IK Multimedia UNO Drum, piccola grande beatbox

Dopo il successo di UNO Synth il team di IK e Soundmachines torna alla carica con una drum machine che ripropone lo stesso fattore di forma e fonde al suo interno campioni e circuiti real-analog. Il suono, come si suol dire, spacca…

 

Dopo il suo primo sintetizzatore realmente analogico, la modenese IK Multimedia mette in cantiere la sua prima drum machine hardware e per farlo ripropone la stessa ricetta che ha decretato il successo di UNO Synth: dimensioni compatte, 400 grammi di peso, alimentazione a batteria o via USB, controlli a manopola + sfioramento, prezzo contenuto, grande suono. E sì, perché tutte le caratteristiche che abbiamo elencato non varrebbero a nulla se il suono non fosse all’altezza: di strumenti piccoli ed economici che promettono tanto ma poi fanno un po’ meno è ormai pieno il mercato, e di un altro prodotto “usa e getta” francamente non sentiamo il bisogno.

Qui invece la sostanza c’è ed è tanta: come già nel caso di UNO Synth, IK Multimedia ha affidato lo sviluppo della circuiteria alla specialista Soundmachines, un italianissimo costruttore di synth modulari ugualmente a suo agio con i circuiti analogici e con quelli digitali. UNO Drum si basa proprio su un mix di queste due tecnologie per generare i suoni: i progettisti infatti hanno prima sviluppato un motore sonoro real-analog per gli strumenti più importanti (due diversi kick-drum, uno snare, hi-hat chiuso e aperto, clap) e poi lo hanno complementato con la generazione digitale a campionamento per gli altri suoni (due tom, un rimshot, una cowbell, piatto ride e piatto crash).

Inutile girarci intorno, si tratta del modello operativo introdotto da Roland nella storica TR-909. Del resto diversi richiami al “mito” (dallo schema-colori bianco/arancione/nero ad alcuni suoni) sono ben presenti in UNO Drum. La nuova batteria di IK Multimedia però non è affatto un clone o uno strumento emulativo: se è infatti vero che lo styling e alcuni suoni rimandano alla TR-909, è anche vero che il costruttore ha voluto andare “più in là” e così ha aggiunto la possibilità di usare campioni anche per i kit-piece analogici, ha affiancato sample di altri sapori timbrici e infine ha disseminato la macchina di tante piccole innovazioni d’uso che ne fanno complessivamente uno strumento del tutto inedito. Andiamo a vedere…

 

Architettura generale e funzioni

UNO Drum è una batteria elettronica a generazione mista “real-analog + campioni” articolata su 12 strumenti percussivi, qui definiti Element. La polifonia è totale, ma è dichiarata in 11 note invece che 12 perché Closed HH e Open HH sono sempre mutuamente esclusivi. I suoni sono editabili dall’utente e possono venir memorizzati in 100 Kit, ciascuno contenente i parametri timbrici di tutti gli Element. La programmazione ritmica avviene su 100 Pattern registrabili sia in tempo reale che a step, e la macchina ha la possibilità di concatenarli in una unica Song a 64 passi. Stante la natura capacitiva dei pad percussivi che si attivano al tocco, essi non sono sensibili alla dinamica di esecuzione ma sono stati divisi in due parti a cui sono state assegnate una velocity normale (metà inferiore) e una velocity full (metà superiore): in questa maniera è possibile programmare facilmente step normali e step accentati percuotendo i pad in punti diversi. La funzione può essere disabilitata, in modo da generare la piena velocity percuotendo i pad in qualsiasi loro punto. Sono disponibili effetti di Stutter e Roll per modificare in tempo reale l’esecuzione percussiva, mentre in uscita sono presenti i due effetti analogici Compressor e Drive.

Il cabinet realizzato interamente in plastica si presenta come un’ampia superficie leggermente inclinata grazie allo zoccolo posteriore che la rialza ed è destinato ad accogliere le pile e le connessioni.

La superficie frontale è dunque divisa idealmente in tre parti di cui possiamo identificare la Editing Matrix (in alto a sinistra), la Master Section (in alto a destra), e la sezione Play/Program (metà inferiore di pannello). La Editing Matrix usa quattro encoder a corsa infinita che comandano tre righe distinte di parametri (Drum, FX, Seq). La Master Section regola volume, tempo e data entry con tre manopole, ha un display con tre cifre di LED a sette segmenti e gestisce i diversi modi operativi della macchina. La sezione Play/Program infine contiene i pad di controllo dei 12 Element percussivi e i 16 tastini di trigger per attivare/disattivare la programmazione sui 16 step di una battuta di 4/4, nonché altri tasti ausiliari per programmazione ed effetti in tempo reale. Dei LED multicolore aiutano nella programmazione e segnalano i diversi stati dei comandi.

Sul pannello posteriore troviamo lo switch di accensione, la porta micro-USB per l’alimentazione e l’eventuale dialogo MIDI col computer, le porte MIDI In/Out realizzate su micro-jack da 2,5 mm (in dotazione vi sono i cavetti adattatori DIN pentapolari), una presa audio In su mini-jack da 3,5 mm e infine una presa Out ancora su mini-jack. Va osservato che entrambe le porte audio di ingresso e uscita sono monofoniche. L’ingresso è utilizzabile per miscelare uno strumento esterno (per esempio un UNO Synth o altro synth a vostro piacere) e sottoporre anch’esso all’azione del Drive di bordo. L’uscita invece può essere usata sia come output di linea che come presa per cuffia: collegando un mini-jack TRS si ottiene lo stesso segnale su entrambi i canali L e R. Non c’è alcun modo di separare i suoni dei diversi Element su più uscite o sul panorama stereo.

IK Mutimedia UNO Drum - Le connessioni

 

Il sequencer

Ciascuno dei 100 Pattern disponibili può avere lunghezza variabile tra 1 e 64 step (16 step di default) e segnature di tempo di 3/4, 4/4, 6/8 e 2/4 divisi in 32esimi. Se il numero di step selezionato è superiore a 16, il tasto Page (simboleggiato con > ) viene usato per spostarsi negli step non visualizzati in quel momento e quattro LED numerati 1/2/3/4 consentono di capire in quale pagina ci si trova.

La scrittura dei pattern può avvenire a step (accendendo/spegnendo i 16 tastini di step) o in tempo reale suonando sui pad. In questo secondo caso, colpendo la metà superiore del pad si ottiene la piena velocity e colpendo quella inferiore si ottiene quella normale. La velocity dei drum-hit è in ogni caso regolabile finemente per ciascuno step, selezionandolo e poi modificandone il valore con la quarta manopola/terza riga della Editing Matrix. Un metronomo è attivabile per guidarci solo in registrazione, oppure volendo sia in Rec che Play. Se si desidera generare un pattern totalmente casuale di può usare la funzione Random, che è applicabile al singolo Element o a tutti gli strumenti contemporaneamente.

IK Multimedia UNO Drum - Top

Nel sequencer è possibile registrare anche le automazioni dei parametri timbrici step per step, ovvero di attivare quella funzionalità che Elektron ha insegnato a tutti a chiamare Parameter Lock: i valori dei parametri possono venir registrati in tempo reale mentre il pattern scorre, oppure in modalità step. In quest’ultimo caso si preme Rec, si tiene premuto lo step su cui si vuol intervenire e infine si posiziona la manopola del parametro sul valore desiderato. Ogni step può memorizzare fino a otto parametri di automazione.

Delle funzioni di Copy&Paste consentono di copiare un singolo step, l’intera sequenza di un solo Element (ovvero di un solo suono percussivo) oppure l’intero pattern in un altro. Una volta che si è ottenuto un insieme di pattern utili alla creazione di una sequenza più lunga, UNO Drum offre la possibilità di creare una Song fatta di 64 passi: allo scopo si usano i 16 tastini di trigger e il tasto Page per muoversi tra quattro pagine di 16 step l’una. Si seleziona uno step e poi si usa la manopola di Data Entry per selezionare il pattern che esso deve contenere, quindi si passa a quello successivo. La Song creata in questo modo rimane in memoria anche ad apparecchio spento, ma ovviamente essendo unica può risultare utile soprattutto in studio quando si lavora su un brano per volta.

