Eventide Rose, un delay diverso da tutti gli altri

Bellissimo esteticamente e particolarissimo dal punto di vista circuitale, il nuovo Rose non usa il “solito” DSP ma un’architettura ibrida digitale/analogica per suonare diverso da tutti i concorrenti…

 

Il nuovo pedale Eventide Rose si distingue certamente per il suo look e l’affascinante colore purpureo che gli conferiscono quell’esclusività tipica dei prodotti boutique, ma in realtà è per come fatto dentro che sta in un mondo a parte rispetto agli altri pedali di delay: la sua circuiteria infatti è un sapiente mix ibrido di tecnologia digitale e tecnologia analogica, come solo chi bazzica con algoritmi ed effetti da oltre 40 anni sa fare.

Eventide infatti è maestra in questo comparto e il nuovo Rose utilizza un approccio diverso da tutta la concorrenza: invece di creare tutti i suoi effetti tramite algoritmi che modellizzano matematicamente la realtà e poi girano su un Digital Signal Processor (o DSP, uno speciale chip specializzato nel trattamento dei segnali audio), Rose usa una linea di ritardo digitale pura, che viene poi complementata da circuiti analogici che effettuano le fasi di mixaggio, filtratura e feedback. Questa particolare circuiteria permette di ottenere suoni ricchi e opulenti, ma anche sperimentali e certamente sgravati dalla tipica aridità di molti processori all-digital. La casa sostiene dunque di aver creato un pedale di delay che offre la precisione e flessibilità di un echo digitale, ma con la bellezza e il calore sonoro di un pedale analogico.

Il circuito è basato su una linea di ritardo con un clock che può andare dai 200 kHz per ottenere fino a 10 secondi di delay con la massima fedeltà, giù fino agli 8 kHz di clock per 50 secondi di ritardi sgranati. Il clock viene modulato per variare la lunghezza del delay da 0,01 microsecondi a 50 sec.Eventide Rose pannello comandiSei manopole denominate  Mix, Feedback, Depth, Delay, Filter, Rate gestiscono i controlli variabili con continuità. È possibile invertire la fase del segnale e invertire il verso del delay. Premendo la manopola di Delay si attiva invece la modalità Coarse che ingaggia i tempi più lunghi moltiplicando il ritardo impostato per fattori di 2x, 3x, 4x o 5x con pressioni successive. Vi sono varie sorgenti di modulazione del segnale di delay, tra cui un’onda sinusoidale, una quadra, l’inviluppo del segnale in transito e un segnale casuale. Un piccolo pulsante consente di richiamare immediatamente cinque preset di ritardo (sovrascrivibili dall’utente), mentre i due interrutori da azionare anche col piede sono l’ovvio by-pass (che può agire secondo logiche Buffered, Relay o Kill Input) e un Hot Switch con funzioni assegnabili (Tap Tempo, Delay Repeat, Modulation Hold, Modulation Reset, A/B).

Sul retro, uno switch Guitar/Line si occupa di adattare la sensibilità di ingresso alle necessità dei chitarristi o di chi ha strumenti di livello linea (synth, ecc…). Una presa multifunzione su jack può agire secondo tre distinte logiche: può infatti diventare ingresso ausiliario, presa per pedale di espressione o porta MIDI per il controllo remoto.

Secondo Anthony Agnello, Managing Director di Eventide, “Rose ha la bellezza di un delay Bucket Brigade (BBD) ma nessuno dei suoi limiti. È il culmine di un progetto di ricerca e sviluppo che si rifà all’esperienza cominciata con il nostro DDL 1745 del 1971, la Digital Delay Line originale. Rose è il nostro primo stomp-box a sfruttare questo modo vecchio/nuovo di fare il delay. Non c’è elaborazione digitale, solo una lunga, pulita linea di ritardo modulata in durata. La parte analogica fa tutto il resto”.

Eventide Rose è costruito negli USA, è attualmente disponibile in pre-order con consegne a partire dal 15 marzo 2019 ed ha un prezzo annunciato di 399 Euro.

Per maggiori informazioni: https://www.eventideaudio.com/products/stompboxes/delay/rose

Eventide Rose pannello posteriore

Questo articolo è stato redatto sulla base delle pre-informazioni dedotte dai canali ufficiali di Eventide alla data del 6 febbraio 2019. Non sostituisce una recensione e le informazioni riportate devono intendersi preliminari.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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