Apogee Symphony Desktop, qualità assoluta anche in casa e in viaggio

Da sempre Apogee è sinonimo di interfacce audio di livello top, e la serie Symphony è il suo prodotto di punta per gli studi professionali. Ora però arriva un’interfaccia 2 In/6 Out che promette la stessa qualità anche in formato desktop e mobile.

 

La serie Symphony MkII di Apogee comprende delle interfacce audio modulari di qualità altissima ed è tipicamente indirizzata agli studi di registrazione professionali: si può scegliere il numero di I/O, la presenza o meno di preampli microfonici a bordo, il bus di collegamento col computer. Se le features e il suono sono tipicamente professionali, il prezzo è però altrettanto “pro” visto che si parte dai 3.000 Euro e si può più che raddoppiare aggiungendo moduli.

La complessa, qualitativa e impeccabile realizzazione di una Apogee Symphony MkII da studio

La nuova Symphony Desktop è però destinata ad allargare la platea di coloro che potranno beneficiare del leggendario suono Apogee, e si rivolge al musicista domestico e a quello che è sempre in viaggio.

Apogee Symphony Desktop è dunque un’interfaccia audio su bus USB che offre due canali di ingresso e sei canali di uscita nel mondo analogico, fino a otto canali di I/O digitale su porta ottica TOSlink  che gestisce ADAT e  S/PDIF, un DSP integrato per far girare degli effetti proprietari senza appesantire la CPU del computer, una porta MIDI su USB per collegare master keyboard dotate di tale tipo di connessione. Il supporto software è per MacOS come da tradizione della casa, ma anche per Windows 10 e per iOS su Apple iPad Pro.

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Gli ingressi

Symphony Desktop ha due ingressi analogici su tradizionali connettori combo jack-XLR posti sul pannello posteriore. I preamplificatori montati hanno fino a 75 dB di gain a disposizione per gestire anche i microfoni con bassissimo segnale di uscita, ed è implementato un sistema di emulazione di diversi tipi di preamp vintage attraverso un sistema combinato hw + sw: tramite la Alloy Mic Preamp Emulation infatti è possibile caricare dei plug-in proprietari che modificano l’impedenza fisica dell’ingresso e in più modellizzano in software altre caratteristiche sonore. Al momento sono forniti in dotazione i modelli British Solid State e 50s American Tube. È qui presente la Advanced Stepped Gain Architecture che fornisce un rumore di ingresso estremamente basso e distorsioni molto contenute con qualsiasi tipo di sorgente.

In alternativa agli ingressi posteriori, un input frontale ad alta impedenza può collegare una chitarra o un basso. È basato su transistor a effetto di campo (FET) che il costruttore afferma gli donino una sonorità simile a quella di un ampli valvolare per chitarra.

 

Le uscite

Le sei uscite analogiche di Symphony Desktop sono così ripartite:

  • due uscite Left e Right su jack TRS bilanciato per i diffusori monitor (pannello posteriore);
  • un’uscita cuffia stereo frontale su jack 6,35 mm adatta a pilotare ad alto volume cuffie di qualsiasi impedenza;
  • un’uscita cuffia stereo posteriore su mini-jack 3,5 mm adatta a cuffie ad alta efficienza.

Le tre coppie di uscite sono gestibili via software in maniera indipendente e quindi possono avere assegnazioni e volumi diversi.

 

Gli altri collegamenti

Il pannello posteriore ospita una coppia di connettori TOSlink ottici che possono essere configurati via software per portare un segnale digitale stereo in formato S/PDIF oppure un segnale digitale fino a otto canali in formato ADAT. In quest’ultima modalità sarà eventualmente possibile espandere il numero di canali di ingresso di Symphony Desktop tramite uno dei tanti preamp/convertitori con porte ADAT in commercio, anche se è necessario ricordare ai neofiti del digitale che la qualità di conversione A/D dei segnali acquisiti attraverso tale percorso è quella del preamp che effettua la conversione e non dell’interfaccia master (la Apogee, in questo caso).

Il collegamento al computer host avviene su una porta USB-C (no, niente Thunderbolt…), mentre una porta USB-A consentirà il collegamento di una tastiera musicale master con output MIDI-over-USB, alla quale la Symphony Desktop farà da host.

L’alimentazione è inevitabilmente esterna, viste le elevate richieste di corrente di una circuitazione di questo livello di qualità e sofisticazione.Apogee-Symphony-Desktop-Back-1920

Il software

Come accennato sopra, Apogee Symphony Desktop usa dei plug-in proprietari per modellare il suono secondo i canoni timbrici e le funzioni di elaborazione più richiesti.

Gli ingressi Alloy Mic Preamp (AMP) permettono, sotto il governo del software, di modificare le caratteristiche di impedenza, risposta ai transienti e distorsione caratteristica dello stadio hardware di ingresso, mentre poi una successiva elaborazione in DSP aggiunge e rifinisce ulteriormente il carattere sonoro. I modelli offerti richiamano il preamp Neve 1066 e un circuito valvolare americano degli anni ’50.

