 novembre traccia un bilancio dell’edizione 2018: numeri positivi, volti sorridenti ma soprattutto tanta tecnologia audio in mostra e in discussione ai numerosi talk informativi. Sono stati 35 gli espositori provenienti da 11 paesi diversi, oltre i 800 visitatori e 170 gli operatori del settore che sono intervenuti. Sul totale dei visitatori, il 13% erano stranieri e il 14% di sesso femminile. Inoltre, l’82% era compreso nella fascia di età 18/44 anni, mentre il rimanente 18% in quella 44/65+.

È in aumento il numero dei brand che hanno esposto direttamente, a testimonianza dell’incremento di fiducia riservato dai produttori al Soundmit, e cambia l’assetto degli espositori presenti: in un’economia di settore che sta cambiando, la tendenza sembra essere quindi quella di una partecipazione attiva e diretta da parte delle aziende produttrici.

In aumento risultano i patrocini istituzionali, a dimostrazione dell’ottimo lavoro che ha svolto su questo fronte il team di Francesco Mulassano, promotore dell’iniziativa: tra i nomi che hanno dato il loro appoggio vi sono l’Italian Trade Agency che fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico, l’associazione internazionale E.M.E.A., gli istituti universitari Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, DAMS Torino, Università di Roma Tor Vergata. Riguardo a questi ultimi, è stato molto partecipato il talk dal titolo “Le Università incontrano le aziende – formazione e ricerca nell’ambito del suono e dello spettacolo”, nel quale si è analizzato il lavoro svolto dagli atenei nell’ambito della formazione legata al mondo della musica e dello spettacolo portando come esempio le attività svolte da ciascuno dei dipartimenti interessati.

Altri talk che hanno costellato di interesse questa edizione del Soundmit sono stati quello sulla storia del Theremin con Lorenzo “Lord Theremin” Giorda e quello riguardante la storia dell’industria musicale italiana guidato da Paolo Bragaglia (Acusmatiq/Matme). Vi è stata poi la presentazione del libro “Patch & Tweak”, con l’autore danese Kim Bjorn che ha anche ricoperto il ruolo di chairman nel panel dedicato ai produttori di strumenti musicali elettronici: tra questi, Stijn Haring-Kuipers (This is Not Rocket Science – Paesi Bassi), Axel Fischer (Schmidt Synthesizers – Germania), Davide Mancini (Soundmachines – Italia) e Alex Pleninger (Keen Association Moscow – Russia). Presente anche in veste di patrocinante, Arduino ha presentato con l’ingegner Arturo Guadalupi le infinite possibilità offerte da questa piattaforma di sviluppo nel settore musicale.

Venendo agli eventi tecnici e di prodotto, sono stati molto partecipati gli showcase offerti  dalle aziende e dai partner del Soundmit, da Viennaudio a Roland, passando per Yamaha e Audio Modeling, ai workshop formativi realizzati in collaborazione con Gik Acoustics, London School of Sound, Gamma Music Institute, Ableton e Backline. Molto bello anche se per forza di cose limitato a pochissimi partecipanti il workshop DIY di Faselunare dove cinque appassionati hanno potuto costruire, saldatore alla mano, una vera drum-machine open source.

Al Soundmit sono stati avvistati anche dei volti noti, alcuni come testimonial e altri come semplici visitatori: Boosta dei Subsonica, Nicolò Fragile, Silvio Capeccia dei Decibel, Fabrice Quagliotti dei Rockets, Riccardo Sada di Midance, Felix Visser.

Per tutti i numeri di questo bilancio, nonché per il ricco repertorio multimediale di foto e video a beneficio di chi non ha potuto esserci, raccomandiamo di visitare la pagina http://www.soundmit.com/it/s2018

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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