Arturia MiniFuse 2, piccola ma potente

Il nuovo range di interfacce audio del costruttore francese va a completare verso il basso l’offerta Arturia basata finora sulla serie AudioFuse. Qui analizzeremo il modello 2 In/2 Out, quello centrale della serie, versatile e ben fatto in rapporto al basso prezzo.

 

MiniFuse 2 è probabilmente il prodotto più interessante della nuova serie di interfacce audio entry-level di Arturia: coi suoi due ingressi e due uscite nel dominio analogico consente la registrazione stereo e la connessione a una coppia di monitor amplificati. Ricordiamo qui che la serie è completata anche da altri due modelli con numero diverso di I/O, i cui dettagli potete trovare qui nel nostro articolo redatto al momento della loro prima presentazione.

Questa MiniFuse 2 si presenta piccola e compatta, ma assai ben realizzata a partire da materiali di qualità tra cui lo chassis in metallo. Siamo davanti a un’interfaccia audio 2 In/2 Out con connessione USB-C al computer (protocollo USB 2.0), alimentazione da bus USB, supporto di sampling rate fino a 192 kHz, supporto per MIDI I/O su DIN pentapolare, ricco corredo software in dotazione.

 

Conosciamo l’hardware

Sul frontale tutto è disposto in maniera chiara e vorrei dire “leggibile”, nel senso che l’architettura dell’interfaccia, le sue funzionalità e le operazioni da fare sono tutte immediatamente comprensibili con un’occhiata. I due ingressi a disposizione si affacciano su connettori combo XLR/jack in grado di accettare segnali Mic, Line e Instrument. Quest’ultima connessione andrà utilizzata per attaccare a MiniFuse 2 una chitarra, un basso o anche un piano Rhodes di vecchia generazione, e sarà abilitata premendo il tasto marcato con una chitarra elettrica. Se invece vi è necessità di connettere microfoni da alimentare via Phantom Power, allora il pulsante “48 V” si incaricherà di attivarla in contemporanea su ambo gli ingressi.

Arturia MiniFuse2 - Lo stadio di ingresso

La manopola Gain si incarica di regolare il guadagno dello stadio preamplificatore di ingresso precedente al convertitore A/D: con tutti i tre tipi di input si hanno a disposizione 56 dB di gain, che non sono tantissimi e che rendono sconsigliabile usare questa interfaccia per esempio con ricercati microfoni a nastro. D’altro canto però è meglio avere 56 dB di guadagno pulito come qui che 70 di ronzii e soffi vari, ed è del tutto improbabile che questa piccola Arturia venga destinata al supporto di microfoni particolari e costosi.

Il piccolo ma importante tocco di classe e originalità che Arturia inserisce in tutti i suoi prodotti è qui dato dal fatto che le due manopole Gain hanno una tacca traslucida e si illuminano a indicare il livello del segnale in ingresso: quando esso è semplicemente presente la manopola è illuminata in blu, mentre quando esso è in saturazione la manopola diventa rossa.

Il lato destro del frontale si incarica di gestire il monitoraggio: un LED-ladder 2 x 6 segmenti si incarica di rappresentare il livello di uscita mentre la manopola Monitor regola il volume delle due uscite principali. Poco a fianco vi è la presa cuffia da ¼” con il suo potenziometro di volume dedicato.

Arturia MiniFuse2 - La sezione Monitor

MiniFuse 2 ci offre la possibilità di un monitoraggio a latenza zero mentre si registra grazie alla possibilità di mixare il segnale diretto degli input analogici con il segnale di ritorno dalla DAW attraverso l’USB: se si deciderà di usare questa opzione bisognerà naturalmente disabilitare l’input monitoring delle tracce in registrazione in DAW, dopodiché con la manopola Mix si andrà a gestire il rapporto di volume tra segnale in ingresso che sta venendo registrato in quel momento (manopola ruotata verso “Input”) e segnale delle tracce già registrare in DAW che ci fanno da base (manopola ruotata verso “USB”). Pratico, semplice e funzionale.

