Focal Utopia Main, due nuovi monitor al top
La specialista francese Focal entra nel settore dei grandi monitor da studio con tutta la sua esperienza e il suo know-how di alto livello, attingendo anche ai pregevolissimi modelli Utopia destinati all’hi-end domestico. Il risultato? Due diversi modelli di main monitor senza alcun compromesso.
La francese Focal presenta un nuovo range di main monitor destinati ai grandi studi e a chi ricerca un monitoraggio realmente al top per qualità, estensione e capacità di pressione sonora indistorta. I nuovi modelli si chiamano Utopia Main 112 (tre vie/tre altoparlanti) e Utopia Main 212 (tre vie e mezza/cinque altoparlanti) e sono stati presentati in anteprima a un gruppo ristretto di professionisti, rivenditori e giornalisti nel corso di un evento privato tenutosi il 14 novembre 2024 nel quartier generale della casa francese a Saint-Étienne.

Per chi non conoscesse bene il brand, va rilevato che Focal è un produttore globale attivo dal 1979 che si posiziona tra i primi 10 costruttori di diffusori al mondo e tra i primi tre i Europa. Oltre al range professionale ha in catalogo una vasta gamma di componenti hi-fi che spaziano dalle poche centinaia di Euro dei modelli entry-level ai circa 250.000 € necessari per acquistare una coppia di Grande Utopia III. Focal è inoltre un marchio molto presente anche in ambito car-audio e più recentemente nel mercato delle cuffie. Insieme alla britannica Naim Audio fa parte della holding Vervent Audio. Ciò che però caratterizza davvero Focal è che si tratta di uno dei pochi costruttori che produce davvero i diffusori che vende: mentre altri si limitano a progettare e poi fanno realizzare esternamente, Focal cura la progettazione, la fabbricazione degli altoparlanti, la costruzione dei cabinet e infine l’assemblaggio di tutto il diffusore completo. Questo, insieme all’abitudine della casa di cimentarsi continuamente con nuovi materiali e nuove tecnologie, le permette di fare “quello che vuole”, ovvero di costruire proprio il diffusore con le caratteristiche, la forma e l’aspetto che i progettisti hanno in mente. Non è cosa da poco.
La gamma Focal professionale e i nuovi Utopia Main
Per capire davvero di quali prodotti stiamo parlando e di quale importante peso abbia questa nuova serie Utopia Main, va ricordato che Focal è da molti anni uno dei marchi più rispettati nel settore dei monitor da studio e vanta una gamma che va dagli economici ma fedeli Alpha EVO, agli stilosi Shape dallo straordinario rapporto qualità/prezzo, fino agli apprezzatissimi modelli delle gamme top ST6 ed SM6. Ognuna di queste serie ha una sua identità precisa, una sua personalità ottenuta anzitutto grazie al dispiego delle tantissime specialità tecnologiche di cui Focal dispone: dai tweeter a cupola invertita in elementi particolari quali l’alluminio, il magnesio, il berillio; all’uso di membrane in fibre di lino o di carbonio, o ancora realizzate a partire da sandwich di diversi materiali; infine, alle masse smorzanti applicate alle sospensioni dei trasduttori.
Mai però Focal si era spinta fino al settore dei main monitor, ovvero i grandi diffusori da studio in grado di rappresentare tutta la realtà sonora di un programma audio con una estensione completa, una qualità assoluta e la capacità di sonorizzazione di ambienti medi e grandi ad acustica rigidamente controllata, e quindi molto assorbenti. La nuova serie colma questo gap e posiziona Focal come produttore di livello assoluto anche nel settore del monitoraggio da studio: come il nome “Utopia” lascia chiaramente intendere, i nuovi arrivati sono parenti stretti dei grandissimi, bellissimi e desideratissimi diffusori Utopia che la casa francese realizza già da molti anni per il mercato dell’hi-fi domestica. Purtroppo anche i prezzi di queste autentiche sculture sonore sono “utopici” per la stragrande maggioranza degli audiofili, mentre invece va detto subito i nuovi prodotti professionali sono posizionati in maniera molto competitiva rispetto al loro segmento.

