Native Instruments Komplete 12 Standard, tutto quello che vi serve per produrre.

La compilation di strumenti virtuali, effetti e campioni di Native Instruments rilancia ancora con questa versione 12: nuovi sono Kontakt 6, Massive X, TRK-01, due librerie, tre effetti e numerose espansioni di campioni.

 

Dal ormai lontano 2003 Native Instruments offre i propri synth ed effetti virtuali in una raccolta denominata – a scanso di ogni equivoco – Komplete. Il vantaggio per l’utente è che all’interno di un unico contenitore vi sono prodotti che si acquistano con una spesa ribassata dell’85% (!) rispetto alla somma dei loro prezzi individuali, che si installano con un’interfaccia centralizzata e che nel loro insieme offrono una soluzione davvero… completa a molte necessità produttive, in tantissimi generi. Da qualche tempo poi Komplete è offerta in più varianti: la Select è l’entry-level a pagamento della serie ed offre già molti strumenti ed effetti, tanto da costituire un nocciolo duro sufficiente in molte installazioni; la Standard (qui in prova) contiene tutti i principali prodotti Native ed è quella più bilanciata per la produzione; la Ultimate contiene più effetti ed alcuni strumenti maggiormente di nicchia; infine la Ultimate Collector’s Edition racchiude l’intera produzione NI e arriva all’impressionante dimensione di 900 GB di suoni, 90.000 suoni e oltre 150 strumenti.

In questo test ci concentreremo sulla versione Komplete 12 Standard (K12 in sigla) perché è quella che probabilmente soddisfa le esigenze della più ampia maggioranza di utenti, mentre la 12 Ultimate (K12U) è raccomandata soprattutto agli autori di musica cinematica, colonne sonore, spot, produzione conto terzi di musica leggera, e insomma tutte quelle situazioni in cui serve una palette orchestrale, pop e sintetica il più ampia possibile. Anche restando nella Standard non è comunque facile dare conto in dettaglio di tutti suoi contenuti: stiamo parlando di una raccolta di 52 tra strumenti ed effetti virtuali, 25.000 suoni e 250 GB di dati. Inoltre adesso Komplete include anche campioni provenienti dalle espansioni tematiche originariamente concepite per Maschine, che si articolano ciascuna su sample (melodici, percussivi e in loop) dedicati ognuna a uno stile musicale ben preciso. In questa sede passeremo dunque in rassegna le novità di Komplete 12, con un riepilogo finale dei prodotti già noti e qui inclusi.

 

Il prodotto e le novità

Komplete 12 è una raccolta di strumenti ed effetti virtuali multipiattaforma, in quanto è capace di girare sotto MacOS 10.12/10.13, Windows 7/8/10 e i prodotti plug-in sono sviluppati nei formati VST, AU e AAX.

Il pacchetto viene fornito su un hard disk di installazione anche in questa versione standard, mentre in passato il disco rigido era riservato alla versione Ultimate e quella normale si installava tramite numerosi DVD. Questa nuova soluzione, grazie anche alla performante connessione USB 3.0 del disco in dotazione, consente un’installazione davvero rapida e senza scaricamenti dalla rete, che avrebbero avuto un che di eterno viste le dimensioni dei prodotti in gioco. Tutto il processo avviene tramite l’app Native Access, che rende l’operazione trasparente e automatizzata al massimo grado: in prova si avrà la sensazione di una soluzione di installazione e gestione degli aggiornamenti davvero matura e capace di pesare poco o nulla sull’utente finale.