Il playback del sequencer può essere alterato con le funzioni di Swing, Humanize, Stutter e Roll. Swing è la consueta possibilità (definita Shuffle da altri costruttori) di spostare leggermente il timing dei colpi pari, generando così una ritmica che “tira in avanti”, e si regola qui tra il 50 e il 70%.  Humanize è deputato a modificare in maniera casuale la velocity e la posizione fine di ciascuno step, ed ha profondità regolabile su 127 livelli. La randomizzazione è diversa ogni volta che il pattern viene ripetuto. Stutter è un effetto momentaneo che modifica il pattern in 10 maniere diverse e con profondità di intervento (Amount) regolabile per ciascuna di esse: con i primi quattro tipi di Stutter (da 1 a 4) alcuni step vengono messi in loop e in questo caso il controllo di profondità determina a quanti Element tale loop verrà applicato. Per esempio Stutter 1 mette in loop i primi otto step del pattern e con intensità minima agisce solo su Kick 1. Man mano che si alza tale intensità, vengono looppati anche Kick 2, poi anche Snare, Rim e così via. Gli Element non raggiunti dal comando di profondità invece continueranno a eseguire il pattern non modificato.

IK Multimedia UNO Drum - Stutter

Gli Stutter 5 e 6 inseriscono dei fill su alcuni Element, e anche in questo caso con il comando Amount si determina quanti strumenti percussivi verranno interessati. Gli Stutter 7 e 8 intervengono sull’intonazione degli strumenti, alzandola o abbassandola gradualmente, mentre infine gli Stutter 9 e 10 creano dei brevi loop a inizio pattern e li riproducono al doppio della velocità. Gli effetti di playback si concludono col tradizionale Roll che crea dei trigger ripetuti su un solo strumento (quello selezionato al momento): il Roll può generare ottavi, terzine di ottavi, sedicesimi, trentaduesimi, oppure quattro diversi fill corrispondenti ad altrettante figure ritmiche preimpostate.

 

I suoni di UNO Drum

Come abbiamo visto, i 12 pad di UNO Drum sono deputati a gestire altrettanti Element. Ciascuno degli Element denominati Tom 1, Tom 2, Rim, Cowbell, Ride e Cymbal permette di scegliere tra cinque campioni, diversi tra loro ma sempre appartenenti alla famiglia strumentale di quell’Element: accade così che Tom 1 accederà a cinque diversi sample di tom,  Cymbal a cinque diversi piatti, e così via. Per ogni suono sono regolabili i parametri di Level, Tune e Decay, e quindi la combinazione tra i cinque campioni a disposizione e questi comandi consente di ottenere una palette sonora piuttosto varia.

Gli Element denominati Kick 1, Kick 2, Snare, Closed HH, Open HH, Clap possono invece usare, oltre che i sample, anche la funzione di generazione analogica del suono e anzi le voci real-analog sono certamente uno dei principali punti di forza di UNO Drum: per questi Element il primo dei cinque sample è dunque sostituito dalla posizione “An” del selettore Sound e in tal caso le possibilità di editing timbrico sono più vaste e profonde.

IK Multimedia UNO Drum - Editing Matrix

L’Element Kick 1 viene definito dal costruttore “suono di tipo moderno con FM” e volendo approssimare un po’ appartiene alla famiglia dei kick drum in stile TR-909 ma con una versatilità timbrica superiore. Oltre a Level, Tune e Decay, vi è un parametro Snap che regola l’intensità del transiente iniziale, della “punta” e i tre parametri che gestiscono la modulazione in frequenza: FM Tuning regola l’accordatura del tono modulante, FM Amount ne dosa la profondità, Sweep Time determina il tempo di decadimento dell’ampiezza della modulazione.

Kick 2 è una cassa dal suono profondo e “sinusoidale”, in stile TR-808 tanto per capirci, e dispone di comandi di Level, Tune, Snap e Decay. Col Tune sui valori minori si raggiungono frequenze veramente profondissime e col Decay bello lungo si può arrivare a suoni intonati ingombranti ma efficaci. Aggiungete a questo la possibilità di regolare l’intonazione colpo per colpo grazie all’automazione, e l’esecuzione di linee di kick drum con funzione melodica è sotto le vostre mani.