Apogee-Symphony-Desktop-alloy Mic Preamp

Le funzionalità di channel strip sono poi fornite dal plug-in Symphony ECS, che la casa afferma essere stato ottimizzato da Bob Clearmountain. Possiede un EQ a tre bande più filtro passa-alto, compressore con funzionalità di compressione parallela e stadio di saturazione in uscita. Questo plug-in può operare sia in modalità nativa sulla CPU del computer, che soprattutto appoggiandosi sul DSP interno in modo da offrire latenza zero e carico zero.

Apogee-Symphony-Desktop-ECS-Channel-Strip-2

È infine incluso anche il processore di riverbero Symphony Reverb.

A questa dotazione di base si possono aggiungere ulteriori plug-in Apogee se si acquista per 100 $ in più il pacchetto Symphony Desktop FX Complete: esso include Pultec EQP-1A, Pultec MEQ-5, ModEQ 6, ModComp e Opto-3A, che da soli valgono 499 $ e che possono girare sia sul DSP interno che nativamente sul PC collegato.

Una funzione presente nel software di controllo permette di stabilire in quale percorso vengano inseriti i plug-in: solamente in monitor ma senza venir registrati (Monitor FX), solo sul segnale in registrazione (Print FX) o in entrambi i percorsi (Dual Path).

 

Compatibilità e controlli

Apogee Symphony Desktop è compatibile coi seguenti hardware e sistemi operativi:

  • Mac: MacOS 10.12 o successivo
  • iOS: iOS 13
  • PC: Windows 10 Anniversary update o successive

Da notare che la casa richiede configurazioni di macchina ben precise: in ambito iOS si cita la compatibilità solo con iPad Pro, mentre in ambito desktop è richiesto un processore i7 Quad Core sia per Mac che per PC.

La massima qualità di registrazione possibile è di 192 kHz di sampling rate e 24 bit di risoluzione.

Come sempre sarà disponibile una app Apogee per il controllo di tutte le funzioni, ma in realtà Symphony Desktop si comanda benissimo anche direttamente dal pannello frontale con capacità touch: da esso infatti è possibile settare la selezione, il gain e le caratteristiche di preamplificazione degli ingressi nonché l’indirizzamento (routing) delle uscite.

Per gli utenti di Logic X su Mac è prevista un particolare livello di integrazione con la DAW che consente di gestire Symphony Desktop direttamente dall’interno di Logic senza bisogno di ulteriori app di controllo.

 

Prezzi e disponibilità

Non sono stati ancora annunciati i prezzi per l’Europa ma negli USA la Symphony Desktop sarà venduta a 1.299 $ nella versione standard (inclusi i plug-in base) e a 1.399 $ per quella dotata della collezione opzionale di plug-in (FXComplete). Da noi è quindi lecito aspettarsi qualcosa di simile, ricordandosi sempre che i prezzi americani sono senza IVA: potremmo stare sui 1.299 € ivati per la versione base, e 100 € in più per la versione FX Complete, ma sono valori che il distributore italiano sta ancora verificando. La disponibilità è prevista nel primo trimestre 2020.

 

Dubbi, domande e perplessità

In un mercato che offre interfacce audio con 8 In/8 Out a meno di 200 Euro ci sarà sicuramente chi sui social dirà che i 1.300 € di Symphony Desktop sono “una rapina” per due soli ingressi. Ovviamente questa è un’interfaccia che è destinata a un’utenza che ha la qualità audio nel massimo interesse e che deliberatamente ricerca il tipico suono Apogee, lucido, perfetto e scintillante. Se la casa californiana sarà dunque in grado di dimostrare in prova che la qualità audio di Symphony Desktop è davvero all’altezza della nobile serie rack da cui prende il nome, allora il prezzo dovrà considerarsi assolutamente equo, anche se esposto alle insidie di concorrenti come Antelope e UAD.

Per quanto riguarda dimensioni e portatilità, Symphony Desktop è un’interfaccia audio piccola ma non piccolissima, e che richiede necessariamente un alimentatore esterno. Anche qui la cosa può essere un deal-breaker per chi cerca la portatilità e la compattezza in assoluto, ma se si vuole davvero la qualità audio dei migliori modelli Apogee direi che si deve essere disposti ad accettare un cabinet cicciotto perché evidentemente molto “pieno” di roba e di qualità.

Insomma, aspettiamo come sempre di provarla, ma per intanto la Symphony Desktop si preannuncia interessantissima e capace di alzare ulteriormente il livello qualitativo ottenibile in uno studio domestico o in una stanza d’albergo.

Per maggiori informazioni

Soundwave

 

Disclaimer

Questo articolo di presentazione è stato redatto sulla base delle informazioni presenti sul sito ufficiale Apogee alla data del 15 gennaio 2020. Non sostituisce una recensione e le informazioni riportate devono intendersi preliminari.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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