Tra le novità della versione 12 vanno annoverati il campionatore Kontakt 6, lo strumento multisintesi TR-01 dedicato alla generazione di basso synth e kick drum sotto controllo di un sequencer, la libreria Session Strings 2 dedicata a un gruppo di 12 archi adatti a sonorità contemporanee, la libreria Middle East che include campioni arabi, turchi e persani, il Mod Pack della Effect Series (contenente flanger, chorus e phaser), nonché infine 10 espansioni di suoni, preset timbrici e loop. Komplete 12 è anche protagonista di un “giallo” in quanto avrebbe dovuto includere anche Massive X, ovvero la nuova versione del synth a wavetable Massive che tanto successo ha avuto tra il popolo della techno e dell’EDM. Purtroppo Massive X non era ancora pronto quando è uscita Komplete 12, e anzi il suo rilascio è stato anche rimandato dal previsto febbraio 2019 al giugno di questo stesso anno. Nonostante questo ritardo Native Instruments non ha comunque voluto lasciare a piedi i propri fedeli clienti: in questa raccolta è dunque effettivamente inclusa anche la licenza per Massive X, e al momento della sua uscita (attualmente prevista per giugno 2019) il prodotto sarà scaricabile senza ulteriori costi per chi possiede K12.

Native Instruments Massive X

Infine una nota sulla compatibilità del pacchetto K12 con il formato Native Kontrol Standard, meglio noto come NKS: si tratta di una tecnologia di tagging, catalogazione e mappatura che consente ai proprietari di un hardware abilitato la selezione e l’editing di strumenti virtuali ed effetti che la impiegano, senza che l’utente debba fare alcun mapping. Le operazioni avvengono con una tastiera NI delle serie Komplete Kontrol S, A, M, nonché con i controller di Maschine, e consentono di fare il browsing dei suoni di Komplete 12 direttamente dall’hardware come se si stesse usando una workstation fisica, senza oltretutto preoccuparsi se un suono proviene dall’uno o dall’altro Virtual Instrument (VI). Anche l’editing è fisico e intuitivo, in quanto NKS mette i principali parametri del VI selezionato sotto il comando delle manopole del controller Native Instruments collegato. Sono anni che NI investe sull’NKS, spingendo anche altri sviluppatori di strumenti virtuali alla sua adozione, e ormai si tratta di una soluzione matura e pienamente performante per chi vuole usare questi sw e mantenere verso di essi un “approccio da hw”.

Native Instruments Komplete Kontrol S49 ed S61

 

Kontakt 6

È indiscutibile che la stella di prima grandezza di Komplete 12 sia la nuova versione del campionatore software Kontakt 6: ci sono ormai pochi dubbi sul fatto che si tratta del sampler più potente e versatile del mercato, e che per esso vi siano tante di quelle espansioni (NI ma soprattutto di terze parti) da renderlo uno standard de facto del settore. La nuova versione 6 introduce anzitutto un motore a wavetable che offre la possibilità di importare tramite semplice drag’n’drop tabelle di forme d’onda sviluppate esternamente e che qui vengono usate come base generativa. Il motore a wavetable viene usato da tre nuove librerie fornite in dotazione, che dimostrano un approccio semplificato all’editing di strumenti campionati e che si basano tutte sull’uso di due sorgenti diverse per ciascuna patch. L’editing avviene agendo su otto macro-controlli a funzione variabile, di cui il primo è il blend tra due forme d’onda campionate indipendenti e l’ultimo è sempre il volume. Analog Dreams è così la libreria per la synth-wave e i suoni più elettronicamente tradizionali che si rifanno all’ibridazione tra synth analogici e digitali con la conseguente ricchezza timbrica e spettrale che ne consegue. Ethereal Earth ha organizzazione analoga ma in questo caso il costruttore parla di “strumento ibrido organico-elettronico” basato su campioni di strumenti acustici, sintesi digitale, suoni ambientali ed effettistica. Il risultato riguarda bassi, strings, strumenti a fiato, percussioni, pad e droni, texture di ambienza. Hybrid Keys infine è il terzo prodotto basato sul paradigma dell’ibridazione di due sorgenti, che in questo caso scaturiscono da suoni di piano e tastiere elettrofoniche che hanno subito processi di re-amping, registrazioni in ambiente con posizionamenti microfonici non ortodossi, utilizzo del nastro analogico. Complessivamente sono tre belle librerie, caratterizzate da suoni molto complessi e un po’ “over-produced” ma di grande impatto. L’uso del motore a wavetable non appare ancora particolarmente approfondito e sviluppato, ma NI demanda alla creatività degli utenti sia la creazione e l’import di nuove wavetable, sia lo sviluppo di patch originali che le prevedano.