Snare è un suono basato su due componenti, una intonata generata da un oscillatore che simula il fusto del tamburo e una di rumore bianco che simula l’azione della cordiera. Ne conseguono cinque parametri: Level dosa il volume di tutto lo strumento, Tune e Snap regolano rispettivamente l’accordatura e il transiente iniziale della parte intonata, Decay la lunghezza della coda di rumore bianco e Snare LPF il filtraggio passa-basso della stessa. Complessivamente questo generatore è abbastanza versatile e consente l’ottenimento di rullanti simil-909 e anche più leggeri, fino quasi ad arrivare a quell’effetto di “carta velina accartocciata” che secondo me definisce bene il sound dello snare 808, ma senza essere un’emulazione vera e propria di quel tipo di rullante.

Gli Hi-hat possono usare quattro diverse filtrature di rumore che si selezionano con la manopola Tune e danno luogo ad altrettanti timbri di HH sintetico. Questi quattro timbri sono ben differenziati tra loro e possono essere regolati solo in Decay. Sonicamente siamo in territori molto vintage, approssimativamente compresi tra le Roland TR-808/606 e alcune Korg KPR dei primi anni ’80. Se invece si vuole un hi-hat in stile 909 non c’è problema perché UNO Drum offre un timbro simile tra i campioni, con ampia possibilità di accordatura.

Infine il Clap, ultimo Element a generazione (anche) analogica: qui si hanno a disposizione otto livelli predeterminati di Decay che fanno passare il suono dalla massima asciuttezza a una lunghezza che sembra addirittura simulare un riverbero applicato al clap.

Come detto sopra, i rimanenti Element hanno cinque sample ciascuno su cui articolare la performance sonora: per tutti si va da suoni reminiscenti i timbri caratteristici di 808 e 909 fino a sample più acustici. In ogni caso va ricordato che UNO Drum impiega campioni a 12 bit e 32 kHz di frequenza di campionamento. Questo vuol dire che siamo sempre nel territorio delle timbriche sgranate e bidimensionali tipiche di metà anni ’80, più che di una batteria elettronica realmente emulativa dell’acustico, come si usava a partire dagli anni ’90. Questa è una ben specifica scelta progettuale e stilistica, come del resto il costruttore afferma anche nel manuale, ed è mirata a dare “an old school vibe to the entire machine”.

 

Le altre funzioni

In uscita al mixer che somma i segnali dei 12 Element troviamo due effetti realizzati nel dominio analogico: un compressore (Comp) e uno stadio di saturazione/distorsione (Drive). Entrambi godono di un controllo a manopola singola, che nel caso del compressore regola la soglia di intervento del circuito di riduzione del gain e nel caso del Drive dosa il grado di saturazione. Questi effetti vengono memorizzati in un Kit, ovvero il “contenitore” in cui UNO Drum inserisce tutte le programmazioni timbriche dei 12 Element. I gradi di distorsione e saturazione non possono però essere automatizzati nel sequencer, a differenza dei parametri timbrici dei singoli Element. Il compressore inoltre agisce anche sul segnale esterno presente al jack Audio In.

Un tradizionale comando Mute provvede a silenziare selettivamente uno o più Element: questo può essere ovviamente utile sia in fase di editing per concentrarsi su poche parti percussive, sia in fase di performance per fare entrare e uscire diversi tamburi. Una curiosa funzione Select All predispone tutti gli Element per la modifica contemporanea dei loro parametri: al di là del caso rarissimo in cui vorrete accorciare il decay o alzare il pitch di ogni suono allo stesso momento, può servire soprattutto per applicare le funzioni Mute, Roll e Random a tutti gli Element.

