IK Multimedia UNO Synth: piccolo, analogico e imbattibile

Il primo synth analogico della casa modenese è fatto in collaborazione con SoundMachines e stabilisce un record per suono e funzioni in rapporto a prezzo e dimensioni. Scopritelo insieme a noi.

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UNO Synth | La catena di sintesi | Memorie, arpeggiatore e sequencer | Il testConclusioniCaratteristiche tecniche


IK Multimedia è un’azienda italiana che ha avuto una crescita straordinaria: fondata a Modena nel 1996, è arrivata a essere una multinazionale con oltre 100 persone e operazioni in sette Paesi. Il suo successo si è costruito soprattutto su emulazioni software di processori vintage da mastering (T-RackS) e amplificatori per chitarra (AmpliTube), nonché su una lunga serie di interfacce, microfoni e controller per i mondi iOS, Mac e PC. Mai però la casa modenese aveva proposto un sintetizzatore hardware come quello che è in prova su queste pagine, e perdipiù realizzato in tecnologia real-analog: per farlo, è ricorsa alla collaborazione della SoundMachines di Davide Mancini, costruttore-boutique di sintetizzatori modulari basato nelle Marche. Una bella operazione tutta italiana dunque, e del resto anche la produzione di UNO Synth avviene in Italia e non in Oriente come il suo basso prezzo indurrebbe a pensare.

 

UNO Synth

Ok, inquadrato il team di sviluppo della macchina, andiamo a vedere in concreto di cosa si tratta: UNO è un sintetizzatore monofonico realmente analogico (lo sapete che non basta che sia hardware per essere analogico, verooo?!?) realizzato in un compattissimo case plastico dal peso di appena 400 grammi che lo rende un prodotto portatilissimo e senza alcun concorrente diretto sul mercato. I comandi sono realizzati con un mix di manopole e pulsanti a sfioramento, in modo da contenere ingombri, pesi e costi e garantire nel contempo una buona agibilità dei comandi principali. L’accesso da pannello non copre tutte le funzioni della catena di sintesi ma solo quelle principali, mentre per l’editing totale si ricorre a un apposito programma fornito gratuitamente dalla Casa. UNO non è solo synth ma racchiude al suo interno anche le funzioni di arpeggiatore, sequencer e interfaccia MIDI.

Fisicamente l’unità si presenta in un case sottilissimo e inclinato in avanti grazie a un appoggio posteriore più spesso. Il motivo del maggiore spessore di questa parte è presto detto: al suo interno possono alloggiare quattro batterie AA in modo da consentire l’alimentazione di UNO anche in assenza di altre sorgenti e garantirne così la più completa portatilità. Sono garantite tre ore di funzionamento con pile alcaline e quattro con pile Ni-MH, ma nel caso non vogliate contribuire troppo ai profitti di Duracell & co. potete alimentare UNO anche tramite la sua porta microUSB collegata a un computer o un normale caricabatterie da cellulare. Lo schema colori della macchina è tutto sapientemente giocato sull’antracite e sul rosso, con un effetto complessivamente personale e molto piacevole.

Il pannello superiore è diviso in zone logiche ben identificabili: in alto a sinistra c’è la sezione di editing, basata su quattro manopole e quattro pulsanti che assegnano tali manopole alle sezioni Osc, Filter, Env ed LFO. Attraverso questa configurazione matriciale è quindi possibile accedere a 19 parametri diversi. A centro-pannello si trova il display fatto di tre cifre di LED-sette segmenti dall’aspetto volutamente old-fashioned: attraverso di essi si leggono il numero di programma o i valori dei parametri di volta in volta invocati. In alto a destra ci sono i comandi a manopola principali, quelli che devo essere sempre raggiungibili: Cutoff, Tempo e Volume. Sotto di essi vi sono i pulsanti per arpeggiatore, sequencer, richiamo preset, data entry. Veniamo ora alla metà inferiore di pannello: essa è occupata dalla tastiera virtuale a due ottave, dai comandi per trasporto e delay, e da cinque pulsanti per attivare degli effetti transitori sulla patch in modo da dare espressione mentre si suona.