L’evento di presentazione
In occasione del pre-lancio di un prodotto importante come gli Utopia Main, la francese Focal ha voluto fare le cose in grande e nel novembre scorso ha invitato circa 40 persone tra giornalisti, rivenditori e professionisti dell’audio provenienti da tutto il mondo presso la propria sede di Saint-Étienne. Per l’Italia eravamo in quattro: c’erano infatti Federico Simonazzi (marketing manager di Algam EKO, il distributore italiano di Focal), Stefano Barberini (brand manager di Algam EKO), Simone Coen (proprietario e fonico residente del Turangalîla Recording Studio nonché amministratore del gruppo Audio Recording Italia su Facebook), e il sottoscritto (unico giornalista italiano invitato, permettetemi quei 10 secondi di orgoglio 😉 …).

Nel corso della lunga giornata del 14 novembre stiamo stati prelevati alle 8,30 da un pullman al delizioso resort Le Charpinière e alle 9 del mattino eravamo già nella demo room di Focal dove, sotto a degli spessi teli e cullate da una luce violetta, ci aspettavano le silhouette degli Utopia Main 112 e 212. Noi giornalisti ancora non sapevamo nemmeno perché eravamo lì: certo, ci era stato anticipato il lancio di un prodotto importante, ma senza altri dettagli.

Qui siamo stati accolti da Vincent Moreuille (Pro Audio Head of Global Export Sales) e Sylvain Gondinet (Product Manager – Professional Division). Al momento di togliere i teli sono dunque apparse le due grandi moli degli Utopia Main 112 e Main 212. Il modello “minore” si presta a essere posizionato sia in maniera freestanding che ad incasso (“soffit-mounted”), mentre il modello più grande è pensato quasi esclusivamente per il posizionamento incassato e in questa occasione era esposto su un robusto carrello capace di gestirne i circa 120 kg di peso.
A lato dei diffusori era esposto anche un esemplare dei massicci amplificatori finali dedicati alla multiamplificazione di questi Utopia Main: si tratta infatti di monitor multi-amplificati esternamente poiché la previsione di un loro montaggio a incasso rende impraticabile la presenza dei circuiti di amplificazione all’interno dello stesso cabinet del diffusore.
A proposito di peso, a un certo punto Vincent ha cominciato a far girare tra i presenti anche un esemplare del poderoso woofer da 13” utilizzato dagli Utopia Main: a causa dell’enorme complesso magnetico l’altoparlante risultava infatti pesantissimo.

Fin da subito ci siamo tutti resi conto del grandissimo sforzo tecnologico che sta dietro a questi grandi diffusori francesi: ogni loro componente, dalla membrana dei woofer alla stranissima forma del midrange concavo, al tweeter in berillio celato dietro a una rete i cui i soli trafori laterali sono dipinti di rosso, sembrava urlare “Hi-tech! Hi-tech!”, a ricordarci che ormai progettare diffusori acustici è una scienza di grandissima complessità in ragione degli enormi progressi fatti nella progettazione computer-aided e nelle tecnologie dei materiali e di costruzione.

Prima di continuare ad approfondire gli Utopia Main, i colleghi di Focal hanno voluto quindi farci vedere la fabbrica ove vengono realizzati gli altoparlanti e assemblati i diffusori, mentre i cabinet sono costruiti in un altro stabilimento. Siamo così andati a visitare le linee di produzione, ove abbiamo visto i processi di formatura dei coni dei woofer in diversi materiali, lo stampaggio delle cupole dei woofer, l’incollaggio manuale delle membrane alle sospensioni, la prova strumentale del 100% degli altoparlanti prodotti (e non solo su una certa percentuale di campioni) per verificare che tutti rispettino le tolleranze di progetto.
Le operazioni sono eseguite con macchinari spesso sviluppati in casa, e tutto con il determinante intervento dell’essere umano: per esempio i woofer di maggior pregio sono tutti incollati a mano, mentre quelli più economici sono realizzati da una macchina ma sempre sotto la supervisione di un esperto che ne osserva il funzionamento.
Particolarmente affascinante è l’atelier ove vengono assemblati a mano i lussuosi e coloratissimi cabinet dei modelli Utopia dedicati al mercato domestico, spesso laccati di colori vivaci: sembra di assistere al lavoro di un liutaio!

Il giro della fabbrica si è concluso con la visita diretta alla linea ove i nuovi Utopia Main vengono assemblati interamente a mano da un piccolo team di persone specializzate da anni nei monitor professionali di Focal. I cabinet arrivano qui già costruiti nell’altro stabilimento di Bourbon-Lancy, dopodiché il complesso montaggio meccanico dei pesanti altoparlanti e dei grandi condotti di accordo viene eseguito con precisione artigiana ma sempre sotto il controllo di attrezzature aggiornatissime.
Prima di andare a pranzo, abbiamo speso un’ultima ora nella sala-riunioni adiacente alla demo room: qui abbiamo assistito a un intervento sul Focal Audio Consulting Department. Si tratta di una unità dell’azienda francese che si occupa della progettazione e installazione acustica “chiavi in mano” di studi di registrazione, sale di proiezione, ambienti per comunità e perfino edifici residenziali (di chi se lo può permettere, aggiungo io 😉). Gli specialisti Focal analizzano gli ambienti a disposizione, identificano i componenti Focal e Naim da utilizzare, disegnano la soluzione ambientale in Autocad completa dell’analisi dei punti di installazione e di ascolto, forniscono i file Cinema Designer (per gli ambienti destinati alle proiezioni). Alla fine della installazione il sistema viene calibrato dagli stessi tecnici Focal e viene rilasciata estensiva documentazione del progetto adottato. Questi interventi hanno il costo di 600 € al giorno, più le spese di viaggio per soggiornare nella località ove sorge lo studio o l’ambiente da sonorizzare.

La prova in studio
Dopo il pranzo nella brasserie dello stadio di Saint-Étienne, con vista spettacolare sul campo a quell’ora vuoto…

…siamo stati condotti all’Ohmnibus, uno studio di registrazione che collabora spesso con Focal grazie all’ubicazione nella stessa città. Qui erano state installate due diverse coppie di Utopia Main in altrettante sale di mixaggio. La main room ospitava una coppia di Utopia Main 212 incassati nel muro, e quindi in una configurazione tipica di utilizzo in uno studio professionale dotato di mixer di ampie dimensioni.

La seconda e più piccola mixing room, ospitava invece una coppia di Utopia Main 112 installati in modalità freestanding con distanza di circa 1,3 metri tra i due diffusori, un toe-in di 30° e una configurazione di ascolto insomma più tipica di un monitor near-field che dei grandi main monitor. In entrambi i casi avevamo a disposizione un computer su cui girava l’app di Tidal, in modo che ognuno di noi ospiti potesse selezionare personalmente i propri brani di riferimento e ascoltarli in alta qualità. Quando è stato il mio turno ho naturalmente messo in play gli stessi brani-test che uso sin dall’inizio degli anni 2000 e che ormai sono il mio collaudato e pienamente attendibile benchmark attraverso cui passano tutti i monitor che recensisco, al fine di avere sempre una pietra di paragone costante.

