Arturia Pigments 2, la versione della maturità

Dopo il grande interesse raccolto da Pigments nella sua prima edizione, lo sviluppatore francese ha fatto importanti aggiunte e migliorie che rendono questo soft-synth più interessante che mai. Andiamo dunque a vedere cosa offre in più Pigments 2, col nostro consueto dettaglio.

 

La prima versione di Arturia Pigments è comparsa a fine 2018 e subito ha attratto molti pareri positivi  grazie alla piacevolezza d’uso, all’interfaccia immediata e al buon suono. La grande esperienza della software house di Grenoble si è vista immediatamente e, anche se Pigments non introduce rivoluzioni rispetto a concorrenti accreditati come Massive e Serum, è però in grado di strappare loro molti utenti grazie al riuscitissimo mix di funzioni, accessibilità e buon suono. Inoltre, come da sua consolidata tradizione, Arturia supporta i propri soft-synth con ricchi e sempre crescenti pacchetti di preset, e anche questo è un grande valore aggiunto per gli utenti perché permette fin da subito di sfruttare approfonditamente lo strumento acquistato.

Qui di seguito daremo per acquisita la conoscenza della prima versione di Pigments ma se non ne ricordate i dettagli potete sempre rileggere il nostro approfondito test a questo link. Nelle righe a seguire ci occuperemo invece delle novità introdotte nella seconda versione, in modo da capire i progressi offerti dal nuovo software. Intanto però vale la pena di ricordare che Arturia ha reso disponibile gratuitamente la versione 2 a tutti i proprietari di Pigments 1, e che questo soft-synth è acquistabile con sconti molto elevati per i proprietari di altri pacchetti della casa. Questi ultimi ricevono in mail direttamente da Arturia delle offerte personalizzate di upgrade/crossgrade, in un’operazione che per la casa è di fidelizzazione e per il cliente di grande convenienza.

 

Nuovi generatori

L’architettura generale di Pigments non è cambiata in quanto il soft-synth si basa sempre su due Engine di generazione totalmente indipendenti tra loro e garanzia di un suono poliedrico e polimorfico.

(premi Play per vedere l’animazione dell’interfaccia)

Finora gli Engine di Pigments potevano funzionare in due modalità, Analog e Wavetable.

Il modo Analog  offre tre oscillatori con waveform classiche per generatore:Arturia Pigments 2 - L'Analog Engine

Il modo Wavetable si caratterizza invece per la possibilità di avere tabelle con 256 forme d’onda ciascuna e di costruire anche wavetable proprie tramite l’importazione di proprie waveform da 2048 sample:Arturia Pigments 2 - Il Wavetable Engine

Con la V2 si aggiunge una terza modalità di funzionamento: il nuovo Sample Engine permette infatti di importare campioni propri e di usarli anche come base per attuare la sintesi granulare. Sono disponibili sei slot (da A a F) per altrettanti campioni all’interno di ciascun Sample Engine e se lo si desidera essi possono essere mappati a diverse zone di tastiera oppure combinati secondo altre modalità che vedremo in seguito.

Arturia Pigments 2 - Il Sample Engine

Nella finestra dell’Engine si può accedere a tre tab denominate Main, Edit e Map, ognuna deputata a diverse elaborazioni dei sample caricati.

In Main ciascun campione viene visualizzato nella sua forma d’onda e si hanno a disposizione i controlli della sintesi granulare (dimensione dei grani, direzione di lettura, densità dei grani, ecc…) quando si vuole abilitare tale modalità di elaborazione audio. Assumono qui rilevante importanza diversi parametri di randomizzazione che consentono di sottoporre a casualità la densità (1), il pitch (4), la posizione di start (5), la dimensione (9), il volume (12) e la posizione stereo (11) di ciascun grano. Dosando opportunamente ciascuna di queste regolazioni si possono ottenere timbriche molto varie, ma sempre all’interno di binari ben precisi dettati dall’utente:

Arturia Pigments 2 - La sintesi granulare

In Edit ciascuno dei sei campioni a disposizione di un Sample Engine può venir regolato in intonazione, trasposizione, root note, direzione di playback, attivazione e modalità del looping, guadagno e panpot:

Arturia Pigments 2 - L'editing dei campioni

In Map si può scegliere tra diverse logiche di attivazione dei sei campioni disponibili nell’Engine: Single usa il solo sample selezionato; Key Map distribuisce i sei campioni su altrettante zone di tastiera; Key/Velo Map distribuisce i campioni su tre ottave e due diversi livelli di velocity; Sample Pick consente una selezione manuale del campione da mandare in quel momento in playback (ma il parametro può anche essere automatizzato e asservito a una sorgente di modulazione); Round Robin suona i sei campioni secondo una logica ciclica; infine Random li esegue in maniera casuale:

Arturia Pigments 2 - Sample Mapping

Il Sample Engine è anche dotato di uno Shaper che può essere escluso o impostato su quattro modalità diverse di trattamento del campione: Unison permette di sovrapporre fino a otto copie dello stesso campione scordate e panpottate diversamente tra loro; Resonator fa passare il campione attraverso sei filtri passabanda risonanti, spaziati in maniera armonica o inarmonica; BitCrush riduce la risoluzione in bit del campione; Modulation permette di accedere a effetti di FM o Ring Modulation del campione:

Arturia Pigments 2 - Shaper Mode

 

Un nuovo filtro

Pigments dispone di due moduli-filtro tra loro indipendenti e configurabili in maniera continua tra le modalità serie e parallelo. Nella prima versione ciascuno di questi filtri poteva essere fatto lavorare secondo otto diverse topologie, e precisamente Mini-V (passa-basso Moog 24 dB/Oct), SEM-V (State Variable Filter a 12 dB/Oct), Matrix-V (multimodo con sette opzioni ispirato all’Oberheim Matrix-12), MultiMode (12 modelli diversi di ispirazione analogica), Surgeon (filtro a 64 dB/Oct configurabile come LPF/BPF/HPF e Notch), Comb, Phaser (impostabile tra 2 e 12 poli), Formant.

