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Kali Audio 2nd wave: Houston abbiamo un problema!

Un problema alla sezione elettronica della nuova serie dei monitor Kali può rendere necessario un intervento correttivo della casa. Ecco di cosa si tratta.

 

I Kali LP-6 sono dei monitor economici che si sono contraddistinti sin dall’esordio per le loro eccellenti prestazioni, assai generose in rapporto al prezzo (qui la nostra recensione).

Purtroppo in passato un recensore americano aveva popolarizzato la problematica del rumore di fondo un po’ elevato. Quest’ultimo aspetto è stato, a parere di chi scrive esageratamente enfatizzato dal web: a leggere certe testimonianze, poi amplificate progressivamente da ogni successivo rimbalzo sui social media, pareva che i Kali soffiassero come un jet al decollo, mentre nel nostro test del 2019 abbiamo potuto sì rilevare un po’ di rumore bianco in uscita dal tweeter quando non c’era segnale audio, ma tale da essere totalmente inudibile nelle normali condizioni in play, e quindi assolutamente non preoccupante.

In ogni caso, recentemente Kali ha presentato la seconda versione dei suoi monitor denominata 2nd Wave che, tra le migliorie implementate rispetto alla prima serie, prevede anche la riduzione del rumore di fondo dell’elettronica e recepisce così le indicazioni dell’utenza.

Purtroppo sembra che alcune unità 2nd Wave esibiscano ancora dei problemi, e li segnaliamo in questo articolo allo scopo di invitare gli utenti di questa serie a verificare i prodotti in loro possesso ed eventualmente a contattare la casa per applicare il fix necessario.

Il problema è stato portato alla nostra attenzione da un lettore (di cui per privacy non rendiamo noto il nome, ma che è un utente verificato), il quale ci ha contattato e ha segnalato quanto segue:

“In un determinato range frequenziale centrato sul registro grave, suonando due note o più, il diffusore produce degli strani click. Il problema sorge quanto inizio a scendere sempre di più nel registro grave. Per esempio se suono un accordo di Do maggiore in posizione Do4, il problema non si presenta fin quando non mi sposto di sei semitoni in giù. Da quel momento in poi, più continuo a scendere e più “l’interferenza” diventa ciclica e presente. L’interferenza è sempre presente quando suono a volumi contenuti degli accordi, Ho successivamente verificato che essa si presenta anche se suono singole note gravi e apro gradualmente il cutoff del synth. Ho iniziato a sentire questi click mentre suonavo, da lì ho iniziato a fare dei test per circoscrivere il problema e sono arrivato alla conclusione che si trattasse dei monitor”.

Il problema è rappresentato nei file audio qui di seguito. Nel primo riproducibile qui si sente il suono in ingresso, ripreso direttamente dall’interfaccia audio e quindi pulito:

Nel secondo riproducibile qui si sente quella che appare essere una distorsione di intermodulazione ripresa microfonando il monitor:

Il lettore, dopo averci contattato e aver escluso che ci fossero problemi meccanici ai woofer e/o al mobile dei suoi LP-6, ha scritto alla Casa e questa ha avviato delle verifiche interne. Alla fine Kali Audio è arrivata alla conclusione che serve una revisione del firmware per risolvere il problema e ha messo in contatto il proprio team di progettazione con Texas Instruments (che fornisce i chip di DSP e amplificazione) per una soluzione definitiva. Kali ha poi dato la sua disponibilità al ritiro della coppia difettosa del lettore e alla sua sostituzione.

Abbiamo dunque contattato direttamente Kali Audio e questo è il suo statement ufficiale che abbiamo ricevuto in risposta:

We have confirmed this issue, and have been able to solve it via an update to the firmware for V2 products. Part of why this issue has been so hard to identify and address is that it is below the noise floor of the loudspeaker. This means that the issue is both audibly quite subtle and electrically very hard to detect and analyze. We will be sending speakers with updated firmware to all users who have complained about this issue so far. The issue will be fixed in subsequent production runs, and anyone else who experiences the issue in the meantime should reach out to us for a replacement amplifier at no cost.

(“Abbiamo accertato questo problema e siamo stati in grado di risolverlo con un aggiornamento di firmware per i prodotti V2. Questo problema è stato difficile da identificare e risolvere perché si trova sotto al tappeto di rumore del diffusore. Ciò significa che il problema è sia molto limitato dal punto di vista acustico che molto difficile da individuare e analizzare da un punto di vista elettrico. Invieremo diffusori con un firmware aggiornato a tutti i clienti che hanno segnalato questo problema finora, ed esso sarà risolto nei successivi lanci di produzione. Chiunque nel frattempo dovesse incorrere in questo problema può contattarci per ottenere un rimpiazzo senza alcun costo dell’amplificazione”).

A questa situazione si può reagire in due modi: o correndo sui social ad ammonire di non comprare più prodotti Kali Audio perché “sono pieni di difetti terribili”, oppure riconoscendo che problemi sottili come questo possono accadere, ed è serissima la casa che raccoglie i feedback dell’utenza, cerca la soluzione tecnica e si offre di sostituire gratuitamente il componente problematico senza alcun costo per l’utente.

Noi preferiamo il secondo approccio, e quindi diciamo: brava Kali Audio! È innegabile infatti che altri costruttori avrebbero minimizzato un problema così sottile e magari non lo avrebbero nemmeno ammesso. Qui invece siamo davanti a un produttore che ascolta per la seconda volta i feedback dell’utenza e aggiorna di conseguenza il proprio prodotto anche se si tratta di materiale in fondo economico.

La vicenda è anche l’occasione per ricordare che talvolta si usano i social media per creare inutili allarmismi che magari ingigantiscono problemi marginali e poi però col passaparola si rivelano devastanti per l’azienda coinvolta e per le persone che ci stanno dietro. In questo caso invece i social sono stati usati in maniera virtuosa, ovvero per entrare in contatto col produttore, portare la questione all’attenzione di un sito informativo (noi) e vedere così popolarizzata a beneficio di tanti altri utenti la soluzione a un problema che, seppur non drammatico, merita comunque di essere indirizzato.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 1200 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.