M-Audio BX5-D3, il massimo del minimo

Il nuovo monitor con woofer da 5” di M-Audio viene venduto a uno street-price inferiore ai 200 Euro/coppia ed è l’ultimo di una lunga serie di diffusori da studio esuberanti e gagliardi. L’abbiamo messo in test per scoprire cosa è capace di fare…

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M-Audio produce da anni dei monitor da studio di prezzo contenuto e carattere estroverso: apprezzati forse più in USA che in Europa, gli M-Audio non hanno magari fama di essere i monitor più raffinati e fedeli sul mercato, ma piuttosto di offrire tanto in termini di suono e volume in cambio di un prezzo di acquisto sempre molto abbordabile. Chi mi conosce sa che sono un fedele estimatore del monitoraggio lineare e pulito e che, ricordando sempre la fondamentale importanza che hanno i monitor nel processo produttivo musicale, invito tutti a spendere “di più” pur di avere un ascolto fedele e inappuntabile. Per queste ragioni, i monitor M-Audio e il loro approccio “tanto a poco” non sono mai stati in cima alla mia personale lista di prodotti raccomandati.

Con la nuova generazione D3 della classicissima serie BX ho tuttavia capito subito che le cose erano cambiate, e che il costruttore statunitense aveva deciso di andare “oltre” alle prestazioni generose ma non sempre rigorose delle precedenti serie: basta infatti un’occhiata superficiale per capire come il BX5-D3 sia un monitor costruito in maniera intelligente e tenendo nel debito conto i parametri di accuratezza sonora e fedeltà. Ho così deciso di chiederne una coppia in prova al distributore, e devo dire che non mi sbagliavo affatto.

Altoparlanti e tecnologia

Il nuovo BX5-D3 è un monitor estremamente compatto (176 x 197 x 254 mm, L x P x A) e bello pesante (5,6 kg) per le sue dimensioni. La qualità costruttiva appare molto buona in assoluto, e sorprendente rispetto al prezzo: per una cifra simile a quella che altro costruttori richiedono per diffusori multimediali monoamplificati che non possono propriamente definirsi “monitor da studio”, M-Audio fornisce una coppia di “casse” realizzate con buoni materiali e assai ben curate dal punto di vista costruttivo. Il cabinet è realizzato in pesante MDF inappuntabilmente rivestito in vinile nero. Gli spigoli superiori e inferiori sono smussati per prevenire le diffrazioni, mentre il frontale ha forma in rilievo la cui parte centrale che accoglie gli altoparlanti è in materiale morbido a effetto gommoso. Non ci sono spigoli ma solo svasature curve nel raccordo altoparlanti-pannello frontale, a tutto beneficio del contenimento delle diffrazioni, e il tweeter è di fatto incassato in una guida d’onda che ne sagoma la dispersione e ne mantiene ampia e stabile l’immagine sonora. Il profilo gommato che accoglie i due altoparlanti riprende la forma “a serratura” che è tipica dei monitor M-Audio, e permette il fissaggio dei due componenti senza alcuna vite a vista in modo da mantenere il più pulito possibile il fronte di emissione. Tra woofer e tweeter è incastonato un piccolissimo led bianco che splende al massimo quando il monitor è puntato precisamente verso il fonico. Questo accorgimento aiuta a inclinare i BX5-D3 nella configurazione di ascolto più corretta.

Anche il pannello posteriore evidenzia un’elevata cura costruttiva, con la bocca di accordo del reflex che carica il woofer realizzata in plastica rigida e dal profilo svasato per evitare turbolenze. Nella confezione del monitor è fornito un tappetino di neoprene per disaccoppiare il diffusore dal piano di appoggio nel caso si rilevino vibrazioni di quest’ultimo.