Abbiamo così passato circa un paio d’ore ad ascoltare i due diversi modelli Utopia Main, che ovviamente hanno esibito una timbrica fortemente coerente tra loro ma che poi hanno anche dimostrato ciascuno le proprie specificità in funzione delle diverse scelte di progetto adottate. In ogni caso ciò che questi Utopia Main hanno sempre messo in evidenza in ogni situazione di volume di ascolto, posizione reciproca diffusore-ascoltatore, genere musicale è stato anzitutto il carattere fortemente neutrale e lineare ma senza mai dare quell’impressione di un suono asettico, clinico e in fondo un po’ morto che è tipico di altri costruttori. La capacità dinamica dei Main 212 ovviamente si è dimostrata elevatissima, con una grande velocità dei fronti di salita e discesa anche a bassissima frequenza e livello di ascolto davvero importante. La qualità di rappresentazione musicale era molto, molto alta anche per la categoria di prodotto in cui si inseriscono questi modelli (parliamo di più di 40.000 € per una coppia di Main 212).
Sorprendente si è dimostrato poi il modello Main 112 per la sua capacità di “sparire” anche in una situazione near-field: di solito i diffusori dal baffle grande non sono molto adatti per essere impiegati da vicino perché c’è il rischio di percepire in maniera disarticolata le diverse gamme frequenziali, e insomma di sentire ogni altoparlante emettere per conto suo. Qui invece è stato possibile apprezzare un suono di grande coerenza, omogeneità, trasparenza su un fronte sonoro ampio e ben esteso anche oltre il perimetro fisico dei diffusori: questa caratteristica, insieme alla elevata riserva dinamica e al carattere neutrale ma non glaciale, mi ha fatto pensare agli Utopia Main 112 come a dei diffusori ideali per uno studio di mastering.
In ogni caso un’esperienza di ascolto con monitor di questo calibro vale sempre la pena di farla, anche se poi nel proprio studio toccherà ripiegare su modelli ben più piccoli ed economici: non è questione di sentire in maniera più forte o più “stupevole”, ma al contrario di stupirsi proprio per la naturalezza di emissione, la grande fluidità con cui arriva il messaggio musicale, la precisione e pulizia assoluta dei contorni strumentali, la velocità degli attacchi e dei fronti dinamici.
Utopia Main: la tecnica
L’ultima parte della giornata di anteprima dei nuovi main monitor di Focal è stata incentrata sulla presentazione tecnica delle tantissime soluzioni ad alta tecnologia che permettono agli Utopia Main di avere le prestazioni di cui sono capaci e che discendono tra l’altro da oltre 20 anni di esperienza della divisione Pro Audio. Qui il grande protagonista è stato Sylvain Gondinet, che ci ha dato conto con approccio rigoroso ma al contempo accessibile delle scelte progettuali dei grandi monitor Focal.

Gondinet ha chiarito subito che si tratta di prodotti destinati ai grandi studi di registrazione e post-produzione, nonché ai sound engineer e musicisti con una facility realmente professionale a disposizione.
Nel realizzare l’amplificazione dedicata agli Utopia Main i progettisti Focal hanno mirato a un dispositivo il più possibile naturale e trasparente: per ottenerlo hanno impiegato un circuito in classe H operante in Current-Mode, dal quale hanno ottenuto un risultato end-to-end capace di far registrare la più bassa distorsione armonica mai misurata nella loro camera anecoica. Sylvain ci ha spiegato che migliore è il controllo del pilotaggio in corrente e migliore risulta il controllo della forza applicata ai singoli altoparlanti.

La loro impedenza varia infatti in funzione della frequenza del segnale riprodotto, della temperatura ambientale e della posizione della bobina mobile rispetto al traferro: in queste condizioni una tradizionale amplificazione in voltaggio, tipica dei circuiti a transistor, conduce a distorsione perché la forza applicata agli altoparlanti varia in funzione della variazione di impedenza.
Ciascun monoblocco di amplificazione contiene in realtà più amplificatori, uno per ciascun driver del diffusore. Il segnale mono di un canale di ingresso viene quindi splittato da un crossover operante in analogico e poi inviato all’amplificazione di ciascuna via. L’uscita del monoblocco avviene tramite due connettori multipolari Neutrik, uno destinato a portare i segnali amplificati destinati a woofer e midrange, e uno a tweeter e LED frontale di illuminazione del logo Focal. Dietro uno sportellino normalmente chiuso vi sono i controlli dedicati all’installatore: il trimmer di volume per il livello di ciascun driver, un EQ shelving su bassi e alti, due filtri parametrici tra 20 Hz e 1 kHz per correggere buchi o picchi prominenti dovuti all’ambiente, gli interruttori che compensano il montaggio a incasso e l’occlusione dei condotti reflex con delle spugne opzionali, la disattivazione del LED frontale di accensione e della modalità stand-by, e infine la regolazione della sensibilità di ingresso per abbinarsi a diverse sorgenti: questa sezione è definita “Integrator Mode” da Focal in quanto le numerose possibilità di personalizzazione che offre sono ovviamente sfruttabili al meglio solo da un system integrator qualificato che possa fare un’analisi delle effettive prestazioni in ambiente e agisca di conseguenza sui controlli per ottimizzarle. Nulla tuttavia vieta all’utente esperto di agire in proprio. Tutte queste specificità fanno capire perché questi amplificatori sono inclusi nella fornitura degli Utopia Main e costituiscono parte integrante del loro progetto: non a caso Focal esclude che i diffusori siano pilotabili con un’amplificazione diversa.