Il pannello posteriore è piccolo e semplice: offre switch di alimentazione, la citata porta microUSB, porte MIDI In e Out e porte di In e Out audio. Viste le dimensioni ridotte della macchina il ricorso a connettori di piccole dimensioni è stato obbligatorio: le due MIDI In e Out viaggiano dunque su micro-jack da 2,5 mm in cui si innestano gli adattatori (forniti in dotazione) per le normali prese DIN pentapolari. L’audio invece viaggia su mini-jack da 3,5 mm, di cui quello per ingresso audio esterno è mono e quello per l’uscita della macchina è stereo. L’uscita è adatta a collegare sia ingressi di linea che cuffie, sempre in onore all’impiego in mobilità che è certamente stato tenuto molto in considerazione durante lo sviluppo del progetto.

Della dotazione del prodotto fa parte integrante il citato software editor, indispensabile per accedere ad alcuni suoi parametri, e disponibile sia come programma stand-alone che come plug-in per i sistemi iOS, Mac e Windows. Ad esso ci riferiremo costantemente nel corso del testo a seguire per identificare le funzioni non raggiungibili da pannello frontale.

Complessivamente UNO Synth appare una realizzazione curata e appagante, ed evidenzia un prodotto perfettamente industrializzato.

 

La catena di sintesi

UNO Synth basa la sua generazione su un’architettura a due oscillatori e un filtro multimodo a 12 dB/Oct realmente analogici, due ADSR e un LFO generati digitalmente e un digital delay in uscita. I due VCO hanno forme d’onda sawtooth, triangolare e quadra con possibilità di variazione continua della waveform e della PW. Il controllo Tune dei due oscillatori integra in sé sia la funzione Fine che quella Coarse in quanto per le escursioni minori regola l’intonazione su +/- 100 Cents mentre per quelle più esterne quantizza su note intere (+/- 12 semitoni). Dal solo editor è poi possibile accedere a preziose funzioni di modulazione della waveform: è infatti possibile modulare, separatamente per ciascun oscillatore, la PWM o la forma d’onda con l’inviluppo del filtro e con l’LFO. Un comando Glide attiva la transizione continua tra i pitch di nota, con velocità regolabile su 127 passi.

La sezione di generazione si chiude coi controlli di livello per i due VCO e per un generatore di rumore bianco. Da qui il segnale confluisce in un VCF multimodo che è basato su un OTA (amplificatore operazionale a transconduttanza) ed offre topologie passa-basso (LPF), passa-banda (BPF) e passa-alto (HPF). La pendenza del filtro è di 12 dB/Oct secondo una tendenza attualmente molto in voga (Korg Monologue e Prologue, Behringer Neutron…). I comandi sono i tradizionali cutoff, risonanza, intervento positivo o negativo sul cutoff dell’inviluppo dedicato al filtro, ed è anche disponibile un overdrive per imballare il suono. Un ulteriore comando di Keytrack è raggiungibile tramite editor.

Il citato inviluppo del filtro e il suo gemello dedicato al volume sono articolati sul tradizionale paradigma ADSR, ma di default da pannello è possibile accedere solo agli stadi Attack e Decay di quello del filtro, e Attack e Release di quello dell’amplificatore. Rimane comunque possibile avere il controllo di tutti gli stadi disponibili dei due inviluppi grazie a una nuova funzione introdotta con la V 1.1.1 del firmware: tenendo premuti a lungo i pulsanti Filter ed Env, le quattro manopole diventano i controlli di Attack, Decay, Sustain e Release rispettivamente dell’inviluppo del filtro e di quello del VCA.

Sul fronte delle modulazioni è disponibile un LFO con sette waveform: sinusoidale, triangolare, quadra, sawtooth ascendente, sawtooth discendente, random, S&H. Esso ha capacità di modulare pitch, filtro, amplificatore e le forme d’onda degli oscillatori. Per il suo pieno indirizzamento bisogna rivolgersi all’editor, mentre le prime due modulazioni citate (pitch e cutoff) sono gestibili direttamente da pannello. Sempre da editor oppure direttamente da pannello attraverso le posizioni più estreme del comando Rate, l’LFO è poi syncabile al clock MIDI sulle divisioni 1/1, 1/2, 4d, 1/4, 8d, 4t, 1/8, 16d, 8t, 16, 16t.