Native Instruments Kontakt 6

Sono stati poi introdotti nuovi effetti tra cui il delay Replika (basato sull’omonimo plug-in di delay multimodo), i riverberi Room, Hall e Plate, un Cry Wah.

Tra le novità va segnalata anche un’applicazione stand-alone denominata Creator Tools che serve a facilitare la produzione di nuove patch e librerie, anche da parte di chi impiega molti campioni e mappe complesse. Esso contiene un Debugger per l’identificazione di problemi negli script di Kontakt, nonché un Instrument Editor che può eseguire degli script LUA per mappare automaticamente i campioni, copiare blocchi di campioni da una parte all’altra dello strumento, fare duplicazione e rename di gruppi di campioni attraverso procedure batch.

 

TRK-01

TRK-01 è uno strumento per Reaktor che ingloba in sé le funzioni di kick-drum e bassline per i generi dance (e non solo): l’interfaccia infatti prevede a sinistra la parte che genera la cassa (colore arancione), a destra quella che genera il basso (colore verde acqua), mentre nella parte inferiore vi sono i sequencer a step che governano le due parti. L’idea è quella di generare in TRK-01 tutta la base ritmica fondamentale di un pezzo dance, potendo contare su suoni molto strutturati e “pronti” che derivano dall’impiego di più tecniche di sintesi, automazioni, effetti. La sezione Kick conta su due diversi layer, ciascuno dei quali alimentabile da campioni, waveform pure, rumore filtrato a bassa frequenza o white noise. I suoni di base possono essere modificati secondo la loro tipologia: per esempio per i campioni si possono regolare start ed end, mentre per le waveform pure si modificano intonazione di base, flessione del pitch nel tempo, forma d’onda, ecc… Ciascun layer dispone poi di filtro risonante, Drive, inviluppo Attack/Decay, mentre a livello globale si hanno i controlli di bilanciamento tra i due layer, un LFO indirizzabile a tutti i controlli timbrici e un parametro globale di accordatura. È semplicemente pazzesco quale profondità di sintesi nei suoni di kick-drum si riesca a raggiungere con questa impostazione, e quanto sia varia la palette timbrica della sezione.

Native Instruments TRK-01

La parte di basso si basa su concetti simili: un oscillatore genera il suono a partire da diversi algoritmi denominati Classic, Super, West (sta per “West Coast” per suoni “buchlici”), FM, Modern, e ciascuno di essi ha comandi di editing dell’oscillazione tipici della sua tecnologia. Esiste anche un sub-oscillatore mixabile, dopodiché il segnale finisce in un Modifier che tipicamente aggiunge componenti inarmoniche, e in un filtro risonante multimodo. La sezione è dotata di un inviluppo principale ADSR e un secondo inviluppo analogo definito Auxiliary. Essi, insieme a un LFO, hanno la capacità di modulare qualsiasi parametro in maniera indipendente, e da questo (nonché dall’architettura multisintesi) discende una versatilità sonora incredibile. L’uscita di TRK-01 ha due catene di effetti separati per Kick e Bass, caratterizzate ciascuna da un effetto in insert, un EQ e il compressore di uscita.

TRK-01 è completato da un sequencer a step che ha linee indipendenti per Kick e Bass, con otto pattern in linea per ciascuno e la possibilità di avere fino a 64 step per pattern. Il sequencer è molto versatile: a livello di singolo step, per la parte di basso si possono regolare pitch, velocity, hold, lock dei parametri, mentre per quella di cassa solo la velocity e il lock.

Complessivamente la palette sonora di questo modulo è enorme e molto contemporanea: oltre alla freschezza e attualità dei suoni, ciò che dà loro veramente “molte marce in più” è la possibilità di shaping timbrico data dalle modulazioni e automazioni, davvero fuori dall’ordinario. In compenso tenere sotto controllo tutta questa potenza di editing non è affatto facile senza avere riscontri fisici di controllo che non siano un mouse, per cui non è impossibile “entrare e perdersi” in TRK-01, specie nel sequencer. Per evitare che ciò accada vi sono a disposizione molti eccellenti preset, ma poi attenzione a non suonare come tutti gli altri!