Il tweeter è un vero e proprio concentrato di tecnologia: ha una cupola invertita da 1,5” realizzata in pregiato berillio e forgiata a M. Tale forma aumenta la rigidità della membrana e favorisce da un lato la linearità e dall’altro la dispersione angolare. La cupola gode di una sospensione elastica in un materiale sintetico denominato Poron, ovvero un poliuretano espanso a cellule calibrate semichiuse dotato di eccellente ritorno elastico. Lateralmente la sospensione forma un sistema smorzante che trasforma il movimento assiale del tweeter in un movimento laterale e arriva così a dimezzare la distorsione armonica in gamma alta.

La bobina mobile ha ben 25 mm di diametro e permette di usare un avvolgimento di filo conduttivo più leggero in modo da ridurre la massa in movimento. Dietro la cupola c’è una guida d’onda posteriore per ridurre le interferenze distruttive della parte posteriore del tweeter, mentre il carico acustico è infinito per evitare la compressione della membrana e non limitarne così la libertà e velocità di movimento.
Il midrange usato negli Utopia Main è fortemente impressionante, per la sua forma concava e la rigidissima membrana sagomata a W dall’aspetto di una pietra. Ricordiamo qui che la membrana a W è una specialità Focal che deriva da un sandwich a tre strati di fiberglass/foam/fiberglass.

In realtà essa è rigidissima ma leggerissima, è pensata per piccole escursioni sotto carico e secondo il costruttore fornisce una approssimazione della forma planare della waveform perché emula il comportamento di un pistone puro. Il magnete è potente ma molto compatto per non generare risonanze nella parte posteriore della membrana. Per dare un’idea della qualità costruttiva di questo altoparlante, Focal effettua una selezione tra più esemplari che permette di abbinare l’unità destra e quella di sinistra entro +/- 0,2 dB, una tolleranza davvero bassissima per un componente acustico. La sospensione integra in sé un Tuned Mass Damper (TMD), ovvero uno smorzatore di movimento a massa accordata. L’uso del TMD consente di contenere le escursioni dell’altoparlante quando cessa lo stimolo acustico che ne eccita il movimento, portando così a un dimezzamento della distorsione armonica tra 1 e 3 kHz che si avrebbe senza tale accorgimento.
Il woofer impiegato infine è un poderoso 13” con cestello in fusione con bracci sottili e molto rigidi per lasciare ampia libertà di circolazione dell’aria al retro della membrana e così diminuirne le distorsioni. A questo risultato contribuiscono anche la robusta sospensione e la conseguente elevata capacità di escursione. I risultati finali sono quelli di una elevatissima capacità dinamica abbinata a bassissime distorsioni, un binomio raro da ottenere. La membrana ha anch’essa una conformazione a W ed è costituita da un sandwich di più materiali, mentre il potente magnete garantisce un’elevata capacità di pilotarla.
Infine, l’ultimo ma fondamentale elemento che contribuisce grandemente alle prestazioni di qualsiasi diffusore è il cabinet. Focal ne è pienamente consapevole e quindi ha curato molto il mobile degli Utopia Main: tutta la cassa è fatta di materiale spesso 30 mm in modo da garantire rigidità e inerzia alle ampie pareti di questi grandi diffusori, e inoltre internamente vi sono dei rinforzi (“bracing network”) che hanno il compito di congiungere tra loro i diversi lati e smorzare così l’insorgere di ogni vibrazione. Vista la grande dimensione del cabinet e la sua conseguente ampia volumetria, si è ritenuto anche di utilizzare internamente un risuonatore a un quarto d’onda per annientare le risonanze modali più prominenti e rendere così gli Utopia Main assolutamente neutri al suono e probabilmente anche come carico elettrico visto dall’amplificatore: è noto infatti che l’impedenza di un diffusore a mobile chiuso si impenna in prossimità della sua frequenza di risonanza, mentre ogni azione per smorzare tale risonanza ottiene il risultato si limitare tale escursione di impedenza.

Lo studio del cabinet ha richiesto una misurazione molto accurata delle sue vibrazioni e deformazioni: gli ingegneri di Focal hanno quindi sviluppato una misura su ben 268 punti allo scopo di capire cosa vibrava di più, a quali frequenze, e quindi dove intervenire con le azioni che sono state descritte poco più sopra.