La catena di sintesi si conclude, come da tradizione, con gli effetti: in UNO troviamo un digital delay con controlli di Time e Mix, ma non è presente il comando Feedback per dosare il numero di ripetizioni né la possibilità di esprimere il tempo di ritardo in valori musicali. Il prova il delay risulterà sempre gradevole e mai invadente, ma un set di comandi più esteso avrebbe potuto conferirgli più versatilità e incisività.

I cinque pulsanti dedicati ad altrettanti “effetti” pronti per la performance che il costruttore denomina Dive, Scoop, Vibrato, Wah e Tremolo, sono invece una sorta di preset di modulazione:

  • Dive applica ai VCO il decay dell’inviluppo del filtro, in modo da produrre una flessione di – 2 semitoni;
  • Scoop è come il precedente ma produce una flessione di + 2 semitoni;
  • Vibr attiva la modulazione dell’LFO sul pitch degli oscillatori;
  • Wah attiva la modulazione dell’LFO sul cutoff del filtro;
  • Trem attiva la modulazione negativa dell’LFO sul gain del VCA.

Da pannello è solo possibile una loro gestione On/Off, mentre da editor si regola la profondità di ciascuno di questi cinque effetti di modulazione.

Sempre da editor si dosano gli effetti dei messaggi MIDI di Modulation Wheel, Pitch Wheel e Note On Velocity sui diversi parametri di UNO: per la Mod Wheel è possibile regolare separatamente la sua influenza su Vibrato, Wah, Tremolo Cutoff e Cutoff Rate, per la Pitch Wheel è possibile regolare il suo intervento da 2 a 12 semitoni,  mentre per la Velocity è possibile dosare il suo effetto a Amp, Filter, Filter Envelope e LFO Rate.

Complessivamente la catena di sintesi di UNO appare molto ben disegnata: è priva di fronzoli ma ha tutte le funzioni necessarie per scolpire bene e versatilmente il suono di cui questa architettura è capace. In ogni caso, l’uso dell’editor si rivela fondamentale per accedere a tutte le funzioni della macchina, mentre senza di esso qualche parametro “rimane fuori” dalla gestione immediata dell’utente.

 

Memorie, arpeggiatore e sequencer

UNO Synth possiede 20 programmi pre-memorizzati in fabbrica e non cancellabili, e altri 80 che sono riscrivibili per ospitare le programmazioni-utente. All’interno di ciascun programma, oltre ai parametri timbrici, è programmata anche una sequenza di note richiamabile col pulsante Seq e mettendo in Play il trasporto di UNO. La sequenza può essere lunga tra un minimo di 1 e un massimo di 16 step, può suonare in avanti, indietro o avanti/indietro, ed è possibile crearla tramite tre differenti modalità:

  • Step Recording
  • Real-Time Recording
  • Step Edit Recording

In Step Recording basta premere Rec e poi inserire le note o le pause tramite la tastiera di bordo, una dopo l’altra. La durata di ciascuno step è regolabile tra 0,5 e 16 step, in modo da poter creare figure musicali complesse. È anche possibile registrare la variazione di parametri di sintesi su un certo step modificando la posizione del relativo controllo, per produrre sequenze timbricamente cangianti da uno step all’altro. In modalità Real-Time Recording si attiva la registrazione coi pulsanti Rec+Play e poi si suona in tempo reale sulla tastiera di bordo. La sequenza cicla e in questa maniera è possibile  aggiungere note nei diversi passaggi. In tale modalità è anche possibile inserire modifiche dinamiche ai parametri timbrici direttamente agendo sui loro controlli a pannello, in tempo reale. Infine, nella modalità Step Edit Recording è possibile intervenire con precisione sul valore dei parametri timbrici, impostandone il valore per ciascuno step. Da editor è possibile anche attivare e dosare lo Swing, cosa che dà una bella mano a differenziare e rendere “groovy” le sequenze programmate. Purtroppo attualmente UNO Synth non può trasporre il play delle proprie sequenze in base a una nota di tastiera, per cui la sua utilità come bassline in alcuni contesti può essere limitata da tale scelta. La tastiera invece si può suonare contemporaneamente al sequencer, e in tal caso prende la priorità sulla sequenza registrata ma senza fermarla.

