Larry Fast: l’uomo ai synth di Peter Gabriel racconta di Prophet, Moog e Fairlight

In questa intervista esclusiva, il tastierista che accompagnò i più innovativi tour di Peter Gabriel racconta di quelle macchine ancora sperimentali eppure infinitamente creative che erano alla base dei primi dischi dell’ex-Genesis. E dice cosa ha scelto dopo…

 

(intervista e traduzione italiana di F. Goldoni, segue testo originale in inglese)

 

New Musical Instruments: Che strumenti hai usato per la realizzazione di [Peter Gabriel] Plays Live?
Larry Fast: il Prophet-5 è uno degli strumenti che ho utilizzato per la realizzazione dell’album Plays Live del 1982. L’ho utilizzato durante il tour, ma appena concluse le registrazioni live ho cambiato [synth] e ho iniziato ad utilizzare un Moog Memorymoog come synth polifonico analogico. Altri strumenti che ho utilizzato sono il Minimoog Model D, un Moog Modular Model 15, un Fairlight CMI digital sampler/synthesizer ed infine alcuni piccoli moduli Oberheim. Avevo anche un rack di outboard, con dentro delay digitali, harmonizer e un riverbero digitale per portare nel live un suono il più simile allo studio. 

NMI: Hai ancora, per caso, un back-up con le patch del tuo Prophet-5?
LF: No, sfortunatamente non ho un back-up dei miei suoni del Prophet-5. Allora nelle prime unità (la mia era una delle prime 100 costruite) non c’era un sistema di back-up affidabile. Sapevo come programmare i suoni, e se dovessi ricrearli oggi ci riuscirei ascoltando la registrazione multitraccia. I suoni erano nella RAM del Prophet ma sono andati tutti persi quando si è scaricata la batteria tampone negli ultimi 30 anni.

NMI:  Ah! Quindi avevi un Prophet-5 Rev. 1! Io non riesco a ricreare i magnifici suoni di pad di San Jacinto, di Humdrum e il riff di synth in I Have The Touch. Hai usato degli effetti particolari per crearli oppure sono stati registrati con un Memorymoog dopo il tour?
Larry: L’interfaccia di back-up a cassette del Prophet-5 Rev. 1 non ha mai funzionato in maniera affidabile. Purtroppo non potevamo nemmeno utilizzarla come fonte di back-up durante il tour. Avendo però affrontato anni di lavoro con synth Moog senza possibilità di richiamare le memorie ero abituato a creare i suoni di cui avevo bisogno partendo da zero. Ho utilizzato il mio Prophet-5 Rev. 1 per ogni tour dal 1978 al 1982. Peter aveva un Rev. 3 che utilizzò per alcune parti durante le registrazioni di Peter Gabriel 4 (Security). Durante il tour di Plays Live del 1982-83, Peter aveva il suo Rev. 3 appoggiato sul piano, ma non lo usò più di tanto. Io ho sempre utilizzato un rack pieno di outboard con equalizzatori, DeltaLab DL2, Eventide Harmonizer, MuTron BiPhase e se non ricordo male un riverbero Lexicon. Tutti i synth erano pre-mixati ed inviati tramite un canale stereo al mixer FoH. Potevano modificare i miei volumi nel mix della band ma tutti gli effetti riguardanti i synth erano già impostati e non modificabili da loro. Gli arrangiamenti di HumDrum e San Jacinto furono registrati alla vecchia maniera: traccia dopo traccia, layer dopo layer, overdub con suoni orchestrati dal Moog Modular 15. C’è stato qualche layer registrato col Prophet-5, ma non era il suono dominante. Il Memorymoog e il Polymoog fecero un eccellente lavoro di doppiare le parti, già registrate live, in studio.