Il woofer è un componente da 5” realizzato in Kevlar intrecciato e con la membrana a profilo curvo. Centralmente il componente ha una larga cupola parapolvere, e il costruttore afferma che la sua costruzione è stata studiata in modo da garantire una notevole indennità ai break-up grazie agli elevati parametri di rigidità e leggerezza. Ricordiamo in questa sede che il break-up si verifica quando l’altoparlante, sollecitato da elevate correnti di pilotaggio, perde la sua rigidità (soprattutto alle frequenze più alte del suo range di funzionamento) e quindi comincia a vibrare in maniera scomposta, allontanandosi dal comportamento del pistone perfetto. Questo comportamento induce vari tipi di distorsione, e in ultima analisi un suono sporco, sfocato e colorato a media frequenza.

Il tweeter è un tradizionale componente da 1” con cupola in seta naturale termoformata. Fate solo attenzione all’integrità di questo piccolo componente quando maneggiate i BX5-D3 visto che esso non gode si alcun tipo di protezione. Per il tweeter il costruttore dichiara una risposta particolarmente estesa in alto, visto che il limite superiore è indicato in ben 35 kHz. Chi scrive è profondamente convinto che una risposta in frequenza estesa ben oltre le capacità uditive dell’essere umano non sia affatto inutile, ma anzi contribuisca in genere a un suono più aperto e pulito anche alle frequenze ancora avvertibili da noi uomini.

Venendo all’elettronica, le specifiche sono piuttosto stringate: i due componenti si incrociano alla frequenza di 2,5 kHz, ma nulla sappiamo della pendenza e topologia di filtraggio utilizzata. I due altoparlanti sono amplificati con ampli in classe AB separati, con potenze di 60 Watt per il woofer e 40 Watt per il tweeter: si tratta di potenze abbastanza elevate per un monitor così compatto, che certamente contribuiscono a quel carattere esuberante che poi troveremo alla prova d’ascolto. Le connessioni del pannello posteriore sono su XLR bilanciato e su jack TRS adatto al collegamento sia bilanciato che sbilanciato. Il monitor ovviamente si connette direttamente alla rete elettrica, e grazie a un cambiatensioni integrato può lavorare sia ai 220/240 Volt delle reti europee che ai 100/130 di quelle USA e Japan. Sul fronte dei controlli, il diffusore M-Audio dispone di una manopola per la regolazione della sensibilità di ingresso abbastanza ampia, nonché di un solo controllo a levetta definito Acoustic Space che attenua di 2 o 4 dB i segnali nell’intorno degli 85 Hz in caso di posizionamenti vicino a tavoli o pareti che enfatizzino i bassi. Il fronte delle protezioni è robustamente equipaggiato in quanto il BX5-D3 è protetto contro le interferenze a radiofrequenza, contro la sovratemperatura e la sovracorrente di uscita, contro il transiente di accensione e le frequenze subsoniche. Un fusibile di protezione è integrato nella presa IEC di alimentazione e in caso di bisogno può essere sostituito senza aprire il monitor. Complessivamente si rimane stupiti di quanta cura costruttiva e nei materiali M-Audio sia riuscita a distillare in questo monitor a fronte del suo prezzo.

Ascolto

Il monitor M-Audio dichiara subito di gradire un buon rodaggio poiché appena estratto dall’imballo denuncia un suono un po’ rigido e poco eufonico: “Sarà il Kevlar” mi dico, visto che recentemente anche altri monitor con woofer in questo materiale hanno dimostrato di gradire un trattamento in grado di “sciogliere” le sospensioni e assestare le membrane. Nel caso dei BX5-D3, il tempo di rodaggio direi che vale sulle 30 ore, dopo le quali il timbro si “slega” e si propone con la sua identità reale che manterrà fino alla fine del test. La prima sensazione è quella di un diffusore molto più grande delle dimensioni fisiche del piccolo monitor M-Audio: il suono è imperioso, importante e niente affatto timido. Non c’è accenno di scatolarità, di compressione della dimensione sonora. La sonorità del BX5-D3 è dunque vivace, dinamica e abbastanza proiettata in avanti. Il basso c’è, il volume c’è, la scatola sonora c’è: niente da dire, questo è decisamente un monitor destinato a chi vuole emozionarsi mentre suona e mixa.

