Korg Minilogue XD: tutto quello che c’è da sapere

Il nuovo XD è una specie di Frankenstein che prende il meglio dai precedenti Minilogue, Prologue e Monologue (in ordine di features) e le combina in un synth tutto nuovo. Suono, funzioni e prezzo sono assolutamente killer. Scopriamolo insieme!

 

Nel 2016 la giapponese Korg ha fatto un autentico botto col primo Minilogue: polifonico realmente analogico a un costo che ancora non si era mai visto sul mercato, funzioni ampie e ben calibrate, estetica personale e intrigante data dal pannello superiore metallico e il posteriore in legno chiaro. Il tiro è stato poi ulteriormente affinato con monofonico Monologue e il grande e importante Prologue, due synth che nelle rispettive fasce di mercato hanno portato ulteriore aria fresca in termini di suono e funzioni.

Tre anni esatti dopo il primo Minilogue arriva ora la versione XD, ed è una versione tutta nuova che mixa sapientemente il meglio dei tre “-logue” (Mini, Mono e Pro) in proporzioni variabili: la base concettuale e funzionale è quella del Mini, il sequencer si ispira a quello del Mono e l’oscillatore digitale customizzabile viene dal Pro. Lo diciamo subito: questo mix ha le caratteristiche per essere la vera bomba analogica del 2019 appena iniziato perché Minilogue XD offre davvero tanto in rapporto al prezzo e anche in tema di innovazione.

 

Cos’è

Minilogue XD è un sintetizzatore polifonico realmente analogico a quattro voci. La polifonia resta dunque ancora quella del Minilogue originale, probabilmente per contenere i costi e al contempo non andare troppo vicino in termini di mercato al grande Prologue: ricordate sempre che in un real analog, ogni voce di polifonia in più vuol dire aggiungere un intero, completo circuito di sintesi (oscillatori, filtro, amplificatore).

La tastiera è a 37 tasti slim con velocity ma senza aftertouch, alla quale si affiancano arpeggiatore e sequencer polifonico a step che possono interagire tra loro. La tastiera ha capacità microtonali per accordature alternative e sono disponibili quattro Voice Mode per la gestione delle voci di polifonia in rapporto alla tastiera.

I parametri di patch sono ovviamente memorizzabili e lo strumento dispone di ben 500 memorie, di cui 200 riempite in fabbrica.

 

La catena di sintesi

Minilogue XD possiede tre oscillatori per voce: i primi due sono dei tradizionali VCO analogici operanti sulle tre classiche waveform triangolare, dente di sega e quadra, con possibilità di regolare la simmetria della forma d’onda col comando Shape. Ognuno di questi due oscillatori può essere impostato su quattro ottave diverse ed è presente anche un comando Pitch per gestire scordature di pochi cents (parte centrale della corsa della manopola) e intervalli di semitoni (parti estreme della corsa). VCO 1 e VCO 2 possono essere combinati secondo logiche di Sync, Ring Modulation e Cross Modulation. In questa maniera la versatilità timbrica dei due oscillatori è già molto vasta e garantisce una palette di timbri-base davvero estesa, ancorché in direzioni classiche e già presenti sul Minilogue originale.

Dove però le cose cambiano rispetto al progenitore è nella presenza di un terzo oscillatore digitale, direttamente mutuato dal Prologue. Esso ha tre modalità di lavoro selezionabili con una levetta: la prima è il Noise, che accede a quattro diversi tipi di rumore (con filtrature passa-alto, passa-basso, peaking, decimazione) il cui colore può essere ulteriormente regolato con la manopola Shape. La seconda modalità dell’oscillatore digitale è definita VPM (da Variable Phase Modulation) e fornisce le sonorità tipiche della FM con una struttura a due operatori. Vi sono 16 tipi di oscillatore VPM e con la manopola Shape i profili delle waveform possono essere ulteriormente modificati, per cui il range timbrico è elevato anche con due soli operatori. La terza modalità dell’oscillatore digitale è definita User in quanto vi è la possibilità di importare dei modelli di oscillatore creati esternamente da sviluppatori terzi e poi selezionati dall’utente tra 16 locazioni disponibili. Lo strumento arriva dalla casa con un “morphing wavetable oscillator” fornito come preset, ma su Internet stanno apparendo altri tipi di oscillatori (attualmente per Prologue, ma c’è da attenderseli anche per Minilogue XD) grazie alla disponibilità di un Software Development Kit (SDK) presente su GitHub.