Il pannello posteriore ospita il blocco di sicurezza Kensington utile per evitare furti dal vivo, due uscite L ed R su jack bilanciato da collegare direttamente ai monitor, due prese DIN per MIDI In e Out, una porta USB-A per restituire a un device ospite la porta che la MiniFuse si “mangia” sul computer, e infine la connessione USB-C. Per l’ennesima volta ricordo qui che USB-C non vuol dire automaticamente USB 3 o addirittura Thunderbolt, e infatti la MiniFuse sfrutta un normale collegamento USB 2.0 in modo da essere connessa alla totalità dei PC in circolazione oggi. La casa fornisce un cavo di collegamento da USB-C a USB-A già testato per supportare al meglio l’interfaccia.

Arturia MiniFuse2 - Il pannello posteriore

 

Il Control Center

MiniFuse Control Center è il pannello di controllo che consente di gestire questa interfaccia Arturia in una maniera più completa e immediata rispetto alla sola azione sui comandi del frontale. È infatti da qui che si sceglie la sampling rate da adottare, si aggiorna il firmware, si regola la dimensione del buffer e si attiva il Safe Mode per evitare drop-out audio. Inoltre sono rappresentati gli ingressi dell’hardware, e per essi si possono ingaggiare le modalità Instrument e Phantom Power.

Arturia MiniFuse2 - Il Control Center

MiniFuse Control Center offre anche un misuratore di livello in ingresso a video dalla risoluzione ben più elevata delle manopole Gain che si illuminano in rosso: abbiamo quindi una coppia di meter che segnano i livelli tra -60 e 0 dBFS. Degna di nota, per coloro che prima o poi nella vita si sono sentiti propinare la solita favoletta sbagliata che il livello di ingresso ideale nell’hard disk recording odierno sarebbe di -18 dBFS, l’indicazione del manuale che così testualmente recita: “The light green area of the meter, from -36dB to -6dB, is the optimal range we recommend for capturing a good signal without clipping” (“L’area verde chiaro del meter, da -36 a -6 dB, è il range ottimale che noi raccomandiamo per catturare un buon segnale senza andare in clipping”). Non è questo articolo la sede più giusta per ricordare da dove nasce il grande equivoco dei -18 dBFS che ancor oggi tante accademie audio di quartiere e youtuber acchiappaclick ripetono senza conoscere nemmeno le sue basi tecniche, ma mi sta sempre a cuore poter dare una dritta a chi comincia la sua avventura nel mondo audio a farlo nel modo migliore possibile. Grazie dunque ad Arturia per aver inserito questa informazione nel suo manuale, che certamente aiuterà tanti neofiti a non mangiarsi inutilmente preziosa risoluzione digitale durante la conversione A/D.

Da citare infine la validissima possibilità data dalla Loopback Recording Feature: in parole povere è un bus interno al computer che consente di registrare con facilità in una DAW collegata a MiniFuse l’uscita audio di un’altra applicazione in quel momento in run sullo stesso computer. Se si attiva tale modalità, si può far vedere all’audio di sistema del PC o anche a una singola applicazione che esiste una periferica audio virtuale che viene poi mandata in input a MiniFuse. Si elimina così la necessità di ricorrere a trucchetti come le uscite hardware ponticellate con gli ingressi, o a software di terze parti per registrare l’audio del PC. Chi si occupa di creare contenuti quali podcast e video apprezzerà moltissimo questa capacità di MiniFuse.

 

Corredo software

Uno dei punti di forza di questa piccola Arturia è la ricca dotazione software, che consente al suo acquirente di avere praticamente tutto ciò che gli serve per partire a fare musica col PC. Sono infatti forniti in dotazione la DAW Ableton Live Lite, il player di strumenti virtuali Arturia Analog Lab Intro, la suite di effetti Arturia FX (contiene il riverbero Rev PLATE-140, il preamplificatore vintage Pre 1973, il Delay TAPE-201 e il chorus analogico JUN-6), il simulatore di amplificatori ed effetti per chitarra Native Instruments GUITAR RIG 6 LE.