Sul fronte delle connessioni MIDI va rilevato che UNO Drum può trasmettere e ricevere il MIDI sia tramite le tradizionali connessioni pentapolari che tramite la porta USB. Analogamente il Sync può essere impostato come interno, ricevuto via MIDI o via (MIDI trasportato su) USB: non va infatti dimenticato che anche se usiamo il cavetto USB è sempre puro protocollo MIDI quello che ci passa sopra, cambia solo l’interfaccia elettrica rispetto al pentapolare ma la struttura logica dei comandi è la stessa. Tornando al Sync, quando esso è esterno la manopola di Tempo può essere usata per suddividerlo in due o in quattro: pertanto con un tempo master di 120 BPM e Tempo su 1:1 il sequencer interno di UNO Drum girerà alla stessa velocità, ma se impostato su 1:2 andrà a 60 BPM e se messo a 1:4 andrà a 30 BPM.

L’implementazione MIDI è molto completa: anzitutto via MIDI gli Element diventano totalmente responsivi alla dinamica, e questo vuol dire che mandando i trigger di nota dall’esterno con dei pad o una tastiera dotata di velocity è possibile gestire in tempo reale il volume di ogni Element su tutti i 128 livelli concessi dal protocollo. Inoltre tutti i parametri timbrici degli Element corrispondono ad altrettanti comandi MIDI CC, per cui è possibile controllare decay, intonazione e così via tramite per esempio un controller esterno a manopole, con l’automazione di una DAW o infine con un editor. A proposito di quest’ultimo la casa ha già annunciato la sua futura disponibilità gratuita per i sistemi operativi iOS, MacOS e Windows, come è già accaduto con l’editor di UNO Synth. L’analisi dell’implementazione MIDI di UNO Drum termina evidenziando come i 100 kit si possono richiamare da esterno via Program Change. Tutte queste possibilità indicano chiaramente che lo strumento può essere usato proficuamente, oltre che come batteria elettronica stand alone, anche come expander di suoni percussivi triggerati da un sequencer esterno o una DAW.

Va evidenziato come la porta MIDI Out possa essere configurata via SysEx come Soft Thru per ripetere in uscita i comandi che di presentano al MIDI In. UNO Drum ha inoltre la possibilità di essere usata anche come interfaccia USB/MIDI per altri strumenti: in questo caso il suo controllo interno avverrà tramite il cavo USB, mentre altri strumenti potranno colloquiare via MIDI col computer venendo connessi alle porte pentapolari di UNO.

 

Il test

Una premessa: il mercato è ormai pieno di drum machine di basso costo, stante il rinato interesse per gli strumenti fisici che è seguito alla sbronza di strumenti software del decennio precedente. In questo quadro una macchina come UNO Drum ha un primo e forte obiettivo, senza centrare il quale non potrebbe avere alcun futuro: suonare bene. Da questo punto di vista possiamo anticipare che la piccola drum machine IK Multimedia non delude affatto, e anzi possiamo tranquillamente dire che lo strumento suona davvero bene! È evidente che dietro allo sviluppo di UNO Drum c’è stato un lavoro molto attento sia sul voicing vero e proprio (ovvero il timbro caratteristico della macchina) che sulla qualità di tale timbro (dinamica, punch, presenza, pulizia, lucidità).

Ma andiamo con ordine nella nostra consueta analisi partendo dalle componenti esteriori del prodotto: l’aspetto fisico è quello ormai reso noto da UNO Synth ed è apprezzabile perché coniuga dimensioni e peso ridotti con una ottima usabilità. I comandi non sono affatto piccoli perché il progettista ha saputo impiegarne il giusto numero in funzione delle dimensioni, e quindi l’ergonomia risponde bene alle esigenze del musicista. L’alimentazione via USB richiede parecchia corrente e se si opta per il collegamento diretto a un computer sarà buona cosa dotarsi di un cavo USB corto e di buona qualità in modo che in accensione la macchina abbia tutto lo spunto necessario per partire. Se invece si pensa a impieghi in mobilità, il nostro affettuoso consiglio è quello di rinunciare all’uso di pile usa&getta se non volete diventare azionisti occulti di Varta, Duracell & c: le pile durano un paio d’ore e poi bisogna cambiarle. Meglio dunque andare di batterie ricaricabili, oppure appoggiarsi a un power-bank USB.

