Test

Universal Audio SD-1, un dinamico iperversatile per tutti

Il mercato dei microfoni è inflazionato da centinaia di modelli di tantissimi produttori, vecchi e nuovi. I riferimenti sono però sempre gli stessi da decenni: il nuovo Universal Audio riuscirà a imporsi sui miti storici con cui si confronta? Le carte a sua disposizione sono molte e innovative…

 

Se mi conoscete, sapete che non mi piace girare intorno alle cose con allusioni e frasi lasciate a metà, e dunque apro questa recensione mettendo subito le carte in tavola: il primo microfono di Universal Audio ha lo storico Shure SM7B nel mirino.

Oggi che sui social si usano analisi tagliate con l’accetta pur di far vedere che “io so”, in molti si sono affrettati a definire lo SD-1 come la copia o il clone del microfono Shure, in circolazione sin dal 2001 ma discendente addirittura di quel SM7 del 1971 col quale Michael Jackson registrò una parte dei vocals dello storico “Thriller”. Un nome come Universal Audio non ha però bisogno di clonare o copiare nessuno, ma viceversa entra in un mercato quando sa di poter apportare del valore aggiunto al riferimento originale. Così è anche in questo caso e il nuovo SD-1, benché si rifaccia indubitabilmente al paradigma applicativo del modello Shure, si caratterizza per un proprio suono, una sensibilità appena un po’ meno critica di quella dell’SM7B e per l’integrazione con le interfacce audio UAD della serie Apollo. Andiamo a vedere…

 

Il microfono

SD-1 è un microfono dinamico indicato per le riprese vocali in studio, ma in realtà si rivela adatto a una molteplicità di usi. Il corpo è in pesante metallo verniciato in un grigio chiarissimo, quasi bianco, sul quale si innesta una staffa che ne consente il fissaggio su asta con diverse inclinazioni impostabili con continuità dall’utente. La filettatura è da 5/8” con un adattatore che consente l’utilizzo anche di attacchi a 3/8”. La membrana viene acceduta frontalmente (end address) e non lateralmente come in altri microfoni da studio (side address), mentre il diagramma polare è un classico cardioide che attenua i segnali provenienti da dietro.

Fuori c’è ben poco altro da vedere: la capsula è celata da un wind-screen in spugna, mentre sul fondo del microfono troviamo il connettore di uscita nel classico formato XLR più due dip-switch. Questi piccoli comandi ingaggiano rispettivamente un filtro passa-alto e un “articulation boost” che hanno scopi diametralmente opposti: il filtro HPF inizia ad alleggerire le basse frequenze già da 200 Hz con una pendenza di 6 dB/Oct, mentre il boost esalta le frequenze tra i 3 e i 5 kHz di circa 3 dB allo scopo di aumentare l’intelligibilità della voce. Il tipo di capsula e la circuiteria utilizzata non abbisognano della alimentazione fantasma a +48 Volt.

Universal Audio SD-1 costruzione e controlli

Internamente al microfono è installata una sospensione elastica che riduce la sensibilità della capsula agli shock provenienti dall’esterno

La risposta in frequenza è dichiarata da 50 Hz a 16 kHz ma il costruttore non pubblica la specifica della banda di oscillazione né un grafico del suo andamento. La sensibilità è di -58 dB riferiti a 1 Volt per Pascal, mentre per confronto l’SM7B ha un dato di -59 dB: sono entrambi microfoni “duri” ma proprio per questo anche il singolo deciBel di sensibilità in più dell’Universal Audio è prezioso. L’impedenza di carico che SD-1 pone al pre è di 200 Ohm. Questi dati consentono il collegamento diretto del microfono Universal Audio a qualsiasi preamplificatore microfonico e alla stragrande maggioranza di interfacce audio con pre-micro integrato, anche se siamo comunque nel comparto dei microfoni a bassa sensibilità. Questa però è una caratteristica che l’utente può utilizzare a suo vantaggio, e non rappresenta automaticamente un difetto: microfoni di questa tipologia infatti sono meno sensibili ai rumori ambientali e alla captazione del campo riverberato tipico di un ambiente non trattato.

 

Integrazione strategica

Un ulteriore plus di SD-1 è dato dalla sua forte sinergia con le interfacce audio UAD della serie Apollo: con esse infatti è possibile utilizzare un set di preset da caricare nell’applicativo Console che forniscono dei template di compressione ed equalizzazione dei plug-in forniti con il bundle Realtime Analog Classics.

La motivazione di questa impostazione è presto detta: UAD Console non dispone di EQ e compressore propri ma è viceversa un applicativo di mixing/routing pensato per caricare su ogni canale i plug-in UAD, che possono essere ascoltati in tempo reale e anche registrati (se si desidera), esattamente come in un mixer hardware. I preset microfonici di SD-1 impiegano quindi quei plug-in che sono forniti di default con tutte le interfacce audio UAD e che non richiedono acquisti opzionali ulteriori.

Universal Audio SD-1 Apollo preset

Tali preset sono denominati in maniera autoesplicativa in modo da adattarsi alle diverse situazioni di ripresa, e tipicamente coinvolgono un pre 610B, un equalizzatore del bundle Pultec Legacy e spesso un compressore o un’istanza di channel strip proprietario. Con questi semplici ingredienti è possibile fornire diversi punti di partenza già pronti agli utilizzatori di interfacce UAD Apollo per personalizzare e adattare ai principali utilizzi il microfono SD-1: un bel vantaggio rispetto ad altri microfoni, con duplici ricadute sia sull’aspetto didattico (impari quelle che sono le regolazioni indicate per ciascuna situazione di ripresa) che sul risparmio di tempo offerto.

Magari il preset non sarà perfetto così com’è per la voce che state riprendendo, ma sarà lo starting point per poche e mirate variazioni, senza dover partire da zero ogni volta.

 

In prova

Il microfono Universal Audio è ben fatto, pesante, versatile nel posizionamento e nella gestione. Potete montarlo su un’asta da terra oppure sospenderlo grazie alla staffa integrata, e troverete sempre la posizione giusta con esso. La reattività agli eventi esterni è ridotta, grazie anzitutto al filtro anti-pop integrato e poi alla sospensione elastica che rende SD-1 piuttosto indifferente a fenomeni di movimento e calpestio del pavimento.

La sensibilità è bassa, poco da fare: questa è una caratteristica connaturata a questo tipo di microfoni e alla loro timbrica. SD-1 non è tuttavia un microfono “impossibile” da amplificare e, rispetto all’uso della pre-preamplificazione talvolta indispensabile nel modello direttamente concorrente in alcune situazioni, con l’Universal Audio quasi tutte le interfacce hanno un gain sufficiente alla bisogna. Vanno evitate solo quelle – tipicamente molto economiche – che soffiano tanto se spinte in guadagno, quelle che hanno uno spettro di rumore più fastidioso, perché l’hiss finirebbe per guastare la bellezza timbrica messa a disposizione dal microfono, per incresparla.

La sensibilità bassa e il diagramma polare cardioide aiutano ovviamente a ignorare anche il contributo ambientale di stanze poco o per nulla trattate.

Ciò che colpisce maggiormente di SD-1 è però il suono, che fin dal primo collegamento viene da descrivere con una sola parola: naturale. Vi è un ottimo bilanciamento, una bella levigatezza di timbro che aiutano a piazzare con facilità tantissime tipologie di voci in un mix. La ripresa ideale è nelle voci maschili e in quelle femminili più potenti e squillanti, mentre se voleste registrare voci eteree e sibilanti probabilmente dovreste cambiare tipologia di microfono e andare su un condensatore ben aperto in alto. Le voci rock, soul e dance vengono fuori benissimo con questo microfono UA, specialmente con un cantato convinto e trascinante che in ripresa “viene fuori” alla grande e dimostra ben poche esigenze di interventi correttivi a posteriori. Anche i controlli di bordo hanno un intervento morbido e naturale, probabilmente grazie anche alla natura interamente passiva della circuiteria di questo SD-1.

Il microfono in esame non è indicato solo per il cantato: è davvero, davvero ottimo per il parlato e quindi se nel vostro studio dovete registrare spot pubblicitari, audiolibri o materiale multimediale per uso aziendale e didattico, qui centrate in pieno l’obiettivo. Inoltre questo Universal Audio va molto bene anche con le chitarre (sia acustiche che elettriche) e coi fiati, visto che sopporta benissimo elevati livelli di SPL e al contempo rende sempre naturale ed eufonico il segnale ripreso.

 

Conclusioni

Se nel vostro home o project studio pensate di aver bisogno di un solo microfono dinamico, probabilmente Universal Audio SD-1 è tutto ciò che vi serve: è versatile, suona in maniera piacevole e sempre molto musicale, si adatta a molti usi, ha un prezzo contenuto. La capacità di erogare gain pulito da parte del vostro front-end di registrazione va ovviamente sondata a priori, ma a meno che non vi ritroviate con un pre-zanzara di fascia molto economica non è che la difficoltà di abbinamento sia poi elevata.

In conclusione, un gran bell’esordio di Universal Audio nel comparto dei microfoni, con un prodotto ben fatto, ben suonante e molto, molto conveniente. Raccomandato.

 

Scheda tecnica

Prodotto: Universal Audio SD-1

Tipologia: microfono dinamico

Dati tecnici dichiarati dal costruttore:
Pattern Polare:
Cardioide
Gamma di frequenze: 50Hz – 16kHz
Sensibilità: -58dB (1.3mV) riferito a 1V a 1 Pa, 1 kHz
Impedenza di uscita: 200 Ohm
Impedenza di carico raccomandata: >1k Ohm
Low Cut Filter (200 Hz): Off, On
Articulation Boost (3 – 5kHz): Off, On
Connettore: XLR M 3-Pin
Accessori inclusi: Adattatore filettato da 5/8″ a 3/8″. Staffa integrata.
Dimensioni: 195 x 60 mm (lunghezza x diametro)
Peso: 0,735 kg

Prezzo: 299,00 €

Distributore: Midiware

 

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 1200 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.