Anteprima Behringer Crave: 149 €, e salta il banco delle bassline!

Annunciato a sorpresa subito dopo la chiusura del NAMM, il Behringer Crave è un monosynth analogico con sequencer integrato, oscillatore 3340 e filtro ladder Moog-inspired. Il tutto a un prezzo incredibile.

Behringer è fatta così, ormai dovremo farcene una ragione: da un lato fa dei teaser lunghi anni in cui annuncia la produzione di cloni di famosi synth vintage, in modo che i detrattori abbiano tutto il tempo per brontolare “tanto non lo faranno davvero…”. E dall’altro se ne esce così, out-of-the-blue, con progetti originali mai annunciati prima. Era successo l’anno scorso col Neutron, che era uscito improvvisamente e a sorpresa dopo che la casa aveva annunciato per lungo tempo di voler clonare ARP Odyssey, Minimoog e Oberheim OB-Xa. E così succede anche in questo 2019, quando a porte del Winter NAMM appena chiuse, i tedeschi con casa in Cina e Malesia fanno vedere un paio di video sulla loro pagina Facebook di un oggetto strano e non-identificato. In realtà un mini-teaser c’era stato a giugno l’anno scorso, quando Behringer aveva fatto vedere la PCB del Crave su Facebook senza tuttavia dire che cosa fosse.

Comunque Crave sarà non-identificato per molti ma non per noi, visto che andiamo subito a parlarvene!

Cos’è

Behringer Crave è un sintetizzatore monofonico realmente analogico dotato di sequencer. È un progetto originale che non clona nulla, ma a ben guardare affonda le sue radici nei precedenti Model D e Neutron della casa: alcuni componenti, idee, circuiti sono infatti presi da questi due synth e vengono qui riutilizzati in una configurazione nuova e con un nuovo sequencer fino a dar luogo a una macchina completamente diversa.

Il VCO è singolo ed è basato su una replica del chip CEM 3340, usato appunto già negli oscillatori del Neutron. Con la sua solita “disinvoltura”, la casa afferma che si tratta del VCO del Prophet-5, mentre in realtà è più corretto e preciso dire che si usa qui lo stesso chip del P-5 ma non l’intero suo circuito VCO. In Crave si può scegliere tra due waveform di base (dente di sega e quadra) ma è anche possibile modificare e modulare la Pulse Width (PW) in modo da dare luogo a timbriche molto varie e cangianti. Una manopola dosa la modulazione che può provenire dall’inviluppo o dall’LFO, mentre poi un selettore Modulation Destination sceglie se tale sorgente sarà ruotata alla frequenza o alla PW. Esiste un comando di Glide e il circuito di generazione è completato dalla possibilità di mixare del rumore bianco al segnale proveniente dal VCO.

Segue un VCF che viene indicato come un clone del ladder filter del Minimoog (e presumibilmente derivato da quello già usato nel Behringer Model D, volgarmente detto “Boog”): questo VCF può funzionare da tradizionale passa-basso (LPF) o da passa-alto (HPF) grazie all’azione di un selettore a levetta. Vi sono comandi a manopola per Cutoff, Resonance, Modulation: quest’ultima comanda la modulazione del cutoff mentre con due levette si sceglie se tale modulazione avverrà da parte dell’inviluppo o dell’LFO, e se con polarità normale o invertita. La catena audio si chiude con un controllo di livello del VCA di uscita.

Sul fronte delle modulazioni, Crave dispone di un inviluppo Attack/Decay/Sustain con una levetta che abilita o disabilita quest’ultimo stadio, nonché di un LFO con comandi per la frequenza di oscillazione e la waveform quadra o triangolare. La catena di sintesi assomiglia dunque a grandi linee a quella di un Roland TB-303, anche se con diverse funzioni in più. La questione della flessibilità timbrica però si rivoluziona se guardiamo all’arma segreta di Crave: la patch-bay con 18 punti di ingresso e 14 punti di uscita per controllare in CV vari stadi del circuito ed entrare/uscire in audio. Questa patch-bay risente più che chiaramente dell’esperienza Neutron, e come nel synth rossastro dell’anno scorso permette sia il patching fra i moduli interni della macchina che la connessione a sistemi Eurorack esterni. Tramite essa è possibile per esempio modulare da esterno la frequenza e la PW del VCO, il cutoff e la risonanza del filtro e così via.