Veniamo ora al filtro, comparto in cui Korg ha rimescolato le carte nelle successive evoluzioni di Minilogue, Monologue e Prologue con soluzioni via via diverse: ebbene, il VCF di Minilogue XD è nuovo rispetto al modello di partenza, è sparita la possibilità di selezionare la topologia tra 12 e 24 dB/Oct ed è rimasta una succosa modalità 12 dB/Oct (detta anche a due poli) che dal Monologue in poi sembra essere il nuovo tratto timbrico distintivo che Korg vuole attribuire ai suoi prodotti. Se vogliamo dirla tutta, nel Minilogue originale il filtro era la parte meno personale e interessante della timbrica dello strumento, mentre in questa nuova versione XD la sonorità sembra assai più incisiva, piena e grintosa. Il filtro ha comandi a manopola per cutoff e risonanza, e poi due levette a due posizioni ciascuna per il Keytrack e il Drive (che imballa il filtro e lo fa suonare più saturo).

Le modulazioni sono fornite da un ADSR pieno per l’amplificatore, un EG ridotto ad Attack e Decay e un LFO. Da notare che l’EG può essere indirizzato con una levetta a tre diverse destinazioni (Pitch, Pitch 2 e Cutoff), mentre l’LFO è indirizzabile con lo stesso metodo della levetta a tre posizioni verso Pitch, Shape o Cutoff. Tale LFO inoltre può operare nella normale modalità ciclica o in modalità One-Shot: abbinando quest’ultima alla scelta di una delle tre waveform per esso disponibili (dente di sega, triangolare e quadra) esso può in pratica fungere da terzo inviluppo con un solo parametro regolabile: per esempio, impostando LFO su Sawtooth One-Shot esso può agire da semplice inviluppo Attack-Decay con attacco immediato e decadimento regolabile in velocità con la manopola Rate. Chi già frequenta Monologue riconoscerà immediatamente l’impostazione del “piccoletto” in questa sezione, che appare più limitata in teoria che in pratica rispetto a un secondo ADSR tradizionale.

La catena di sintesi si chiude con ben tre motori effetti, attivabili contemporaneamente e forniti da un DSP a 32 bit: abbiamo dunque gli stadi di Modulation, Reverb e Delay. Tra gli effetti Mod disponibili la casa annovera otto Chorus, tre Ensemble, otto Phaser, otto Flanger, mentre per i Delay vi sono 12 modelli tra cui scegliere e per i Reverb otto modelli. Inoltre ciascuna delle tre categorie ammette otto locazioni User poiché in Minilogue XD esiste la possibilità di caricare effetti creati in modalità Custom dall’utente, sempre grazie all’apertura data dal SDK.  I comandi forniti controllano la selezione del tipo di effetto da editare (tra Modulation, Reverb e Delay), la sua attivazione e la selezione tra i sottotipi di ciascuna delle tre categorie (Select, On, Off), oltre ai classici Time e Depth (parametri variabili in funzione dell’effetto). Da notare che ora l’output di Minilogue XD è su due jack L/R, in modo da uscire con effetti di spazialità e modulazione stereofonici.

 

Modi di tastiera, arpeggiatore, sequencer

Minilogue XT dispone di quattro modi di tastiera selezionabili: Poly (normale funzionamento polifonico), Unison (funzionamento monofonico con quattro voci in stack), Chord (un solo tasto suona un accordo prememorizzato),  Arp/Latch (attiva l’arpeggiatore e con la modalità Latch le note vengono arpeggiate anche quando si rilascia la tastiera). Un comando a manopola denominato Voice Mode Depth varia alcuni parametri di funzionamento di ciascuna di queste quattro modalità: in modo Poly la sua rotazione ingaggia la modalità duofonica e aumenta il detune tra le voci; in modo Unison aumenta gradualmente il detune per avere suoni mono sempre più grassi; in modo Chord attiva quest’ultimo o switcha su una semplice monofonia a una voce; in modo Arp sceglie la tipologia di arpeggio tra modelli tradizionali.

Accanto a questo comando vi è il tradizionale Portamento a manopola e un (quasi…) inedito joystick a due assi: dico “quasi” perché il joystick era presente su diversi Korg degli anni ‘80/’90 tra cui lo storico M1, e fa qui il suo ritorno al posto della un po’ bizzarra levetta diagonale di Mini- e Monologue. L’asse X del controllo è sempre dedicato al pitch, mentre quello Y è assegnabile per ciascun Program timbrico a un parametro di modulazione diverso.

Attraverso il menu è poi possibile accedere alla programmazione di modi di accordatura alternativi grazie alla possibilità di regolare il microtuning per ciascun grado della scala: la casa fornisce già 23 scale presettate (incluse alcune preparate da Aphex Twin e Dorian Concept) e sono poi disponibili altre sei locazioni per “User Scale” e “User Octave”.

Il sequencer è a 16 step, ciascuno dotato di tasto On/Off come sul Monologue: questa è una feature molto popolare che Korg ha fatto molto bene a portare sul Minilogue XD e che risulterà una delle armi vincenti di questo ben equipaggiato polysynth economico. Per ogni passo è possibile registrare più note, sia in modalità real-time che a step. Per editare uno step è poi sufficiente tenerlo premuto e cambiare eventualmente le note con la tastiera. Premendo uno dei tasti-step è possibile impostare un valore preciso di parametro consentendo così variazioni timbriche repentine per ciascun passo, e non solo continue. Il sequencer può girare insieme all’arpeggiatore, creando texture anche molto complesse pur nel limite complessivo delle quattro note di polifonia.

 

Comandi, connessioni e interfacce

Immancabile su uno strumento della serie -logue è ovviamente il display OLED per la visualizzazione della forma d’onda in esecuzione (funzione oscilloscopio), per i nomi dei preset e i parametri del sequencer. Ad esso si abbina un display di sei caratteri per l’oscillatore digitale.

Sul fronte dei collegamenti audio, oltre alla già citata uscita audio stereofonica su due jack da 6,35 mm, va segnalata l’uscita cuffia. Il trasporto dei dati MIDI è garantito da due connettori DIN pentapolari In e Out nonché da un connettore USB-B per il collegamento diretto al computer. Vi è però un’importante apertura anche al mondo dei modulari con collegamenti su mini-jack per tensioni di controllo analogiche: vi sono infatti due CV In (-5V–+5V ) assegnabili per il pilotaggio esterno CV/Gate oppure come sorgenti di modulazione, nonché prese Sync In e Out. Molto bene! Le possibilità di controllo sono completate da un jack per pedale di sustain.

La casa fornirà inoltre prossimamente un software denominato Sound Librarian per la gestione da PC di Program, Custom Oscillator e Custom FX.

In dotazione a Minilogue XD c’è l’alimentatore AC esterno (che non è invece fornito con Monologue), mentre i parametri dimensionali della macchina sono 500 mm x 300 mm x 85 mm e 2,8 kg di peso.

 

Prologue killer?

Alcuni utenti hanno evidenziato che il Minilogue XD, con tali caratteristiche e con un prezzo che potrebbe essere inferiore ai 700 Euro (forse in zona 650, ma da definire ancora in dettaglio), potrebbe intaccare almeno in parte le vendite del Prologue: in realtà questo appare improbabile poiché il Prologue ha tastiera standard a quattro o cinque ottave invece che tre ottave di minikeys come qui, polifonia doppia o quadrupla a seconda della versione, modalità Layer che è assente nel Minilogue XD. Ma se dunque non vediamo rischi di cannibalismo in famiglia, vediamo invece un radioso futuro per Minilogue XD in sé e per sé, come piccolo e portatile synth con un voicing che le prime demo dimostrano essere molto azzeccato, bel timbro succoso, effetti di grande potenza e soprattutto quell’oscillatore digitale e quel sequencer che lo distaccano nettamente da qualsiasi altra macchina sul mercato. Adesso non rimane che attendere che sia disponibile e provarlo dal vivo!

Edit del 18/01/2019: il prezzo suggerito in Italia dal distributore è di 649 Euro.

Per ulteriori informazioni: https://www.korg.com/it/products/synthesizers/minilogue_xd/index.php

 

Video ufficiale di presentazione

 

Demo audio

 

Disclaimer

Questo articolo è stato redatto sulla base delle informazioni disponibili in preview alla data del 15/01/2019 attraverso i canali ufficiali di Korg e non sostituisce una recensione svolta sullo strumento reale. Ci auguriamo di poter ospitare prossimamente Minilogue XD su queste pagine per una review completa.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

Un pensiero riguardo “Korg Minilogue XD: tutto quello che c’è da sapere

  • 15/01/2019 in 17:24
    Permalink

    Grazie per l’utile, piacevole e informativa recensione, Giulio, è sempre un piacere leggere i Suoi ottimi articoli !

I commenti sono chiusi

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