Larry Fast - Equipment for 1977 Peter Gabriel Tour (da Facebook)
Larry Fast – Equipment for 1977 PG Tour (da Facebook)

NMI: Hai anche usato molto il Fairlight CMI e, come hai detto prima, un Minimoog Model D durante il tour: per cosa esattamente erano usati?
Larry: Ho contribuito al progetto del Memorymoog, creando circa un terzo delle patch di fabbrica. Bello strumento, ma venuto troppi anni dopo il Prophet-5 che aveva già conquistato quella parte di mercato. I filtri erano i classici filtri Moog, brevettati, per quei grossi suoni Moog. Il Minimoog e il Model 15 coprivano un intero range di suoni: bassi, suoni linkati con i sequencer Oberheim (e successivamente computer sequencer), suoni di synth lead, percussioni elettroniche, qualsiasi cosa di cui avessimo bisogno. Le patch erano create al volo durante lo show perché non avevano le memorie. Il Minimoog Voyager copre un range sonoro molto simile al Mini originale.

Larry Fast - Studio

NMI: Quali sono le tastiere ed i plug-in moderni che utilizzi di più oggi?
Larry: L’ultimo sintetizzatore hardware che ho utilizzato regolarmente è stato il Kurzweil K2661. Quasi qualsiasi cosa che faccio oggi è realizzata con software. Il plug-in che uso di più è Omnisphere di Spectrasonics, anche se ci sono altri plug-in che sono estremamente utili, come per esempio Chromaphone di Applied Acoustics Systems a modellazione fisica. Il Fairlight era un campionatore molto primitivo, quindi ho deciso di metterlo da parte e cambiarlo con un E-mu, poi più avanti nel tempo sono passato ai sistemi basati su computer non appena furono disponibili. Il Fairlight è stato uno strumento rivoluzionario appena uscito nel 1979, ma fu facilmente sorpassato dai campionatori computer-based già a fine anni 80. La DAW che utilizzo è MOTU Digital Performer su un Mac Pro. Utilizzo plug-in da varie fonti, soprattutto Waves. Uso anche Black Magic DaVinci come software di editing video che include il pacchetto di post produzione audio di Fairlight. Un bel prodotto che hanno sviluppato quando cessarono la produzione di strumenti hardware.

NMI: Come e quanto Peter Gabriel prese parte nella scrittura degli arrangiamenti di tastiere [negli album dal 1976 al 1985]?
Larry: Variava in base alla canzone. Per alcune, Peter aveva le idee molto chiare riguardo a cosa voleva, infatti registrò lui stesso alcune parti utilizzando il suo Prophet-5. La linea solista di Games Without Frontieres la suonò Peter. Ma altre parti negli arrangiamenti più complessi venivano dalle mie parti e i miei suoni.  Peter aveva potere di veto su qualsiasi cosa, ma solitamente mi lasciava spazio per ideare mie parti con miei suoni, molti dei quali sono sopravvissuti. Alcune parti furono ideate da me, come il sequencer di On The Air. Altre invece erano frutto della collaborazione con produttori come Bob Ezrin. Io ho ideato Solsbury Hill e HumDrum.

NMI: Come hai creato la sequenza di On The Air in Plays Live?
Larry: la sequenza fu registrata per il primo album solista di Peter con diversi musicisti e suonata osservando un tempo diverso. 6/8 era il tempo naturale per una parte di sequencer che ho ideato in uno studio a Toronto. La traccia strumentale realizzata nel 1976 era molto forte, tuttavia la registrazione non fu mai ultimata. Abbiamo suonato quella versione nel tour del 1977 e può essere ascoltata in diverse registrazioni dei concerti. Nel 1978 abbiamo ri-registrato una traccia completamente nuova, questa volta con un tempo molto veloce ed in 4/4. Adattai la sequenza originale del 1976 al nuovo tempo e misi in layer altre sequenze generate da mini-sequencer tutti sincronizzati che pilotavano moduli molto insoliti. Quello è poi diventato il suono della versione che fu rilasciata in Peter Gabriel 2 (Scratch) e nei successivi live.