Anche i grandi condotti reflex sono stati oggetto di studio approfondito, in questo caso in termini di fluidodinamica: si è quindi optato per una sezione molto, molto elevata della bocca esterna allo scopo di eliminare totalmente ogni rumore dovuto alla turbolenza dell’aria, anche a volumi elevati, e inoltre si è agito arrotondando tutte le estremità in modo da evitare la diffrazione indotta dagli spigoli vivi. Focal rende disponibili anche dei tappi in spugna poliuretanica allo scopo di occludere tali condotti nel caso che la posizione di installazione e l’orientamento dell’utente ritengano eccessivo l’apporto di bassi del sistema reflex.
Fin qui una “lista della spesa” di tutte le tecnologie impiegate, che però sarebbero inutili se non inserite in un progetto basato su una visione globale e finalizzate tutte all’ottenimento di ben specifici vantaggi prestazionali. Per questo ho molto apprezzato in finale di presentazione che sia stata la stessa Focal a proporre questo ragionamento, e che quindi in una slide apposita della presentazione di Gondinet abbia voluto legare ciascuna scelta tecnologica adottata a un preciso risultato sonoro e quindi a un beneficio all’ascolto, proprio nell’ottica complessiva di realizzare un diffusore monitor di fedeltà assoluta e dalla prestazione senza compromessi.
Prezzi, caratteristiche, mercato
I Focal Utopia Main sono diffusori indirizzati a un mercato squisitamente professionale, e quindi i prezzi riflettono il loro status di “strumento di lavoro” per un impianto produttivo a tutti gli effetti quale è uno studio di registrazione. Con un prezzo raccomandato di 26.000 € per una coppia di Utopia Main 112 e 46.000 € per una coppia di Utopia Main 212 (amplificazioni incluse) va però osservato che questi monitor hanno un listino addirittura basso in rapporto a quanto offerto sia in termini tecnologici che squisitamente prestazionali e musicali, e che si posizionano molto aggressivamente rispetto alla principale concorrenza.
Di seguito le loro principali caratteristiche tecniche:

Caratteristiche, dimensioni e prezzi circoscrivono naturalmente il mercato di tali diffusori all’ambiente degli studi di registrazione e altre facility legate al mondo dell’audiovideo e della post-produzione di alto livello, e invitiamo chi tra i nostri lettori fosse interessato a saperne di più a contattare direttamente il distributore italiano di Focal, la ben nota e affermata Algam EKO.
Considerazioni finali sull’evento del 14 novembre 2024
Non capita tutti i giorni di essere parte di un evento del genere, soprattutto in un mondo come quello della produzione musicale che in questo periodo sta un po’ inciampando su se stesso a causa dei prezzi in caduta libera di molto gear economico, che talvolta finiscono per uccidere le marginalità necessarie a fare seriamente ricerca e sviluppo. Per fortuna alluni costruttori come Focal mantengono una dimensione e un mindset tali da restare ancorati ai robusti contrafforti di un modello di sviluppo e produzione fatto di studio molto serio e di progettazione senza compromessi, e i risultati si vedono ampiamente come in questo caso.
Inoltre la possibilità di visitare una fabbrica hi-tech, di parlare direttamente coi progettisti e con tutte le altre appassionatissime persone che stanno dietro all’allestimento di un prodotto complesso come gli Utopia Main costituisce il grande plus di eventi di questo tipo, specie in un mondo in cui si sta perdendo il contatto diretto con queste realtà a causa di discussioni sui social media che talvolta contribuiscono ad abbassare il livello della discussione tecnica: sul web infatti troppo spesso tutto diventa “bianco o nero”, “eccezionale o scadentissimo”, e la polemica complottista è sempre in agguato. In occasioni di networking come questa invece hai la possibilità di confrontarti con tanti appassionati professionisti, fare domande, discutere opinioni e punti di vista tecnici con un livello di approfondimento ben più alto.
Se poi la lunghissima e impegnativa giornata si conclude anche assaggiando i vini e il peculiare cibo da La Vinifacture, ovvero una cantina urbana di Saint-Étienne ove ci siamo ritrovati a indovinare vitigni e discutere di monitoraggio allo stesso tempo… Cosa vuoi di più dalla vita?