La fase di programmazione scorre via liscia e serena perché l’interazione tra la modalità in tempo reale e quella a step è ottimale: a riguardo di quest’ultima, personalmente ritengo fondamentale la presenza dei 16 tastini di trigger allineati su un’unica riga, l’unico metodo che consente di “vedere” realmente una battuta di 4/4 a colpo d’occhio. Purtroppo sono molte le batterie elettroniche che rinunciano a questo fondamentale atout (entrato nella storia grazie alle Roland TR degli anni ’80) per mere ragioni di spazio, ma quando c’è questo layout la programmazione scorre davvero meglio. Registrare in tempo reale su UNO Drum e modificare step per step i parametri (in particolare intonazione e decay) è un’altra killer feature di questa macchina e davvero le dona una marcia in più rispetto a certe concorrenti. Abbiamo già visto che si abilita la funzione che divide i pad di programmazione in due parti a diversa velocity è possibile registrare i pattern in tempo reale con due diversi livelli di dinamica senza editare manualmente la velocity degli step: si userà questa funzione per ottenere il risultato che su altre macchine si ottiene con l’Accent (ovvero programmando alcuni step “lisci” e altri step accentati), mentre invece si userà la modifica fine della velocity permessa dall’editing per creare dei crescendo o dare più espressività, per esempio con figure di hi-hat.

IK Multimedia UNO Drum

Ma veniamo ai suoni, piatto forte della questione: bene, qui c’è da dire che alcuni di essi sono veramente eccellenti e tali da spingere da soli all’acquisto di UNO Drum. Le due casse analogiche, in particolare, sono una fucilata: pestano all’inverosimile con una grande dinamica e incisività, ma mantenendosi comunque musicali, rotonde e pienissime. Altri costruttori (Jomox su tutti) hanno fatto della “cassa assassina” il loro marchio sonoro, mentre qui c’è meno cattiveria gratuita ma più suono e definizione. Lavorando di Tune le casse di UNO Drum arrivano pulitissime fino a frequenze bassissime, mentre Snap inserisce gradualmente una punta bella e netta che non è mai slegata dal resto del suono, come talvolta avviene in altri prodotti concorrenti. Il Decay bello lungo aiuta a ottenere suoni anche molto melodici e/o debordanti, eventualmente “speziabili” col distorsore. Con la FM di Kick 1 si arriva a fare suoni metallici oppure wobble davvero cattivi e strani, ed è qui che UNO Drum può giocarsi la carta di lavorare in tandem con un Kick 2 più tradizionale, che magari terrà il ritmo in quarti mentre Kick 1 “lo fa strano”. A proposito di Kick 2 è uno strumento davvero notevole, che potrebbe non farvi rimpiangere la cassa di una 808: pieno e con tanta energia, suona proprio bene e riempie la gamma delle frequenze più basse di una traccia senza sbrodolare. Se si abbandonano i generatori analogici, UNO Drum fornisce altri otto suoni di cassa grazie ai campioni (quattro per Kick 1 e quattro per Kick 2), alcuni dei quali ugualmente potenti e interessanti. Da segnalare che lavorando molto di pitch sui campioni il suono si sgrana e si entra a gamba tesa in territorio lo-fi.

Anche lo Snare è bello, con la componente di rumore che può allungare anche di molto il suo decay e finire verso sonorità techno tipiche della 909. Possiede botta e grande energia percussiva, e il principale limite alla sua versatilità è che il Tune non consente di accordarlo troppo in basso per fare rullanti cavernosi. Una mano alla varietà sonora di questo Element arriva però dai quattro campioni disponibili in alternativa, che grazie all’ampia escursione di pitch possono generare molte altre tipologie di suoni. Arrivando agli Hi-hat, è davvero bella la possibilità di disporre nel generatore analogico di quattro filtrature completamente diverse che danno luogo ad altrettanti suoni con una forte identità. L’ampia escursione del Decay consente poi di modificare ulteriormente tali timbri in maniera radicale, mentre la disponibilità di altri quattro campioni completa la palette e rende anche questo Element un centro pieno per UNO Drum.

Un filo meno convincente è apparso il Clap: non perché non suoni bene, e anzi è bello incisivo e rotondo, ma perché dispone della sola regolazione del Decay e talvolta si sarebbe desiderata la possibilità di accordarlo e/o regolare la spaziatura tra i colpi. Anche qui però ci si può sbizzarrire coi campioni, che danno alla macchina altre sonorità ben differenziate (tra cui un clap simil-909) e spendibili in numerosi contesti.

Venendo agli altri Element, che come detto prima sfruttano solo il campionamento, ne va rimarcata la buona varietà che consente a UNO Drum, pur restando in territori da batteria elettronica Eighties, di assumere diversi ruoli e personalità. Tra i tom, rim e cowbell non mancano suoni che si rifanno da vicino agli analoghi strumenti di 808 e 909 (pur non essendone delle riproduzioni identiche), ma vi sono anche timbri più digitali ed emulativi.

Complessivamente dunque la dotazione di suoni di UNO Drum non è vastissima (60 suoni in tutto) ma è estremamente interessante: la batteria riprende da vicino numerosi stilemi 808 e 909 pur non essendo un clone emulativo, ma se si vuole può andare molto al di là di tali riferimenti. La dotazione degli effetti analogici Comp e Drive aggiunge interesse a tale prestazione, ma da sola non rovescia il tavolo: il fatto che essi vengano inesorabilmente applicati a tutti gli Element già mixati in uscita ne consiglia l’uso accorto. Il Comp può essere utile soprattutto dal vivo, quando in un crescendo o un riff si vuole dare ancora più incisività alla parte di drums: schiaccia bene tutto verso l’alto ma ovviamente toglie un po’ di dinamica e definizione, per cui ci sembra adatto a un uso soprattutto transitorio. Il Drive invece può essere usato a permanenza se lo si dosa in modo sottile, in modo da aggiungere grit alla sonorità della batteria. Per usi più spinti la sua azione diventa un po’ troppo distruttiva per i nostri gusti (anche se non è un distorsore di quelli cattivissimi) e può risultare adatto soprattutto a contesti lo-fi.

In fase di play abbiamo apprezzato molto anche l’intelligente implementazione di Stutter e Roll: sono ben gestibili e possono davvero impreziosire un’esecuzione senza invece incasinarla profondamente, se non per regolazioni estreme.

Alla fine del test è evidente che l’unica, vera limitazione di UNO Drum è la mancanza di uscite separate: i suoni sono talmente dinamici e potenti che, se si lasciano tutti i volumi al massimo e si usano alcuni suoni di cassa più lunghi e profondi, si porta lo stadio di uscita in saturazione. Un accorto gain staging dei diversi Element riporta tutto a una condizione di perfetta pulizia sonora, ma può restare il desiderio di applicare processing diversi a suoni così belli e personali. Chiaramente si tratta di una limitazione che deve essere accettata serenamente in funzione della compattezza, portatilità ed economicità del prodotto: non è però da escludere che qualche intraprendente hacker trovi il modo di modificare UNO Drum per portare fuori separatamente almeno i suoni a generazione analogica, anche se alla data non c’è alcuna informazione in merito che ciò sa possibile. Non temete che, se dovessimo sentire qualcosa del genere in giro, ve ne daremo immediatamente conto…

 

Conclusioni

UNO Synth era stato un prodotto azzeccatissimo, ma se possibile UNO Drum lo è ancora di più: in cambio di un prezzo molto conveniente offre una ampia programmabilità, una veloce interazione e una sonorità molto bella. A proposito di quest’ultimo aspetto, sicuramente i suoni a disposizione sono davvero validi e potrebbero riempire con estrema efficacia il ruolo di “prima drum machine” con versatilità assai superiore alle concorrenti più dirette. UNO Drum ha però dei timbri (soprattutto quelli analogici) talmente interessanti che anche molti professionisti potrebbero scegliere di aggiungerla a un set-up già consolidato. Il voicing che i progettisti di IK Multimedia e Soundmachines hanno saputo dare ai kick, agli hi-hat e a certe declinazioni del rullante possono valere da soli l’acquisto.

Come sempre, la scelta di una drum machine è affare strettamente personale perché i suoni possono interessare o meno, riempire o meno le richieste sonore che ciascuno di noi ha: UNO Drum dal canto suo si muove molto bene sia in territori house che techno, ma è in grado di dare tantissimo anche in ambiti synth-wave e nell’elettronica con uno sguardo al vintage e uno al presente. Il nostro consiglio vivissimo è dunque quello di ascoltarla con attenzione perché questa macchinetta potrebbe essere per voi una bellissima scoperta e farvi andare di corsa ad acquistarla. A noi è piaciuta tantissimo.