NMI: Come hai creato la sequenza di San Jacinto in Plays Live?
Larry: Peter ideò la maggior parte dei piccoli elementi melodici. Ci sono sette parti separate e ciascuna si ripete con la sua lunghezza. Il risultato è un soundscape che varia costantemente. Il suono era una semplice marimba del Fairlight CMI. Peter integrò gli elementi più importanti mentre io contribuii a raffinare le parti e i suoni mentre venivano registrate sul 24 tracce. Per i live tour ho estratto i componenti dalla registrazione in studio che venivano riprodotti dal sequencer all’interno del Fairlight utilizzando le stesse marimba, mentre io suonavo altre parti durante la canzone.

NMI: Peter è una persona molto calda e amichevole, in pubblico. Ma come si comporta quando si lavora?
Larry: allo stesso modo. Una persona amichevole ed umile, pieno di creatività. Per me una delle migliori collaborazioni che abbia fatto durante la mia carriera. Incoraggia nuove idee e sa dire di no alle cose che non lo convincono nel più carino ed educato dei modi.

Larry Fast

 

Intervista originale

New Musical Instruments: What gear did you use in the making of Plays Live?
Larry Fast: Thanks for your question. I had used a Prophet 5 among other instruments in making the Plays Live album in 1982. During the Plays Live tour, but after the live recording were made, I switched to a Memorymoog for the polyphonic analog synthesizer. Other    instruments used were a Minimoog, a Moog Modular model 15, a Fairlight CMI digital synthesizer/sampler and a few smaller modules from Oberheim. I also had an outboard rack with digital delays, Harmonizer and digital reverb to bring a more studio-like sound to live performance.

NMI: Do you still have a backup of your Prophet 5 sounds?
Larry: Unfortunately, there is no memory backup of my original Prophet sounds. Back then, on the earliest units (mine is in the first 100 manufactured) there was no reliable backup provision. I knew how to program the sounds, and if I had to recreate them today I would listen to the multitrack recording and dial them back in as a programmer. Sounds were held in battery backup RAM, but the lithium cells died after about 10 years–or over 30 years ago.

NMI: Oh so you had a Rev 1 Prophet 5! I can’t figured out how to recreate the San Jacinto pad sound (same used on Humdrum if I’m right), the I Have the Touch synth sound (the main riff sound). Did you use any particular outboard for those in plays live or were they recorded afterwards with a MemoryMoog?
Larry: The Rev 1 cassette interface never worked reliably. So bad that it couldn’t be counted on in a live performance touring situation to provide back up. Anyway, I had years of Moog work without any memory backup so the workflow of creating sounds from scratch as needed was the way I worked. My Rev 1s did every tour from 1978 until 1982. The Rev 3 was used on some of the recording of PG4, but not that much and then for a few months touring in 1982. Memorymoog from then on with the Rev3 kept as a spare. Peter had a Rev3 on his piano during the 1982-83 tour, but didn’t play that much on it. I always used a full outboard rack, EQ, DeltaLab DL2, Eventide Harmonizer, MuTron              BiPhase, maybe a Lexicon digital reverb. All synths and exf premixed to a stereo feed I sent to FOH mixer. They could change my levels in the band mix, but I already locked in echoes, delays and other effects. Humdrum and San Jacinto arrangements were recorded the old fashioned way, line by line, layer by layer overdubs with sounds orchestrated from the modular Moog 15 patches. Might have been some doubling on the P5, but not the dominant sound. The Memorymoog and Polymoog did a credible job of duplicating the recorded sounds live.

NMI: You also used the Fairlight II a lot and you told me that a Minimoog was also used in the tour, what did you use it for?
Larry: I contributed to the design recommendations and did about 1/3 of the factory voices for the Memorymoog. Good instrument, but years too late after the Prophet owned that market              segment. The filters are genuine Moog patented for those fat Moog sounds. The Mini and         the Model 15 modular covered an entire range of sounds from low bass doubling, sounds linked to the Oberheim sequencers (and later computer sequencers), lead sounds, electro percussion–whatever was needed. Patches created on the fly during the shows because there was no memory possible. The Voyager covers a similar range of possibilities to the original Mini.

NMI: What modern keyboards or plug-ins do you like using more?
Larry: My last regularly used hardware synthesizer is a Kurzweil 2661. Almost everything I do now uses software with my go-to being Spectrasonics Omnisphere, though I have some other instruments like Applied Acoustics Systems Chromaphone which do incredibly useful physical modeling. The Fairlight was a very primitive sampling system so I moved on to Emu and then computer-based systems as soon as they became available. CMI was a breakthrough when it come out in 1979, but easily superseded by what computer-based samplers could do even by the late 1980s. Workstation software of choice is MOTU Digital Performer on Mac Pro. Plug-ins from many sources, but a lot from Waves, Inc. I also use Black Magic DaVinci video software which includes Fairlight’s post-production audio package. A nice legacy from them once they got out of making hardware audio instruments.

NMI: How and how much Peter Gabriel took part in the keyboard parts arrangements? (In the album where you were the keyboard player from 1976 to 1985)
Larry: It varied quite a bit depending on the song. For some, Peter had a very clear idea about what he wanted and had even recorded some of the parts using his synthesizers like his     own Prophet 5. Games Without Frontiers main solo line is Peter’s sound and his playing. But, other parts of the complex arrangement were my sounds and parts. Peter had the power to veto anything, but generally gave me a free hand to come up with parts and sounds. Many of those survived. Some parts were initiated by me, such as the core sequencer for On The Air. Other’s were collaborations with the producer like the parts that Bob Ezrin and I came up with for Solsbury Hill and Humdrum.

Larry Fast - Photo during the recording of Peter Gabriel 3, autumn 1979, Townhouse Studio B, London
Photo during the recording of Peter Gabriel 3, autumn 1979, Townhouse Studio B, London

NMI: How did you create the On The Air intro sequence in Plays Live?
Larry: The sequence was first recorded for Peter’s first solo album with different session musicians and played using a different time signature. 6/8 time was a natural for a sequencer part which I came up with in the studio in Toronto. The instrumental track done in 1976 was very strong, but the recording was never completed. We did play that version on the 1977 tour and it can be heard on several bootleg concert recordings. In 1978 we re-recorded an entirely new track, this time in much quicker tempo in 4/4. I adapted the original sequence from 1976 to the new tempo and time and layered on several sub-sequences from clocked mini-sequencers driving some unused audio modules. That became the signature sound of the version that was eventually released and part of the live show for years.

NMI: How did you crate the San Jacinto sequence in Plays Live?
Larry: Peter came up with most of the little sequence element melodies. There are 7 separate parts, each repeating at its own length so it is a constantly shifting soundscape. The sound itself was a rather simple marimba sample on the Fairlight CMI digital synthesizer. Peter was responsible for integrating the most important creative elements and I contributed some finessing to the parts and sounds as they were recorded to the 24 track. For live performance on tour, I distilled the component parts from the record into linked sequences which would play automatically in the Fairlight, using the same marimba-like sounds, while I played other analog synthesizer parts during the song.

NMI: Peter Gabriel is a very warm and friendly human being, in public. But when it comes to work how is he?
Larry: Very much the same. A friendly and humble personality, brimming with creativity. For me, one of the most enjoyable collaborative experiences over the years of any of the artists I have worked with. He is encouraging of new ideas and has the nicest, most polite way of saying “no” when the idea isn’t working for him.

Francesco Goldoni

Giovanissimo (classe 2001), ma con già una grande preparazione alle spalle: studia piano da quando aveva 8 anni e in seguito ha sviluppato interesse per il mondo dei synth. Figlio d’arte, ha iniziato con gli strumenti del padre e poi gradualmente ha costruito il proprio set-up. Il suo synth di cui va più fiero è il Prophet-5 che ha restaurato da solo.

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