L’arpeggiatore della macchina è un’altra validissima freccia nell’arco di UNO Synth: possiede ben 10 modalità di scansione dell’arpeggio eseguito, può arpeggiare da una a quattro ottave e col pulsante Hold può anche essere messo in latch. Attraverso l’editor è possibile inoltre controllare il tempo di Gate delle note arpeggiate.

La funzione Scale permette di configurare la tastiera di UNO Synth per forzare l’esecuzione delle note suonate su una delle 14 scale disponibili (maggiore, minore, maggiore pentatonica, maggiore blues, minore pentatonica, minore blues, minore armonica, misolidia, dorica, klezmer, gypsy ungherese, gypsy spagnola, giapponese, sud-est asiatica), nella tonalità desiderata. In questo modo di funzionamento i tasti neri di tastiera si disabilitano e si agisce solo su quelli bianchi, con possibilità di slide da una nota all’altra grazie alla tastiera capacitiva. Diventa così possibile un tipo di esecuzione che con i synth a tastiera pianistica normale non è possibile avere.

Dando un’occhiata alle specifiche MIDI di UNO, si notano molte cose interessanti: anzitutto l’unità è sincronizzabile al clock esterno che può arrivare da porta MIDI pentapolare o USB. L’implementazione MIDI è molto completa e prevede il controllo totale dei parametri della macchina via messaggi di tipo CC. Basta quindi possedere un qualsiasi controller hardware che supporta la programmazione dei CC ai propri pulsanti, manopole e slider, ed ecco che tutti i parametri della macchina divengono immediatamente accessibili anche fisicamente, senza dover passare per il mouse. Se avete un controller, vi consiglio caldissimamente di mapparlo a UNO e otterrete un synth “one knob per function”. Va infine evidenziato come UNO Synth possa fungere anche da interfaccia USB-to-MIDI e quindi farvi risparmiare l’acquisto di un’interfaccia dedicata per pilotare altri synth hw dotati di sole connessioni MIDI pentapolari: è un valore da non dimenticare in fase di acquisto.

 

Il test

La prova completa sul campo di UNO Synth si è potuta svolgere solo col rilascio dell’editor e del relativo aggiornamento firmware della macchina (1.1.1), avvenuti a fine estate. Gli esemplari venduti in precedenza sono ovviamente aggiornabili senza sforzo con un update scaricabile dal sito IK Multimedia. Al contatto fisico, UNO si rivela davvero leggero e compatto, ma niente affatto cheap o sacrificato: le dimensioni sono quelle giuste per un oggetto del genere e l’operatività su manopole e comandi a sfioramento è perfetta. Niente “sindrome da dita grandi” qui!

