Arturia PolyBrute: finalmente il polifonico!

Dopo tre synth monofonici e due drum-machine, ecco che arriva l’attesissimo e più volte anticipato polifonico della serie Brute. Macchina grande, importante, e come sempre per Arturia uguale a nessun altra. Scopriamolo insieme!

 

I francesi di Arturia partirono 20 anni fa da zero coi loro soft-synth, e pian piano si fecero una reputazione del campo degli strumenti virtuali. In fondo anche il progetto Origin del 2009 era la pacchettizzazione in hardware dei loro sintetizzatori software, e il mercato non gli diede grande riscontro per il prezzo elevato e alcuni limiti della macchina.

Quando nel 2012 quelli di Grenoble se ne uscirono con un synth “vero”, fatto di ferro e manopole, lo scetticismo era tangibile: mai prima si era visto uno sviluppatore di software andare “dall’altra parte del fiume” e sfidare i grandi nomi del sintetizzatore analogico sul loro stesso terreno. Sappiamo bene come è andata: in pochissimo tempo il MiniBrute è diventato un successo, ed è stato capostipite di una dinastia identificata da bassi prezzi, carattere sempre fortemente personale e suono incisivo.

Più volte negli anni si è parlato di un polifonico della serie – e certamente questo non poteva essere “l’eretico” e in gran parte digitale Microfreak) – con rumours sempre più forti all’inizio di quest’anno e qualche leak di troppo durante il lockdown.

Ora quello strumento è realtà, si chiama PolyBrute e come sempre per Arturia non è affatto un synth “me too” ma al contrario una macchina con una forte dose di originalità. Tanto per inquadrare subito la questione, si tratta di un sintetizzatore realmente analogico con sei voci di polifonia (niente parafonia né parti digitali nel circuito di voce, come invece nel MicroFreak). Le sei voci possono operare anche in Unison oppure in Mono.

L’estetica, steampunk, attualissima e preziosa, testimonia immediatamente l’appartenenza alla fascia premium di prodotto, grazie a un bel display OLED, alla tastiera Pro Feel con 61 tasti full-size, velocity e il sempre più raro aftertouch, e soprattutto a un mobile basato su intarsi in legno e custodia in alluminio.

Arturia PolyBrute - Il supporto in legno

L’architettura di voce parte da due oscillatori analogici che devono più di qualcosa all’esperienza MiniBrute: il primo oscillatore dispone di dente di sega variabile con continuità in triangolare, quadra dalla simmetria variabile (PW) e sub-oscillatore. Il secondo osc ha layout simile ma al posto del sub è presente il Metalizer sulla triangolare, per suoni inarmonici e metallici. Esiste la possibilità di fare FM di VCO 2 su VCO 1, e anche quella di mettere in Sync VCO 2 su VCO 1. In questa maniera il repertorio timbrico di base a disposizione del sintetista è già molto ampio. Vi è anche un generatore di rumore e tutte queste sorgenti confluiscono nel mixer e nel successivo stadi di filtraggio.

Per quanto riguarda il filtro, esso è doppio: molto saggiamente, su questa macchina flagship Arturia non si è limitata al suo distintivo Steiner-Parker multimodo a 12 dB/Oct (che grida, urla, è acido ma può risultare non adatto a tutti i contesti) e quindi gli ha affiancato un tradizionale filtro Ladder passa-basso a 24 dB/Oct di sapore ben più tradizionale 😉 Un potenziometro permette di configurare i due filtri tra Serie e Parallelo in modo continuo (!). Il filtro può essere modulato in frequenza dal VCO 2 e dal Noise con due comandi indipendenti.

Delle modulazioni si fanno carico tre inviluppi ADSR e tre LFO multiwaveform, tutti accessibili direttamente da pannello. Ciò che tuttavia può fare veramente la differenza con altri synth di pari fascia (ehi, Dave!) è combinare questa importante dotazione di modulatori con una matrice a 32 celle che permette di ruotarli dappertutto e di farlo con facilità: si sceglie lo slot di modulazione e toccando la manopola di pannello che interessa il parametro è automaticamente assegnato.

La catena di sintesi si chiude con una unità effetti a motore digitale, che offre Modulation, Delay e Reverb. Gli algoritmi sono mutuati dal soft-synth Pigments.

Arturia PolyBrute - Il touchpad Morphee

Una cosa su cui Arturia ha puntato davvero tanto con il PolyBrute è l’espressività: oltre alle due tradizionali wheel di pitch ben e modulazione, a lato della tastiera troneggia un touchpad ligneo denominato “Morphée”. Questo touchpad contiene un sensore capacitivo per la pressione e un sensore di movimento XYZ, per cui può essere usato come sorgente di modulazioni multiple, anche su più parametri in contemporanea. Ogni preset può avere una differente assegnazione di parametri di modulazione al Morphée. Tale controller ha inoltre impiego in una caratteristica peculiare di questa nuova macchina Arturia: PolyBrute infatti può memorizzare in ogni preset due distinti stati della catena di sintesi e il musicista tramite Morphée può fare poi il morphing in tempo reale fra essi.

Infine, lo strumento dispone di un Motion Recorder, che consente di registrare in tempo reale qualsiasi modifica ai controlli di bordo, e richiamare poi tale esecuzione in un tempo successivo, nonché di un sequencer polifonico/arpeggiatore.

Arturia PolyBrute - La matrice

A centro pannello troneggia la matrice 8 x 12 (per un totale di 96 tasti) che può essere usata per richiamare i 768 preset del synth oppure per fare le assegnazioni di modulazione secondo la logica sopra descritta.

Il pannello posteriore evidenzia una coppia di uscite analogiche stereo, collegamenti MIDI su DIN pentapolare e USB, ben tre prese per pedali (sempre in ossequio alle possibilità di modulazione), prese Sync In/Out per la sincronizzazione con strumenti analogici.

Arturia PolyBrute - Il pannello posteriore

Il prezzo del PolyBrute sarà di 2.499 Euro nei negozi, ove entro ottobre si attende il suo arrivo.

 

Caratteristiche principali

Tre generatori di inviluppi
Tre LFO
Noise generator
Motion recorder
Matrice 8 x 12
Schermo OLED e funzioni di navigazione dei preset
Effetti digitali (Modulation, Delay, Reverb)
Sequencer polifonico
Tastiera a 61 note, Velocity e Aftertouch
Controller Morphée XYZ
Controlli Octave, Pitch Bend, Mod Wheel
Entrata e uscita Sync
Tre ingressi per pedale
MIDI e USB

Per informazioni: Midiware

 

Disclaimer

Questo articolo di presentazione è stato redatto sulla base delle informazioni fornite da Arturia alla data del 15 settembre 2020. Non sostituisce una recensione e le informazioni riportate devono intendersi preliminari.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: