Sennheiser HD 660S, monitoraggio in cuffia di alta classe

Sennheiser è un marchio di valore assoluto nel campo delle cuffie e i suoi prodotti tecnologici hanno sempre un’impostazione rigorosa, precisa. Ecco dunque una cuffia adatta al lavoro in studio che riesce a sposare l’alta risoluzione di monitoraggio con un prezzo ancora raggiungibile da molti.

 

La tedesca Sennheiser ha una storia lunga 76 anni nel settore dei dispositivi audio, impiega 2.800 persone, e pare che recentemente abbia speso 70 milioni di Euro solamente in ricerca e sviluppo. Parliamo dunque di un colosso del nostro settore, e tra l’altro di un’azienda che ha praticamente “inventato” in concetto di cuffia aperta moderna con la essenzialissima e leggerissima HD 414 del 1968.

Sennheiser HD 660S - Il modello HD 414 del 1968
La HD 414 del 1968 – Immagine da Wikipedia

Altrettanto storici sono alcuni modelli di microfoni Sennheiser, che in passato sono stati diffusissimi presso gli studi radiotelevisivi di tutta Europa, mentre più recente ma altrettanto forte è l’impegno del costruttore anche nel campo dei dispositivi per conferenze e ripresa del suono in ambienti business.

Molto attiva è anche la divisione consumer, che tuttavia è stata recentissimamente venduta alla svizzera Sonova: si tratta di un’azienda magari poco nota ma che conta ben 14.000 dipendenti ed è attiva nel settore delle protesi uditive e negli apparecchi di supporto all’udito. Sennheiser assicura che la nuova proprietà svilupperà ulteriormente il business delle cuffie e delle soundbar, sia nei territori più consumer (wireless, audio per il video) che in quelli più audiofili, e che la partnership tra le due aziende resterà permanente.

Andiamo dunque a vedere questa HD 660S, una cuffia aperta che si inserisce nella parte media del catalogo del costruttore tedesco e che riprende stilemi e concetti della precedente HD 650, già popolarissima tra i sound engineer a livello mondiale da molti anni.

Dal punto di vista costruttivo siamo davanti a una cuffia che nasce da un produttore con un’esperienza di progettazione e industrializzazione elevatissima, e questo si vede da ogni dettaglio della HD 660S. Basta tenere la cuffia in mano e osservarla per qualche secondo per cogliere lo spirito con cui è stata realizzata: nessuna concessione alle mode, niente particolari cosmetici di tendenza, ma la convinta iterazione di una “idea di cuffia” che il costruttore tedesco porta avanti da decenni. Largo dunque all’impiego della plastica, ma una plastica “bella” e lavorata perfettamente. Il prodotto è interamente nero, con l’archetto, gli agganci e i padiglioni stessi realizzati in una fusione rigida e perfettamente liscia. L’interno dell’archetto è reso robusto e al contempo elastico da una lamina metallica.

Sennheiser HD 660S - Dettaglio articolazione

I due padiglioni ruotano sia orizzontalmente che verticalmente per adeguarsi perfettamente al capo. Sono grandi e spiccatamente ellittici, con un’eccellente capacità di accogliere l’intero orecchio esterno dell’ascoltatore senza premerlo o deformarlo. L’esterno dei padiglioni è formato da una griglia traforata che è pienamente trasparente sia visivamente e acusticamente. L’interno viceversa è costituito da morbidi cuscinetti rivestiti in velour. La presa sul capo non è bassa – il costruttore dichiara circa 6 Newton – ma il perfetto bilanciamento e l’altrettanto ottima sagomatura dei morbidi padiglioni garantiscono un comfort di calzata eccellente. A questo risultato contribuisce l’imbottitura in schiuma sulla parte interna dell’archetto, ma soprattutto un peso contenuto in 260 grammi, ovvero nettamente meno dei prodotti più di tendenza al momento. È anche da questi aspetti che si vede come Sennheiser persegua la strada intrapresa sin dagli anni della mitica HD 414 e non si faccia viceversa influenzare dalle mode.

Sul fronte del cablaggio, la HD 660S nasce esclusivamente per l’uso in casa e in studio, e quindi non vi sono in dotazione cavi per smartphone. La confezione della cuffia contiene infatti due cavi: il primo è terminato con un tradizionale jack da 6,35 mm e può andare in prese mini-jack da 3,5 mm tramite un corto cavetto adattatore.

Il secondo è un cavo adatto alla connessione bilanciata della cuffia e terminato su connettore bilanciato da 4,4 mm di tipo Pentaconn (o più tecnicamente conforme allo standard JEITA RC8141C, esistente dal 2015):

Sennheiser HD 660S - Schema del jack Pentaconn per il collegamento bilanciato

Entrambi i cavi sono lunghi circa 3 metri, morbidi, di sezione “giusta” – né troppo, né troppo poco – e si sdoppiano in una breve forcella a Y per collegarsi a ciascuno dei due padiglioni della cuffia.

Sennheiser HD 660S - I connettori in dotazione

 

Il test

Dopo aver indossato la cuffia si entra immediatamente in sintonia con essa per l’ottimo comfort. La pressione sulle tempie non è bassissima ma il bilanciamento è talmente azzeccato da farla dimenticare poco dopo. Sul fronte della sensibilità e facilità di pilotaggio da varie sorgenti vi è da fare un distinguo: la HD 660S ha una sensibilità media e comunque si pilota facilmente con qualsiasi mixer e interfaccia audio, mentre non è adatta a essere pilotata con lo smartphone. Se però si desidera dare a questa bella cuffia Sennheiser tutta la dinamica di cui è capace, meglio usare un ampli-cuffia dedicato, anche non particolarmente costoso come per esempio uno Schiit Magni.

Ecco, la dinamica, partiamo da qui nelle nostre impressioni d’ascolto: siamo davanti a una cuffia velocissima, con un dinamica “neutra” che ti sorprende. Non è infatti un comportamento sfacciatamente vivace quello della HD 660S e la cuffia ti sembra “tranquilla”, ma ecco che quando nel brano è presente una percussione, un tamburo profondo allora il tempo di salita è fulmineo. Altrettanto accade nel versante di discesa, col suono che si ferma subito dopo che è stato generato: è la famosa sensazione di “nero strumentale” tanto cara agli audiofili, quella che in assenza di suono – analogamente a come in ottica il nero si caratterizza per l’assenza di luce – ferma tutto, stacca i contorni di ciascuno strumento, di ciascuna nota, di ciascun colpo da quanto è venuto prima e da quanto verrà subito dopo. Si tratta di una prestazione di gran classe, che solo i prodotti progettati con esperienza, competenza e dispendio di mezzi sono capaci di esibire.  Altre cuffie di pari segmento sembrano suonare più forte, più vivacemente ma alla fine capisci che quella di Sennheiser è un’impostazione al 100% voluta e perseguita con determinazione, un’impostazione seria e maledettamente efficace quando si fa sound design e quando si mixano progetti complessi con tante tracce. Sapete quando di un diffusore monitor si dice “non deve essere bello, ma dirti tutto quello che succede nel mix”? Ecco, qui siamo più o meno negli stessi territori, salvo il fatto che dopo un po’ che calzi la HD 660S capisci che in questa velocità e nettezza di contorni c’è tanta bellezza, la bellezza del suono pulito, puro e preciso.

L’impostazione timbrica è un altro campo in cui questa cuffia è tipicamente Sennheiser: l’esposizione infatti è luminosa ma non sparata o tagliente. Certo non siamo davanti a una cuffia morbida o almeno eufonica, ma piuttosto neutrale senza essere grigia e spenta come certe concorrenti tedesche. Il basso è ben presente e dettagliato, materico. La gamma media è rivelatrice, equilibrata e riesce a dipanare intrecci vocali e armonie complesse con un eccellente effetto monitor senza dare luogo a rappresentazioni faticose o artificiose. In alto infine abbiamo velocità, dettaglio e pulizia in un timbro che gratifica sempre per la sua precisione tecnica ma non asettica, senza inutili smielature o enfasi che magari renderebbero il suono ruffianamente frizzante ma che sarebbero fuorvianti e alla lunga anche stancanti.

Buono ma non stellare il soundstage: la HD 660S appare abbastanza estesa in larghezza, ben proporzionata in altezza e poco in profondità. È una prestazione che definirei “classica”, ma per correttezza va rilevato che alcuni prodotti concorrenti riescono a proporre una scatola sonora un po’ più ampia.

Per concludere, ho provato la HD 660S anche in abbinamento a Sonarworks ma alla fine ho preferito usare la cuffia “liscia”, senza correzione. Sicuramente il basso si livella e si riempie delle frequenze più profonde, ma la cuffia nel suo complesso diventa meno analitica e il suono acquisisce un nonsoché di artificiale: meglio restare sulla velocità e neutrale spontaneità di questa bella Sennheiser imparando a conoscerla, piuttosto che volerla rendere ciò che non è.

 

Conclusioni

Non si arriva alla HD 660S per caso: non è una cuffia modaiola, non costa pochissimo, non è ruffiana. Al contrario, si tratta di una scelta matura, serissima e affidabile che potrà interessare soprattutto chi fa sound design e mixing, grazie alle sue capacità di alta risoluzione e analisi del dettaglio. Vi sono prodotti più immediatamente gratificanti, e forse cuffie più adatte al musicista a 360°, a tutte le sue fasi di creazione e lavorazione. Se però avete un approccio tecnico al monitoraggio in cuffia, se quando ascoltate “in cassa” vi piacciono le sonorità di brand come Genelec e Neumann, se volete uno strumento di lavoro serissimo della cui precisione e neutralità gioire, allora questa HD 660S può essere una scelta davvero appagante, una scelta da rinnovare ogni giorno per molti anni. Il prezzo? Quello giusto per un oggetto di questo valore tecnico e questa qualità: se il budget c’è, non accontentatevi di meno.

 

Scheda tecnica

Prodotto: Sennheiser HD 660S

Tipologia: cuffia dinamica aperta

Dati tecnici dichiarati dal costruttore:
Principio di funzionamento:
dinamico
Capsule abbinate a mano
Risposta in frequenza:
9 Hz – 41,5 kHz entro 10 dB
Sensibilità: 104 dB/1  Volt RMS@1kHz
Impedenza nominale:
150 Ohm
Potenza sopportata a lungo termine: 500 mW secondo EN 60-268-7
Distorsione armonica totale (THD):
inferiore a 0,04% (1 kHz, 100 dB SPL)
Materiale dei cavi:
rame OFC
Cavi:
Cavo sbilanciato 3 metri staccabile, terminato a Y lato cuffia e con jack TRS da 6,35 mm lato ampli + adattatore per mini-jack da 3,5 mm in dotazione. Cavo bilanciato 3 metri staccabile, terminato a Y lato cuffia e con jack Pentaconn 4,4 mm lato ampli.

Peso: 260 grammi

Prezzo: 399,00 €

Distributore: Exhibo

 

FAQ

400 Euro per una cuffia: ha senso, visto che trovo le Superlux a 50 e le beyerdynamic a 130?
Sì, ha molto senso: il settore delle cuffie è uno in cui le prestazioni scalano piuttosto linearmente rispetto al prezzo, almeno fino a un certo livello. Una cuffia come la HD 660S ha un bilanciamento timbrico, ma soprattutto risoluzione del microdettaglio, velocità e precisione che cuffie più economiche non hanno. Se si intende investire seriamente sulla propria passione di musicisti e producer, una cuffia come questa può rivelarsi la svolta per sentire dettagli e bilanciare interventi che invece con cuffie più economiche risulta assai più difficile gestire. E un investimento di questo tipo può durare molti anni, per cui sono vieppiù soldi ben spesi.

La HD 660S va bene per tutti i lavori di studio?
La struttura aperta rende questa cuffia inutilizzabile nella ripresa di voci e strumenti acustici poiché essendo i padiglioni completamente fonotrasparenti il suono in uscita dalla cuffia verrebbe inesorabilmente captato dai microfoni. La HD 660S va trattata con qualche cautela anche in fase di composizione e produzione perché potrebbe non essere ritenuta abbastanza coinvolgente da qualche amante del suono pompato, col risultato di spingerla troppo e portarla in distorsione. In fase di sound design, mixaggio e controllo qualità del master la HD 660S è invece eccezionale nella sua prestazione puntuale, analitica fino in fondo e al contempo molto equilibrata nella timbrica complessiva, rivelandosi uno strumento di lavoro interessantissimo per il fonico, uno strumento che lo aiuterà molto a lavorare più facilmente e speditamente.

Domanda secca: meglio questa HD 660S oppure la…?
Nel mondo audio si possono certamente formulare domande secche, ma raramente esistono risposte secche davvero significative ed esaurienti. Questa cuffia ha prestazioni molto elevate in rapporto al prezzo e si rivolge soprattutto a chi cerca un suono preciso, veloce e per nulla enfatizzato con spettacolarizzazioni inutili. In tal senso, alcuni musicisti potrebbero trovare più appaganti altri modelli della concorrenza mentre i fonici più inclini a un’impostazione “monitor” potrebbero viceversa ritenere la HD 660S assolutamente vincente. Siamo in ogni caso nel ristrettissimo novero dei migliori prodotti della categoria.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

2 thoughts on “Sennheiser HD 660S, monitoraggio in cuffia di alta classe

  • 25/05/2021 at 21:19
    Permalink

    fantastico giulio grazie per le tue recensioni sono proprio scritte bene

    Reply
    • 26/05/2021 at 07:46
      Permalink

      Grazie mille per apprezzare il mio lavoro, ed è questo lo stimolo a impegnarmi sempre di più.
      Giulio

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

%d bloggers like this: