Test

Arturia Minilab 3

La terza versione del più piccolo keyboard controller di Arturia porta questa categoria pericolosamente vicina alla perfezione: il mix di funzionalità, comandi e produttività per l’utente è pressoché imbattibile. Scopriamolo insieme…

 

Avevo recensito la Arturia Minilab MkII nel lontano 2017, e già allora la avevo trovata un prodotto estremamente soddisfacente nella sua categoria: 25 minitasti, ok, ma di alta qualità. E poi un corredo di comandi e software da metterti subito in condizioni di lavorare in maniera proficua. In cinque anni però l’attività di desktop music production è cambiata. Oggi non si usa quasi più l’espressione “master keyboard” per identificare questo tipo di prodotti, mentre si preferisce chiamarli “controller” e questo già dice tutto: la piccola tastierina muta di un tempo evolve e diventa centro di controllo per il musicista basato su computer, che da essa vuole comandare facilmente i principali parametri dei soft-synth e il trasporto della DAW senza impazzire in attività di mappatura, avere alcuni pad per gestire le parti percussive, inserire note e arpeggi in pattern musicali che spesso richiedono più inventività che capacità tecniche sulla tastiera.

Arriva dunque nel mio studio Minilab 3 grazie alla premura di Arturia che me ne ha fatto avere un esemplare in pre-order in modo da potervelo raccontare nel momento stesso della sua uscita. La nuova versione perde il prefisso “Mark”, ma soprattutto cambia impostazione nei comandi: al posto dei 16 encoder rotativi della versione precedente troviamo qui otto encoder a corsa infinita più quattro fader che rendono maggiormente intuitiva la gestione degli inviluppi e dei livelli. Arrivano un arpeggiatore e un Chord Mode che aumentano tantissimo la potenzialità musicale di questa tastiera, e in più vi sono degli script di integrazione con alcune delle principali DAW.

 

Fondamentale è anche l’aggiunta di un ulteriore encoder a corsa infinita sovrastato da un piccolo display OLED monocromatico (la Mk2 non aveva display), che rende molte funzioni di editing disponibili direttamente dalla tastiera senza guardare sempre il PC. Restano confermati gli otto pad sensibili a velocity e after-touch, utili per il controllo di suoni percussivi e per lanciare loop campionati. Sempre molto apprezzata nei controller Arturia è infine la presenza delle connessioni MIDI sia su DIN pentapolare che su USB: in questo caso abbiamo una moderna porta USB-C al posto della Micro-USB del precedente modello.

Il pannello posteriore

 

La tastiera

La nuova Arturia Minilab 3 ha sempre lo stesso cabinet bianco con fianchetti tipo legno della versione precedente, ma le foto della casa riportano la disponibilità anche di un modello nero:

Arturia Minilab 3 nera

Il cabinet stavolta ha i bordi più stondati e quindi meno aggressivi e delicati. La costruzione deriva per almeno il 50% da plastica riciclata e la garanzia è di cinque anni, a testimonianza della sostenibilità ambientale del prodotto.

La tastiera è composta da 25 tasti slim sensibili alla velocity. Essi si dimostrano ottimi, davvero ottimi al tocco: ok, non ci suonerete Rachmaninov ma rispetto ad altre meccaniche molto più economiche la suonabilità qui è tutt’altra cosa. La tastiera può essere trasposta di ben +/-4 ottave con due tasti dedicati Oct+ e Oct-, mentre premendo gli stessi tasti in abbinamento a Shift si può trasporla a passi di un semitono per tutto il suo range operativo. La velocity può essere mappata alla dinamica di tastiera secondo quattro curve (Linear, Exponential, Log, Fixed). L’ultima è interessante perché permette di uscire con una velocity fissa impostabile dall’utente, indipendentemente da come si suona, e questo in alcuni contesti può risultare molto utile.

I tasti possono essere messi in Hold, ovvero in situazione di sostegno continuo. Se si rilascia la tastiera e si premono nuove note, queste ultime prenderanno il posto di quelle sostenute precedentemente. La tastiera dispone anche di un modo Chord, mutuato dai grandi polifonici vintage: attivandolo si possono assegnare più note a un unico tasto, e quindi l’utente diventa capace di eseguire accordi alla pressione di un’unica nota. Sono memorizzabili accordi fino a 16 note, se vi piacciono le armonie complesse 😉

Altra funzione che rende Minilab 3 un attrezzo molto potente per il musicista è l’arpeggiatore incluso a bordo: può lavorare in modalità Up, Down, Inclusive (suona le note premute in ordine ascendente e discendente, ripetendo quelle estreme), Exclusive (come la precedente, ma senza ripetere le note estreme), Random e Order (esegue la sequenza nell’ordine in cui sono state premuti i tasti). La divisione ritmica delle note arpeggiate può essere scelta tra 1/32 e 1/4, valori terzinati inclusi. Vi è una funzione Swing dosabile tra il 50 e il 75%, mentre il Gate può essere regolato tra il 10 e il 90% del valore di divisione selezionato. Le note premute possono essere fatte arpeggiare su più ottave, con una selezione da una a quattro. La keyboard Arturia ha ovviamente un generatore di BPM interno al quale agganciare l’arpeggio, ma questo può essere desunto anche dal clock MIDI proveniente dall’esterno.

L’espressività in fase di performance è gestita da due wheel virtualizzate attraverso delle touch strip capacitive: per entrambe si può gestire il range di escursione attraverso il software MIDI Control Center, e per la sola Modulation Wheel è possibile anche decidere il tipo di comando MIDI che deve emettere, a scelta tra un qualsiasi CC o un NRPN:

I controlli assegnabili alla Modulation Wheel

Sul retro è poi disponibile un jack TRS al quale collegare un pedale continuo o switch. Anche in questo caso si possono decidere, tramite il software di gestione, le funzioni che avrà il pedale:

La gestione del pedale

 

I pad

Sopra alla tastiera sono posti gli otto pad, che possono assumere due funzioni:

  1. Trigger percussivi con controllo della velocity e dell’aftertouch.
  2. Comandi per controllare le funzioni della tastiera, della DAW o del VST collegato.

Se si usano i pad nel primo modo, farà piacere scoprire che in realtà lo strumento permette di memorizzare due banchi distinti A e B richiamabili in alternativa, per la gestione di un totale di 16 suoni. Per ogni pad si può mappare la nota di output, un canale MIDI indipendente dagli altri (potrete controllare contemporaneamente più di una drum machine!) e se la pressione gestisce un messaggio di tipo Gate (quindi con durata limitata al colpo) o Toggle (con durata continuativa finché non si ripreme il pad).

La programmazione dei pad

Questi otto pulsantoni in gomma in realtà possono essere indirizzati anche ad altre funzioni oltre che al trig di messaggi di nota: tramite MIDI Control Center è infatti accessibile la selezione anche per messaggi CC, per Program Change e per il controllo remoto di una DAW secondo il protocollo Mackie Control Universal (MCU).

Ogni pad può assumere un colore RGB diverso e, stante la flessibilità di configurazione, è possibile assegnarne uno o più di essi a funzioni totalmente differenti, anche verso più macchine. Questo è un asset fondamentale per la versatilità di Minilab 3.

I pad usati per messaggi diversi dal Note On

 

Knobs&faders

Gli encoder a manopola e i fader di pannello sono a loro volta configurabili con grande versatilità: ogni encoder può avere funzioni di MIDI CC o NRPN, essere assegnato al canale master di tastiera oppure a un canale MIDI fisso a piacere, assumere un valore minimo e uno massimo tra i quali limitare la sua escursione.

Il discorso è molto simile per i fader, che tuttavia possono essere configurati solo come MIDI CC assegnabile e che dispongono anche di una modalità opzionale Drawbar se si desidera invertirne la corsa (massimo valore quando abbassati, minimo valore quando alzati).

Interessante notare che anche il nono encoder, quello nero sotto al display, può emettere messaggi MIDI di controllo e anzi può assumere ben quattro stati: ruotato solamente; ruotato premendo Shift; ruotato e premuto; ruotato e premuto azionando contemporaneamente lo Shift. In questa maniera una sola manopola assume quattro funzioni differenti, tutte mappabili in MIDI Control Center.

Arturia Minilab 3 vista pannello

 

Memorie e funzioni

Se fino ad ora abbiamo visto le funzioni programmabili in Minilab 3, è importante però sapere che esse si possono moltiplicare per cinque. Il controller Arturia dispone infatti di cinque locazioni di memoria (Device Memory), in cui memorizzare altrettanti Template che fotografano il completo stato della macchina. La gestione avviene tramite MIDI Control Center: si editano i vari parametri assegnati alle diverse manopole e fader, si salvano in un Template sull’hard disk del PC (ove se ne possono memorizzare in quantità illimitata) e poi da lì si fa un upload sulla tastiera. Da questo momento Minilab è pronta per essere staccata dal computer, se lo si desidera, e ha dentro le sue memorie interne i cinque Template programmati dall’utente.