L’andamento della curva di risposta in frequenza che si percepisce in ambiente denuncia un basso non profondissimo (e vorrei vedere! viste le dimensioni) ma comunque presente ed energetico, una gamma sui 100/120 Hz con un filo di prominenza, un medio tutto avanti nella più piena tradizione monitor e infine un sovracuto esteso, pulito e per niente trapanante. Non siamo davanti a un monitor riposante o peggio dimesso, ma nemmeno a un arnese in grado di stancare dopo venti minuti: direi proprio che “emozionante” e “vivace” (a costo di ripetermi) sono le parole più adatte per descriverlo. La presenza della gamma bassa consiglia una disposizione tra 30 e 50 cm lontana dalle pareti (il reflex posteriore non c’entra nulla con tutto questo…) e una distanza monitor-ascoltatore di 1,30/1,50 metri: in queste condizioni si può godere di un’emissione complessivamente equilibrata, una scatola sonora ampia ed estesa oltre i limiti fisici dei diffusori e una buona immagine. Il BX5-D3 non è un monitor radiografante che fa “a pezzi” il segnale in transito, ma al contrario propone una sua rappresentazione compatta e comunque dettagliata e analitica. L’estensione spaziale è ottima in larghezza e altezza, mentre la profondità non è elevatissima e la rappresentazione assume così un sapore “2D” che si sviluppa soprattutto sulla linea ideale che congiunge le due casse. Lo sweet-spot è abbastanza esteso ma per ottenere la migliore focalizzazione è bene non muoversi troppo davanti ai  diffusori, rimanendo dunque fissi al proprio posto di lavoro: spostamenti del fonico di oltre 40 cm finiscono per evidenziare uno sfaldamento del fronte sonoro e un netto prevalere del monitor più vicino alle orecchie.

La tenuta in potenza è ottima, davvero ottima: il BX5-D3 non si scompone anche quando lo si spinge piuttosto forte, e quindi non cambia carattere, non si indurisce, non distorce fino ai limiti espliciti dell’amplificazione. Questo fa sì che si tratti probabilmente della migliore scelta per chi voglia un monitor low-budget con cui lavorare a volumi medi e alti.

Complessivamente la resa timbrica appare equilibrata, non riposante ma equilibrata: con questi monitor è davvero difficile sbagliare un mix. Basta avere l’accortezza di regolare con “onestà intellettuale” il comando Acoustic Space e quindi togliere 2 o anche 4 dB alle frequenze più “boomy” nella maggior parte degli ambienti: azionando questo comando, l’emissione in basso si pulisce subito e perde quella tendenza a “imballare” un po’ i bassi che il monitor sembra dimostrare se le attenuazioni non sono ingaggiate.

Concludo gli ascolti con la convinzione che il mercato offre certamente anche altri monitor di basso costo che sono almeno altrettanto fedeli, ma anche che questo è quello che costa meno, suona più forte ed è più divertente: non v’è dubbio che il piccolo ma coraggioso BX5-D3 ha un suo ben preciso spazio sul mercato!

 

Conclusioni

M-Audio BX5-D3 rappresenta probabilmente il miglior acquisto per chi voglia dotarsi di un monitor che costi davvero poco ma che suoni comunque in maniera gagliarda ed emozionante. Questa personalità, da sempre tratto distintivo dei diffusori da studio M-Audio, si sposa con un comportamento comunque corretto e capace di produrre mix puliti e privi di aberrazioni tonali. La nuova serie D3 si conferma dunque un decisivo passo avanti rispetto a quelle precedenti, mentre la costruzione curata consente di usare questo monitor con confidenza e senza paura di incorrere in distorsioni o compressioni dinamiche fino a livelli anche piuttosto sostenuti. Il prezzo suggerito, pari a 198 Euro la coppia, deve intendersi come “absolute minimum” per questa categoria di prodotti: davvero non vale la pena spendere qualche decina di Euro di meno per poi ritrovarsi monitor multimediali che non reggono minimamente il confronto con questo BX5-D3 in termini di tenuta in potenza, estensione in basso, qualità costruttiva. Se dunque volete spendere davvero poco, avere un monitor con cui divertirvi e nel contempo non sbagliare i mix, questo monitor M-Audio è per voi.