 

Session Strings 2

Si tratta di una libreria cinematica di un ensemble di 11 archi (quattro violini, tre viole, due violoncelli e due contrabbassi) registrati in maniera ravvicinata e ottimizzati per l’uso in contesti pop-rock e in colonne sonore. Come già in altri prodotti del genere, sono le funzionalità di scripting di Kontakt (su cui la libreria si basa) a farla da padrone perché il valore qui non risiede solo nella qualità dei campioni ma è nella possibilità di suonare parti e armonizzazioni complesse con un dito solo o comunque in maniera agevolata: se si seleziona la modalità Velocity Switch e si ingaggia a funzione Smart Chord infatti si seleziona la scala di riferimento, dopodiché coi tasti bianchi si esegue il grado desiderato della scala e con i tasti neri si selezionano tipologie di armonizzazione. Una funzione Smart Voice Split assegna, se ingaggiata, le note al corretto gruppo di archi. La velocità di tastiera determina la selezione automatica dell’appropriata articolazione: l’utente può infatti assegnare un’articolazione alle velocità più alte tra le 12 disponibili e un’altra alle velocità inferiori.

Native Instruments Session Strings 2 - la finzione Smart Chord

Con il Rhythm Animator invece si ha accesso a un’esecuzione automatizzata in cui gli accordi eseguiti sulla tastiera vengono trasformati in pattern ritmici di 16 o 32 step in cui ciascuno step può avere un’articolazione diversa (Staccato, Spiccato, Pizzicato, ecc…). Questo consente l’esecuzione di fraseggi molto caratteristici anche a chi non ha dimestichezza con le partiture orchestrali. Le opzioni dello strumento consentono la scelta tra la figura musicale da prendere come base ritmica, la quantità di swing, la modalità di eventuale retrigger in presenza di nuove note suonate, ecc… Session Strings 2 arriva con già numerosi pattern preprogrammati, e la loro selezione può avvenire oltre che dalla GUI anche direttamente dall’ottava bassa di tastiera. Naturalmente l’utente può programmare i propri pattern, non restando quindi confinato alle figure ritmiche già create dallo sviluppatore.

La selezione tra i diversi timbri di ensemble d’archi a disposizione avviene tramite il menu a tendina Sound, ove si può scegliere tra numerosi preset adeguati a molteplici contesti stilistici, dal rock al soul, fino alla colonna sonora cinematografica e all’ambient. L’editing timbrico da parte dell’utente è sempre possibile, accedendo a una finestra che permette la definizione di inviluppo, ampiezza stereo, umanizzazione di pitch e timing, riverbero a convoluzione e delay. Una manopola Color dosa in modo macro degli effetti di saturazione, distorsione, modulazione e accento.

Complessivamente questa libreria, sviluppata con e-instruments.com e utilizzabile al di fuori di Komplete anche con il gratuito Kontakt Player, fornisce un modo economico e immediato per inserire nei propri arrangiamenti un suono di archi credibile, caldo, naturale ma al contempo pre-processato e pronto per essere sparato in un mix. Non è la libreria orchestrale classica, ma appunto un prodotto molto più pop, “cotto e mangiato”, che può servire in molteplici contesti produttivi.

(demo audio)

 

Middle East

Facente parte della Discovery Series dedicata alla world music, anche questa è una libreria tematica per Kontakt che abbina un ampio uso di strumenti multicampionati (ve ne sono 27, per un totale di tre ensemble, 15 strumenti percussivi e nove melodici) con lo scripting del campionatore che permette di riprodurre frasi musicali tipiche (sono disponibili 1.488 MIDIfile, raggruppati in 248 set ognuno contenente sei pattern di analoga ispirazione).

Native Instruments Middle East

Qui il focus è riprodurre il suono della tradizione musicale persiana, araba e turca, e magari di renderli disponibili per un pronto inserimento sia in colonne sonore che in brani di world-music. Naturalmente gli strumenti si possono suonare liberamente, accedendo a numerose articolazioni controllate dai tasti della seconda ottava di tastiera, e lo strumento mette a disposizione anche delle accordature alternative a quella occidentale che consentono una esecuzione fedele ai canoni musicali tradizionali del Medio Oriente. Il musicista senza formazione specifica su tale tradizione troverà tuttavia molto più pratico usare i pattern interni, che sono asserviti a un vero e proprio sequencer e che sono completamente editabili: il triggering di tali pattern avviene tramite i tasti della prima ottava. Per chi dispone di una tastiera NI della serie Komplete Kontrol dotata di Light Guide, i LED delle varie ottave si accendono di un colore diverso per indicare le funzioni dei vari tasti:

Native Instruments Middle East - il mapping delle articolazioni

Una volta che la sequenza preprogrammata da NI ed eventualmente editata dall’utente è definita, essa può essere anche integrata in una traccia MIDI della DAW con un semplice drag’n’drop.

Una tab Mixer consente di accedere ai diversi elementi sonori del mix: in caso di strumenti singoli vi sono i canali del suono diretto, delle risonanze e di un riverbero a convoluzione, mentre per gli ensemble è possibile miscelare separatamente i vari strumenti che lo compongono.

Il risultato sonoro offerto da Middle East è sicuramente molto interessante e le demo disponibili sul sito NI dimostrano che può fare grandi cose nel suo settore verticale della musica etnica (lasciatemi usare questo termine, anche se non è il più corretto), mentre per chi si occupa di musica pop e cinematica la libreria aggiunge una “spezia” sonora che può dare un tocco esotico e affascinante anche a composizioni pop di stretto sapore occidentale.

(demo audio)

 

Mod Pack

Si tratta di un package contenete tre effetti plug-in denominati Choral, Flair e Phasis e destinati rispettivamente a riprodurre i classicissimi effetti di flanger, chorus e phaser. La loro interfaccia ricorda quella di uno stomp-box astratto e i comandi sono disposti in maniera semplice e intuitiva. L’obiettivo è quello di ricreare il suono, carnoso ed efficace, dell’effettistica più tradizionale, aggiungendoci tuttavia dei guizzi di modernità che ne espandono grandemente la flessibilità.

Choral dispone di quattro voicing distinti, ispirati ad altrettanti modelli di chorus e richiamabili con le quattro lettere poste al suo centro-pannello: Synth è ispirato ai chorus dei synth tipo Roland Juno-6, Ensemble ripropone l’omonimo effetto ottenuto per via analogica dalle unità basate su chip BBD, Dimension di rifà al suono del Roland Dimension-D e Universal è un chorus moderno, pulito e di impiego universale. Il comando Voices dosa l‘intervento del chorus da una a tre voci, Width l’apertura sul fronte stereo, Delay il ritardo applicato alle voci processate dal chorus, Feedback la rigenerazione del segnale processato, mentre Rate e Amount dosano velocità e profondità della modulazione ciclica. Il segnale processato può anche essere invertito in fase e il mix Dry/Wet è liberamente dosabile. Un comando Scatter, quasi invisibile, introduce un comportamento simile a quello di un riverbero.

Native Instruments Mod Pack: Choral, Flair e Phasis

Flair ha un’articolazione simile, avendo a disposizione quattro filtri a pettine che danno altrettante voci operanti con tre distinte modalità di flanging: Standard, Thru Zero (per gli effetti più marcati e vintage) e Scan. In quest’ultimo modo le quattro voci del flanger non agiscono in contemporanea ma una in sequenza all’altra. Il concetto alla base di Flair è infatti usare le quattro voci anche per formare accordi intonando le voci flangerizzate, in maniera simile a quanto farebbe un risuonatore accordato. Oltre ai comandi tradizionali di un flanger infatti sono qui chiave i comandi Voices (che introduce gradualmente nel mix di uscita i quattro filtri a pettine), Pitch (che accorda per semitoni il primo filtro), Chord (che imposta gli intervalli tra le voci, e quindi l’accordo prodotto). In questa maniera, oltre a flanging molto profondi e colorati, pienamente reminiscenti degli anni ’70, è possibile anche introdurre effetti con un carattere più intonato che si abbina a meraviglia a percussioni e strumenti solisti, dando loro sfumature altrimenti inedite.

Phasis infine è un phaser che può arrivare a creare fino a 12 picchi/valli nello spettro sonoro e che dispone di un modo standard e di uno Ultra. In quest’ultimo la larghezza di banda dei filtri notch viene amplificata  e la frequenza della loro modulazione arriva fino in banda audio, per effetti più estremi. Anche qui sono regolabili velocità e profondità di modulazione, feedback, ampiezza stereo dell’effetto.

Complessivamente i tre effetti di Mod Pack mi sono piaciuti molto perché è raro trovare effetti plug-in che suonino profondamente e con carattere come fanno i migliori stomp-box hardware. Qui ho ritrovato personalità, incisività, colore e una buona facilità d’uso, anche se è doveroso informare che le modalità più innovative richiedono un minimo di applicazione e di studio. Sicuramente questi effetti rappresentano un ottimo valore aggiunto a Komplete e meritano di essere provati su una vastissima gamma di segnali, dalle voci, ai pad, ai solo, alle percussioni.

 

Le espansioni

Komplete 12 comprende 10 espansioni, ovvero dei pacchetti di suoni percussivi, loop, suoni melodici e preset per alcuni synth Native Instruments. Le Expansions erano state introdotte originariamente per ampliare la libreria di Maschine con pacchetti tematici, ognuno dedicato a uno specifico genere/sottogenere musicale, ma poi si sono “allargate” fino a prevedere kit completi per Maschine e Battery nei comparti percussivi, loop, e in molti casi preset per alcuni synth della casa berlinese (Massive e Monark soprattutto, ma non solo). Il contenuto delle espansioni è dunque di massimo interesse anche se non si possiede e non si usa Maschine, che non è inclusa in questo pacchetto perché fa parte di un’altra famiglia di prodotti e il cui software è acquisibile insieme a uno dei suoi controller dedicati. Il repertorio timbrico delle Expansions è in genere molto ispirato e i suoni sono molto belli, già lucidi e pronti per il mix. L’unica controindicazione al loro uso è che richiedono molto tempo per scegliere tra le tantissime opzioni a disposizione, e bisogna poi lavorare un po’ di fantasia per non suonare uguale a tutti gli altri che possiedono la stessa espansione, magari pescando un suono qua e uno là. Rispettate queste due condizioni, le espansioni NI si rivelano un serbatoio sonoro davvero incredibile, e di elevata qualità: davvero tra i migliori soundware che si possano trovare in giro.

Native Instruments Komplete 12 - le espansioni

 

Le vecchie glorie, ovvero i prodotti ereditati dalle edizioni precedenti.

I prodotti di cui abbiamo parlato finora sono solo ciò che c’è di nuovo, ma in realtà il pacchetto NI contiene anche tanto altro materiale che era già presente nelle edizioni precedenti. Non è davvero possibile nello spazio di una recensione che voglia avere dimensioni “umane” dare conto di tutto il contenuto di un pacchetto simile e per la lista completa degli strumenti inclusi vi rimando a questo link. In questa sede sarà comunque opportuno ricordare almeno nomi e funzioni dei prodotti principali. K12 contiene 13 synth, tra cui vogliamo citare lo storico FM8 che offre la modulazione di frequenza del DX7 resa più semplice e potenziata, Absynth per eccezionali suoni ambient, Massive che è ormai una star tra i synth da Electronica ed EDM basati sulle wavetable, Monark che è una delle più belle e credibili emulazioni software di Minimoog, Rounds che è un synth digitale innovativo poco noto ma dal suono bellissimo, liquido e lucente. Vi è poi Reaktor 6 Blocks che è un synth modulare e i vari digitali Kontour, Prism, Spark, Form. Il pacchetto contiene ovviamente anche l’ambiente di sviluppo modulare Reaktor nella sua ultima versione 6, un vero e proprio pilastro angolare nella produzione NI per cui esistono amplissime librerie sviluppate nell’arco di 20 anni e che consentono di riprodurre synth in varie tecniche di sintesi, percussioni, drum machine, sequencer, effetti e macchine generative.

Sul fronte delle librerie di campioni vi sono numerosi pianoforti acustici (il moderno Una Corda, i grand piano The Maverick e The Grandeur, l’eretico The Giant e il verticale The Gentleman), le raccolte etniche (West Africa, India), gli strumenti pop-funk multicampionati in maniera ossessiva da Scarbee (Clavinet/Pianet, i piani elettrici Mark I  e A-200, i bassi Rickenbacker ed MM), le sezioni orchestrali Session Horns e la citata Session Strings, la libreria ambientale Kinetic Metal, le chitarre acustiche con fraseggi preprogrammati di Session Guitarist e per finire gli Hammond di Vintage Organs e i synth vintage di Retro Machine Mk2. Il tutto ovviamente è posto a disposizione del citato Kontakt 6 che fa da host a tutti questi pacchetti.

Il fronte percussioni vede la dotazione-chiave di Battery 4, che è un drum-sampler potentissimo e con una gran libreria, e poi le integrazioni di Polyplex (campionatore a otto parti molto sperimentale e creativo), Drumlab (ogni kit-piece è un blend di suono campionato e suono sintetizzato) e delle librerie Abbey Road 60’s Drummer e Studio Drummer: queste ultime operano ancora sotto Kontakt e forniscono la ripresa di kit acustici per i quali si possono mixare volumi, diversi microfoni di ripresa e ambienti fino ad ottenere kit custom estremamente realistici.

Gli effetti inclusi in K12, oltre al descritto Mod Pack, sono l’emulatore di amplificatori e pedali per chitarra elettrica Guitar Rig 5 Pro, i processori di ispirazione SSL della serie Solid (EQ, compressore  e bus compressor), il compressore Supercharger, il Transient Master, il delay Replika, il distorsore Driver, il riverbero a convoluzione Reflektor. Sono anche presenti gli effetti tratti dalla consolle per DJ Traktor e il multieffetto sperimentale The Finger sviluppato da Tim Exile.

 

Considerazioni conclusive

Native Instruments Komplete 12 è un pacchetto che è ormai completissimo e profondamente maturo: ne sono testimonianza l’amplissima palette sonora che lo rendono adatto a una vasta gamma di generi e utilizzi, il tagging NKS e l’integrazione con Native Kontrol per il browsing ed editing con le tastiere dedicate prodotte dalla casa e con Maschine, il processo di installazione assolutamente automatico e trasparente garantito da Native Access, e più in generale un complessivo senso di robustezza che lascia indietro di anni-luce quella sensazione di globale fragilità che avevano i soft-synth nel primo decennio della loro storia. Il suono è sempre di alto livello, con oscillazioni dal buono dei prodotti di qualche anno fa all’ottimo di quelli più recenti, fino ad arrivare ad autentiche eccellenze (Massive, Monark, Rounds, TRK-01 e più in generale le migliori programmazioni per Reaktor). Anche funzionalmente “c’è tutto” visto che Reaktor pone a disposizione una ampia base di sviluppo per chi vuol programmare i propri synth da zero e Kontakt fa lo stesso per chi vuole basarsi su campioni. Cosa manca dunque? Manca soprattutto l’intenzione, il desiderio di fare strumenti emulativi dei grandi synth vintage e outboard del passato (cosa più nel focus di altre software house) e ovviamente alcuni prodotti/librerie molto verticali e specifici. Ma come pacchetto di impiego generale Komplete 12 ha veramente tutto: se dentro non ci trovate quello che vi serve per fare musica, forse non avete dedicato abbastanza tempo a cercare tra le tante opzioni a disposizione e allora vale la pena approfondire.