Vi sono poi due ulteriori locazioni, memorizzate nella macchina per default: si chiamano Arturia e DAW e costituiscono dei plus non indifferenti. Con la locazione “Arturia” viene attivata una modalità di automappatura ai soft-synth della casa francese: l’encoder nero sotto al display effettua il browsing dei programmi timbrici, gestisce le funzioni di Like per aggiungerli ai preferiti e tramite Shift sposta il browsing a livello di categorie strumentali. Manopole e fader invece agiscono sui controlli di editing timbrico.

Se si seleziona infine la modalità DAW la tastiera Arturia diventa un controller per Ableton Live, Bitwig Studio, Apple Logic Pro, Image-Line FL Studio, Reason Studios Reason. I pad da 4 a 8 assumono le seguenti funzioni:Le funzioni dei Pad in modalità DAW

Gli altri comandi assumeranno funzioni variabili in dipendenza della DAW connessa. Oltre alle DAW citate, entro il 2022 dovrebbe arrivare anche il supporto per Cubase.

 

Dotazione software

Obiettivo di Arturia è dare all’utente un’esperienza completa già col solo acquisto di Minilab 3, per cui il bundle software che accompagna la tastiera costituisce un set-up iniziale già sufficiente per le esigenze di produzione: come DAW è fornito Ableton Live Lite, mentre come generatore sonoro è incluso Arturia Analog Lab Intro con oltre 500 suoni provenienti dai vari strumenti della V-Collection e qui resi in forma di preset editabili tramite macro-parametri:

Arturia Analog Lab

Per uso pianistico vengono poi forniti UVI Model D grand piano e Native Instruments The Gentleman Upright Piano. Per avere a disposizione loop e campioni la casa fornisce anche due mesi di abbonamento a Loopcloud, insieme a un Welcome Pack e un pack a scelta dell’utente liberamente utilizzabili. Infine è fornito un accesso trial e delle lezioni gratuite attraverso la piattaforma didattica Melodics.

 

Conclusioni

Sono veramente colpito da Arturia Minilab 3: in questa sua ultima incarnazione, questo piccolo controller è diventato straordinariamente potente grazie alle possibilità di automappatura ai soft-synth Arturia, alla gestione integrata di alcune delle principali DAW e alle funzioni Chord e Arpeggio qui introdotte.

La costruzione è ottima e dimostra che ormai Arturia ha un’esperienza notevolissima in questa categoria di prodotti, con una parallela capacità di intercettare le diverse esigenze degli utenti e pacchettizzarle tutte con intelligenza e rapidità all’interno di un unico strumento. Buona è anche la dotazione software.

Se i 25 minitasti sono la vostra “taglia” preferita per questo genere di controller, se l’uscita MIDI su DIN è ciò che vi serve, e infine se volete portarvi a casa un oggetto di qualità pur spendendo una cifra “leggera”, non cercate oltre: Minilab 3 è la vostra soluzione.

 

Scheda tecnica

Prodotto: Arturia Minilab 3

Tipologia: master keyboard slim-keys

Dati tecnici dichiarati dal costruttore:
25 note velocity-sensitive slim keyboard
Octave up and octave down buttons, Transpose for semitone transposition
Built-in Arpeggiator
Hold and Chord modes
2 capacitive touch sensors for pitch bend and modulation wheel
Mini display & clickable browsing knob, with real-time feedback on tweaks and controls
8 rotary encoders, 4 sliders
2 banks of 8 high quality velocity & pressure sensitive pads with RGB backlighting
5 user presets
Control input for pedal: sustain, expression, or foot-switch
USB powered
USB-C MIDI connects to computers and MIDI Control Center
MIDI 5-pin DIN output for connection to external MIDI instruments and gears
Kensington Security Slot
Custom-written DAW scripts for intuitive integration with major DAWs
Arturia & DAW programs automatically connecting to the software, and up to 5 additional user program
DAW Transport Control

Dimensioni: 355 x 50 x 220 mm (L x A x P)

Peso: 1,5 kg

Prezzo: 99 Euro

Distributore: Midiware

 

Demo Video

Qui la demo video dell’amico Daniele Chierichetti di DSK Synth Lab:

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 1200 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.