 

Scheda tecnica

Prodotto: M-Audio BX5-D3
Tipologia: Monitor amplificato, due vie

Dati tecnici dichiarati dal costruttore:
Low Freq. Driver: 5 inch (127mm) Kevlar curved cone with high temperature voice coil and damped rubber surround. Magnetically shielded
High Freq. Driver: 1 inch (25mm) magnetically shielded natural silk dome
Frequency Response: 52 Hz – 35 kHz
Crossover Frequency: 2.5kHz
Low Freq. Amplifier Power: 60W
High Freq. Amplifier Power: 40W
Maximum Peak SPL: 110 dB SPL – Full Bandwidth Pink Noise Measured
Input Sensitivity: -10dBU
Input Connectors: 1x XLR balanced input connector 1x TRS balanced/unbalanced input connector
Input Impedance: 10kΩ balanced, 20kΩ unbalanced
Polarity: Positive signal at + input produce outward LF cone displacement
Protection: RF interference, output current limiting, over temperature, turn on/off transient, subsonic filter, external mains fuse
Power: Voltage: 100–120V, 50/60 Hz / 220–240V, 50/60 Hz Consumption: 100W
Fuse: 220–240V~ T1AL 250V / 100–120V~ T1.6AL 250V
Cabinet: Vinyl-laminated high-acoustic-efficiency MDF
Dimensions (Width X Depth X Height): 6.9” x 7.8” x 10” / 176 x 197 x 254 mm
Weight: 12.3 lbs, 5.6kg

Prezzo: 99,00 Euro l’uno (suggerito)
Distributore: Soundwave

 

FAQ

La bocca reflex posteriore mi costringe a tenere questi monitor più lontano dal muro di quelli con reflex anteriore, vero?
Assolutamente no, quella che i reflex posteriori abbiano bisogno di spazio tra diffusore e muro, mentre i reflex anteriori possano essere messi anche attaccati alla parete di fondo, è una leggenda metropolitana senza fondamento tecnico dura a morire. L’importante è solo che la bocca del reflex non sia tappata dalla collocazione troppo vicina al muro. Per questo diffusore, comunque, M-Audio indica una distanza minima dalla parete posteriore di 30 cm.

Perché questi monitor sarebbero superiori ai monitor “multimediali”?
In anni recenti il mercato si è riempito di monitor definibili come “multimediali” in quanto adatti soprattutto ad ascoltare musica e l’audio dei videogame col computer. Si tratta in genere di unità di piccole dimensioni, con woofer da 3 o 4 pollici, prezzo tra i 70 e i 150 Euro, un unico modulo di amplificazione stereo con potenza piuttosto bassa che alimenta entrambi i diffusori e risiede solo nel diffusore “Master” (l’altro, detto “Slave”, è passivo ed è collegato con un cavetto di potenza a quello principale). La loro costruzione è economica, e la fedeltà è proporzionata agli impieghi multimediali previsti. Non possono insomma definirsi veri monitor da studio, mentre l’M-Audio BX5-D3 lo è, seppur appartenente alla fascia economica: le differenze rispetto ai “multimediali” sono costituite dall’impiego di un woofer in genere più grande (almeno 5”), l’uso della biamplificazione (ampli separati per woofer e tweeter), maggiore estensione in basso, maggiore fedeltà complessiva, potenza più elevata.

Posso usare questi monitor anche per piccoli live o qualche festa privata?
Usare monitor di queste dimensioni in ambienti superiori ai 25 mq e ad alta potenza per molte ore vuol dire stressare profondamente un prodotto che non è nato per questo uso, e correre magari il rischio di danneggiarlo definitivamente. Oltretutto questi sistemi non hanno protezioni fisiche davanti agli altoparlanti, e quindi c’è anche il rischio che qualcuno li danneggi meccanicamente urtandoli o toccandoli. Molto meglio rivolgersi a diffusori PA (Public Address): sul mercato ne esistono di tantissime marche e modelli, anche con prezzi contenuti.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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