Data quest’ultima considerazione, arriviamo al prezzo: Komplete 12 costa 599 Euro, in cambio dei quali vi arrivano i prodotti-base Kontakt, Reaktor, il prossimo e imperdibile Massive X, una dozzina di synth che suonano davvero bene, tante librerie e tantissimi campioni, un ottimo equipaggiamento sul fronte dei drums. In più vi è il non piccolo valore aggiunto della forte integrabilità e controllabilità con le tastiere hardware Komplete Kontrol che conferiscono a Komplete un’immediatezza quasi da workstation hardware, con browsing ed editing direttamente dal controller e non attraverso monitor e mouse. In definitiva, Komplete 12 è un valore eccezionale e dev’essere considerato molto attentamente da chi vuol basare le proprie produzioni musicali su un ambiente software e non su un vasto array di corrispondenti macchine hardware.

 

Scheda tecnica

Prodotto: Native Instruments Komplete 12
Tipologia: Raccolta di strumenti virtuali
Dati tecnici forniti dal costruttore:
Formato: Stand alone, AAX, AU, VST, solo 64 bit
Dimensioni: circa 170 GB di spazio disco necessario
Protezione: Autorizzazione tramite Native Access e collegamento Internet
Requisiti sistema: Mac OS-X 10.12 o superiore, Windows: 7 o superiore, CPU i5 o equivalente, RAM 4 GB (6 GB raccomandati), interfaccia audio con driver ASIO, CoreAudio, WASAPI. Nota: Massive X richiederà una CPU AVX-compatible
Prezzo: 599 Euro
Distributore: Midimusic

 

FAQ

Qual è la differenza tra le varie versioni di Komplete, e a chi sono raccomandate?
I prodotti inclusi nelle diverse versioni di Komplete variano molto: la Standard qui in prova è quella probabilmente più indicata per le esigenze standard di produzione, mentre la Ultimate raccoglie ulteriori librerie classiche, pop-rock e di chitarra che sono utili soprattutto a chi fa colonne sonore, musica cinematica, produzioni commerciali che devono poter contare sul più ampio spettro di colori timbrici. La Ultimate è anche più completa sul fronte dell’effettistica. La versione Select invece (fornita gratuitamente agli acquirenti di Maschine full e delle tastiere Komplete Kontrol Serie S) è un entry-level già molto interessante al mondo NI con alcuni dei migliori synth e librerie della casa , ma manca dei fondamentali Kontakt e Reaktor in versione completa. Un confronto tra tutti i contenuti delle varie versioni è disponibile qui:
https://www.native-instruments.com/en/products/komplete/bundles/komplete-12/compare/

Gli strumenti virtuali di Komplete sono acquistabili anche separatamente?
Sì, attraverso il sito NI è possibile acquistarli uno per uno. L’operazione però è conveniente soprattutto se interessano uno o due strumenti soltanto, altrimenti conviene prendere Komplete.

Ci sono offerte di upgrade per i proprietari delle precedenti versioni?
Sì, chi possiede i precedenti Komplete da 2 a 11 può upgradare per 199 €, in cambio dei quali riceve le licenze e i nuovi prodotti su hard disk.

Serve un PC molto potente per far girare al meglio questi prodotti?
Da sempre i virtuali di Native Instruments non sono particolarmente pesanti sulla CPU, però un processore di potenza almeno media è vivamente raccomandato, specialmente per i synth più nuovi. Molto importante invece è la dotazione di RAM per caricare fluidamente le librerie di Kontakt (16 GB sono una dotazione minima) e va valutata con attenzione la possibilità di installare quelle di utilizzo più frequente su un SSD e non su un disco meccanico.

È possibile evitare l’installazione delle librerie sul proprio disco e suonarle direttamente dall’hard disk fornito in dotazione?
No, non è possibile suonare i prodotti di K12 direttamente dall’hard disk fornito perché esso serve solo per l’installazione e non contiene plug-in o librerie direttamente utilizzabili. È quindi necessario installare le librerie su un altro hard disk.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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