Il timbro colpisce subito per il suo carattere molto netto, preciso: è aperto, molto pulito e “dritto”, senza scimmiottare comportamenti iper-grassi di certa scuola americana e senza scadere nella durezza di certe realizzazioni tedesche che personalmente apprezzo poco se non si fa techno berlinese. Mi ricorda piuttosto certe ottime realizzazioni Roland dell’epoca vintage, con una liquidità notevole che denuncia subito la natura real-analog della macchina e che le dà un profondo senso di esistere sul mercato: è chiaro che il modello ispiratore di UNO è in macchine tipo Korg Volca, piccolissime, economicissime, sequencerizzate e portatili, ma è anche chiaro che qui siamo su una prestazione di qualità e versatilità timbrica superiore. Abbiamo un vero monosynth a due oscillatori controllabile in tutti i suoi parametri fondamentali, con programmabilità dei timbri e un bel suono di base. Molto valido il filtro, che oltretutto “regge bene” tutte le posizioni di cutoff e resonance senza imballare, scurirsi o viceversa sfaldarsi: non è affatto scontato, perché sul mercato ci sono synth che suonano bene solo con certe posizioni del cutoff mentre aprendolo o chiudendolo il suono non solo cambia ma “si perde”. Qui non accade, e anzi il filtro appare usabilissimo con tutte le regolazioni e in tutte e tre le modalità LPF, HPF e BPF a disposizione. Anche il Drive non spinge fino a distorsioni “zanzarose” ma si limita a saturare piacevolmente e dolcemente il suono in uscita. In tutte le situazioni il suono di UNO rimane presente, piacevolmente eufonico e liquidissimo, senza diventare mai cattivo perché evidentemente così è stato voluto che fosse il suo carattere. L’interazione col pannello frontale è immediata e i tasti touch si rivelano pienamente funzionali alla gestione della macchina, senza assolutamente lasciare l’amaro in bocca a chi magari avrebbe voluto pulsanti da spingere. L’editor è comunque a mio parere necessario in fase di ricerca timbrica per tirare fuori da UNO tutti i tanti e bei suoni di cui è capace, per cui in studio abbiate cura di tenerlo sempre attaccato al PC per una sua gestione ottimale, mentre dal vivo le memorie di patch on-board e il corredo di comandi fisici presenti saranno più che sufficienti. Nota finale di merito per la connessione USB che non produce alcun ronzio da ground loop digitale se attaccata al PC, a differenza di alcuni concorrenti.

 

Conclusioni

IK Multimedia UNO Synth è un prodotto senza concorrenti sul mercato: a poco più di 200 Euro non c’è nessun altro synth realmente portatile, realmente analogico con due VCO e filtro multimodo, memorie, arpeggiatore e sequencer. UNO riempie dunque una nicchia in cui in questo momento può porsi come unica soluzione, ma anche indipendentemente da ciò ha un suono bello e interessante. Sicuramente un prodotto di grande interesse che rende merito alla bravura dei suoi sviluppatori.

 

Caratteristiche tecniche

Prodotto: IK Multimedia UNO Synth

Tipologia: sintetizzatore analogico monofonico

Dati tecnici dichiarati dal costruttore:

Synthesis
• Type: Analog
• Polyphony: 1 voice
• Synthesis structure: 2 VCO, Noise generator, 1 VCF, 1 VCA, 2 EG, 1 LFO
• VCO variable shape waveforms: Triangle, Sawtooth, Pulse with variable pulse width
• VCF: 2-pole resonant multimode filter with Cutoff, Resonance, Env Amount, Drive
• LFO: 7 shapes (Sine, Triangle, Square, Saw Up, Saw Down, Random, Sample & Hold), Rate
• Modulation Destinations: Amp, Pitch, Filter, PWM, Waveshape (PWM and Waveshape via MIDI CC)
• EG: 2 for Filter and Amplitude (full ADSR is available via MIDI)

Preset
100 Presets (20 factory non-writable, 80 user)

Keyboard and controls
• 7 Knobs (4 matrix, 3 fixed)
• 13 Selectable scales (Chromatic, Major, Minor, Major Pentatonic, Minor Pentatonic, Major Blues, Minor Blues, Harmonic Minor, Mixolydian, Dorian, Klezmer, Hungarian Gypsy, Spanish Gypsy, Japanese, South-East Asian)

Sequencer
• 16-step sequencer
• Real-time and step recording with parameter recording
• Real-time parameter recording per-step
• 3 directions: Forward, Backward, Forward and Backward
• Selectable length between 1 and 16 steps

Arpeggiator
• 10 Mode Arpeggiator
• 4 octave range
• Hold control

Effects
• Delay
• Dive, Scoop, Vibrato, Wah, Tremolo

Connections
• Audio Out: Mini-jack 3.5mm stereo (mono summed)
• Audio In: Mini-jack 3.5mm stereo (mono summed)
• 2 x MIDI 2.5mm mini-jack to DIN cables (IN/OUT)
• 1 Micro USB

Power
• 4x AA Batteries
• Micro USB connector

Dimensioni: 49 x 256 x 150 mm (A x L x P)

Peso: 400 g (senza batterie)

Prezzo di mercato: 229,00 Euro

Distributore: Mogar Music SpA

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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