 

Il sequencer/arpeggiatore

Crave, da brava macchina destinata a fare da groovebox, dispone di un sequencer di bordo: esso si articola su 64 pattern memorizzabili e organizzati in 8 banchi x 8 sequenze. La lunghezza di ciascun pattern è di 32 step massimi. Si tratta di un sequencer molto versatile in quanto per ciascuno step è possibile impostare il Gate Lenght, l’Accent, il Glide Time e il Ratcheting: queste logiche di programmazione andranno approfondite man mano che arriveranno ulteriori informazioni sulla macchina, mentre fin da ora sappiamo che esse si possono registrare sia in tempo reale che a step tramite il tastierino di un’ottava a bordo. Una cosa importantissima da notare è che questo sequencer possiede la capacità di essere trasposto via MIDI in tempo reale, creando così degli arrangiamenti e bass-line con estrema facilità. Grazie alle connessioni della patch-bay inoltre, il sequencer può essere controllato tramite CV: in particolare è possibile intervenire su Reset del pattern, Hold, Play e Stop. Il tempo interno inoltre può essere modulato anch’esso via CV e questo apre la strada a strani pattern dall’andamento temporale ondulatorio. Infine, il modulo offre anche funzioni di arpeggiatore.

 

Cabinet e connessioni

Behringer Crave è ospitato in un contenitore metallico con fianchetti in legno delle dimensioni approssimative di un Roland Bassline (non ci sono ancora specifiche ufficiali). Le connessioni audio prevedono ingresso e uscita analogici sulla patch-bay superiore. Chi possiede Neutron o Model D avrà già notato che qui viene usata una sezione MIDI praticamente identica: il MIDI viaggia infatti sia su connettori DIN pentapolari (In e Thru) che su USB (In e Out), mentre il canale di ricezione si imposta tramite dip-switch posteriori. La parte di sintesi non risulta programmabile, come già non erano programmabili Model D e Neutron. Per la parte di sequencer invece bisognerà vedere in sede di annuncio se le 64 sequenze possono essere salvate esternamente via USB, magari con l’uso di una app di controllo dedicata (come per esempio è stato fatto per il Neutron allo scopo di controllarne alcuni parametri). Lo strumento appare solido ma sufficientemente piccolo e leggero da essere trasportato facilmente. Non si sa ancora se sarà alimentabile via USB o solo tramite l’alimentatore originale. Una nota per gli amanti della polifonia: fino a 16 Crave possono essere attaccati in poly-chain!

 

Mercato

Behringer ha fatto uscire le notizie sul Crave in modo poco ortodosso, con un paio di video su Facebook e YouTube ma senza una scheda prodotto ufficiale. Non vi sono dunque notizie precise sulla data di spedizione del prodotto né una lista-specifiche, ma una cosa la casa ci ha tenuto a dirla fin da bel principio: si tratta del prezzo, fissato in 149 Euro e quindi assolutamente sconvolgente in termini di mercato per le groovebox economiche: tremano dunque il Volca Bass e i cloni economici del TB-303 (anche se i suoni qui sono altri). Gongolano invece sia gli appassionati che vogliono un primo bassline e hanno pochi soldi, sia i già proprietari di Neutron, Model D e piccoli sistemi modulari che con una spesa contenuta possono ora aggiungere un nuovo VCO, un nuovo VCF Moog-style e un sequencer al loro sistema. Crave infatti pare integrarsi a meraviglia con macchine come le Behringer citate ma anche coi piccoli Brute di Arturia e con tanti altri sistemi dotati di connessioni CV/Gate. Un altro successo annunciato per Behringer, ma ora come al solito bisogna vedere quando arriverà sul mercato: se conosciamo i nostri polli (Behringer…), se ne parlerà verso aprile, e chi vuole il primo lotto dovrà prenotarlo per tempo oppure rassegnarsi ad attendere ulteriori mesi. Vedremo se ci sbagliavamo…

 

Disclaimer

Questo articolo è stato redatto sulla base delle pre-informazioni dedotte dai canali social di Behringer alla data del 27 gennaio 2019. Non sostituisce una recensione e le informazioni riportate devono intendersi preliminari.

 

Video ufficiale di presentazione

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

2 pensieri riguardo “Anteprima Behringer Crave: 149 €, e salta il banco delle bassline!

  • 07/02/2019 in 22:23
    Permalink

    Buona sera ma per l acquisto del beringher crave su che sito si può ordinare? Vorrei ordinarlo

    Risposta
  • 08/02/2019 in 10:54
    Permalink

    Ciao Kikko, per il momento Behringer ha solo presentato il prodotto ma non è ancora in distribuzione e quindi non è ordinabile. Probabilmente bisognerà aspettare fino a primavera.

    Risposta

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