 

Caratteristiche tecniche

Prodotto: IK Multimedia UNO Drum

Tipologia: batteria elettronica a generazione mista analogica + samples

Dati tecnici dichiarati dal costruttore:
Synthesis:

Type: Analog/PCM
Polyphony: 11 voices
Kick 1 (analog): Level, Tune, Snap, Decay, FM Tune, FM amount, Sweep time
Kick 2 (analog): Level, Tune, Snap, Decay
Snare (analog): Level, Tune, Snap, Decay, LPF
Closed HH: Level, Tune, Decay
Open HH: Level, Tune, Decay
Clap: Level, Decay
PCM: Level, Tune, Decay
All element are Velocity responsive
Preset:

100 Kits
100 Patterns
Keyboard and controls:

5 Encoders (4 matrix, 1 global)
2 Knobs (fixed)
12 Multi-Touch Element Pads with 2 velocity.
17 Sequencer buttons
17 Utility and effects buttons
Sequencer:
64-step sequencer
Real-time and step recording with parameter recording
Up to 8 parameter recording per-step
Selectable length between 1 and 64 steps
4 Division: 16th, 32th, 3/4 and 6/8
Swing function
Effects:

Analog master compressor
Analog master drive
Random
Stutter with 10 types and adjustable amount
Roll with 4 roll types and 4 fills
Connections:

Audio Out: Mini-jack 3.5mm stereo (mono summed)
Audio In: Mini-jack 3.5mm stereo (mono summed)
2 x MIDI 2.5mm mini-jack to DIN cables (IN/OUT)
1 Micro USB
Power:

4x AA Batteries (Alkaline, Ni-Mh)
Micro USB connector
Package includes:

UNO Drum
1x Micro USB to USB cable
2x MIDI jack 2.5mm to DIN cables
4x AA batteries (Alkaline)
Dimensions:

Size: 25,6 cm x 15 cm x 4,9cm
Weight: 400 g (excluded batteries)

Prezzo: € 304,99

Costruttore: IK Multimedia

Distributore: Mogar Music

FAQ

UNO Drum è sincronizzabile ad altri strumenti o DAW?
Certamente: con la possibilità di scegliere il sync interno o quello MIDI proveniente da pentapolare o USB, la macchina può lavorare sia da master che da slave in ambienti MIDI. Non ha invece connessioni per sincronizzarsi con macchine dotate di trigger analogici o DIN Sync.

I campioni interni si possono sostituire? È possibile importare campioni propri?
No: la macchina non ha una memoria User in cui salvare i propri campioni perché si propone di essere una drum machine di ispirazione old school. Cambiare i campioni interni sarebbe possibile solo con una pesante riscrittura del sistema operativo, che alla data non è in programma. Essa oltretutto creerebbe problemi di “retrocompatibilità sonora” perché la macchina andrebbe a modificare la sua timbrica. Insomma, UNO Drum va presa per quello che può dare alla data: ha una sua timbrica bella e distintiva, e va apprezzata per essa. Poi naturalmente, mai dire mai…

Domanda secca: IK Multimedia UNO Drum, Arturia DrumBrute Impact o la futura Behringer RD-8?
Sono strumenti diversi che soddisfano esigenze diverse: Arturia e Behringer puntano su ampie dimensioni, uscite separate e connessioni di clock anche per le macchine vintage e il mondo Eurorack. La generazione timbrica però è per entrambe solo analogica con conseguente minore varietà timbrica (limita al modello TR-808 per la Behringer) e manca la programmabilità dei kit. Dal canto suo la IK Multimedia può contare su una palette timbrica nettamente più ampia che affianca classici suoni analog con suoni digitali di sapere vintage, ha i kit programmabili, e naturalmente ha una portatilità inarrivabile che in certi casi può fare la differenza. In definitiva ciascuno di questi prodotti ha un suo mercato e un suo utente-tipo.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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