Tutti i software forniti sono ovviamente sia per MacOS che per Windows, e questo ci offre l’occasione per evidenziare come MiniFuse 2 sia ben poco esigente in termini di ambiente operativo: lavora infatti sotto OS-X 10.10 o successivi, oppure Windows 7 o successivi.

 

In azione

In questo video, Daniele Chierichetti di DKS Synth Lab ci illustra la MiniFuse 2 e la sua conversione in abbinamento ai synth:

MiniFuse si distingue per la piacevolezza dei materiali, per l’ottimo feel dei potenziometri che non sono troppo “laschi” ma al contrario dotati della giusta resistenza e soprattutto per un suono pulito e ben neutrale. Da segnalare che l’uscita cuffia non è dotata di un’enorme potenza di uscita, per cui in abbinamento a questa interfaccia andranno privilegiati i modelli a bassa impedenza e possibilmente ad elevata sensibilità.

 

Conclusioni

Arturia MiniFuse 2 è un’interfaccia audio dall’ottimo rapporto qualità/prezzo in fascia economica: offre un’operatività chiara, completa e al contempo senza fronzoli, è costruita bene, ha un bel corredo software. Le prestazioni sonore sono molto valide nell’ambito della fascia di appartenenza e possono costituire un’ottima base di partenza per iniziare a registrare voci, chitarre e altri strumenti acustici con una preamplificazione pulita e una qualità di conversione ben soddisfacente. Sicuramente uno dei prodotti da tenere in maggiore considerazione nell’entry-level delle interfacce audio.

 

Scheda tecnica

Prodotto: Arturia MiniFuse 2

Tipologia: interfaccia audio USB 2.0

Dati tecnici dichiarati dal costruttore:
Line Inputs
Input impedance: 16kΩ
Maximum input level: +22dBu
Gain range: 56dB
Frequency response 20Hz to 20kHz: +/-0.05dB (min gain)
Dynamic range: 110dB typical (A-weighted)
THD+N @ 1kHz: -100dB typical (un-weighted)

Instrument Input
Input impedance: 1MΩ on Tip
Maximum input level: +11.5dBu
Gain range: 56dB
Frequency response 20Hz to 20kHz: +/-0.06dB (min gain)
Dynamic range: 110dB typical (A-weighted)
THD+N @ 1kHz: -91dB typical (un-weighted)

Microphone Preamps
Input impedance: 2.5kΩ
Maximum input level: +9dBu
Gain range: 56dB
Equivalent Input Noise (EIN): -129dB typical (A-weighted)
Frequency response 20Hz to 20kHz: +/-0.06dB (min gain)
Dynamic range: 110dB typical (A-weighted)
THD+N @ 1kHz: -100dB typical (un-weighted)

Speakers
Output impedance: 94Ω
Maximum output level: +12dBu
Frequency response 20-20kHz: +/-0.09dB
Dynamic range: 107.5dB typical (A-weighted)
THD+N @ 1kHz: -101dB typical (un-weighted)

Phones
Output impedance: 10Ω
Maximum output level: +11.4dBu
Frequency response 20-20kHz: +/-0.09dB
Dynamic range: 104dB typical (A-weighted)
Power @ 33ohm: 137mW

Supported Sample rates
44.1kHz, 48kHz, 88.2 kHz, 96kHz, 176.4kHz, 192 kHz

Platform Requirements
Apple: OS X 10.10 or later (64 bit). Windows 7 (SP1) or later (64-bit). 64-bit Intel® Core™ or AMD multi-core processor (i5 processor or faster recommended) with 4 GB RAM (8 GB+ recommended).

Dimensioni (L x P x A): 200 x 100 x 43 mm
Peso: 431 grammi

Prezzo di listino: 149,00 (disponibile in versione bianca o nera)

Per informazioni: Midiware

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 1200 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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