A questa dotazione oggi si aggiunge un nono modello di filtro, particolarmente significativo: si tratta del LowPass Gate di ispirazione Buchla, sul quale Arturia ha fatto alcune ulteriori implementazioni. In particolare esso può agire nella modalità tradizionale ove l’effetto di filtro passa-basso e VCA si combinano, oppure agendo solo sull’ampiezza o il contenuto armonico. L’emulazione del circuito originale basato su Vactrol si amplia con la possibilità di scegliere la velocità di risposta (Slow, Medium o Fast) della chiusura del Gate, dando così origine a comportamenti timbrici diversi. Il LowPass Gate può naturalmente venir controllato dinamicamente nella sua apertura/chiusura dagli inviluppi, dagli LFO ma anche da uno dei due Engine.

Arturia Pigments 2 - Il LowPass gate

 

Il Tape Echo

La sezione effetti di Pigments era già nutritissima e molto versatile, con numerosi algoritmi a disposizione di due moduli-effetto in insert sul percorso del segnale e uno in mandata. Può dunque l’aggiunta di un solo ulteriore algoritmo di effetto modificare significativamente il quadro dell’effettistica di uno strumento? La risposta è sì se si tratta del Tape Echo: il nuovo effetto offre infatti l’emulazione di un eco a nastro dal suono molto organico e personale, in grado di dare da solo una forte caratterizzazione alla timbrica della patch. Il tempo dei ribattuti può ovviamente essere libero o messo in sync al tempo della DAW con divisioni tra 1/32esimo e otto battute – e fin qui niente di nuovo – ma può essere anche modulato da una qualsiasi delle sorgenti di modulazione, e allora se per esempio asservite il tempo a un inviluppo dal decay medio-corto ne sentirete delle belle in termini di suono psichedelico i cui ribattuti diventano sempre più veloci e incalzanti.

Un ulteriore controllo Fine permette di aggiungere o togliere fino a 30 msec dal tempo di ritardo, facendolo andare fuori sync in maniera controllata e quindi più creativa che caotica: in particolare va evidenziato come molti fonici e sound designer famosi suggeriscano spesso di non usare il delay con ribattuti perfettamente cadenzati sul tempo principale per evitare effetti troppo ovvi.

Arturia Pigments 2 - Il Tape Echo

Anche la distribuzione spaziale dell’eco è tenuta in considerazione: si può anzitutto attivare la modalità Ping Pong per alternate i ribattuti tra i due canali, e tramite il comando Stereo Width è possibile spaziarli più o meno sul fronte stereo. Infine, per poter godere di quel suono “crunchy” tipico delle unità di eco analogico, si può lavorare sul comando di Input Level che dosa una saturazione gradualmente crescente sul segnale ritardato.

 

Il sequencer

Le funzionalità di sequencing sono state riviste, soprattutto in funzione di un’interazione uomo/macchina basata su una randomizzazione controllabile. Di base abbiamo sempre una struttura a step basata su sei “lane” che controllano parametri diversi della sequenza (Pitch, Octave, Velocity, Trigger Probability, Gate Lenght, Slide). La lunghezza del pattern può essere impostata tra 1 e 16 step, ma attenzione al fatto che tale lunghezza può essere definita in solo passaggio per tutte le lane oppure definita singolarmente per ciascuna corsia. In quest’ultima modalità si possono così creare dei poliritmi in cui per esempio la sequenza melodica si articola sì sui classici 4/4 ma la variazione di ottava può essere impostata su 15/16 e lo Slide su 11/16. I risultati di questo modo di lavorare sono tutti da esplorare e possono dare origine a grande creatività melodico-ritmica.

Queste funzioni, che già c’erano e che rendono il sequencer di Pigments potentissimo e al contempo semplice da usare, adesso godono dell’ulteriore apporto della randomizzazione: ciascuna lane ha a sua disposizione l’icona di un dado attraverso la quale si può controllare la percentuale di casualità che investirà il parametro controllato da tale lane. Se per esempio aumentiamo la randomizzazione sulla lane Octave avremo dei salti di ottava più o meno casuali, e se randomizziamo Velocity avremo escursioni di volume e/o timbro casuali step per step.

Arturia Pigments 2 - Il sequencer

Non è affatto finita qui: la Pitch- lane può essere randomizzata liberamente, ma anche venir forzata su una particolare scala (15 selezioni a disposizione, tra cui una definibile dall’utente), con livelli di probabilità diversi per ogni nota della scala. Inoltre, uno o più step della sequenza possono essere esclusi dalla randomizzazione quando si vuol mantenere un certo controllo sui fondamentali della struttura melodica o ritmica: allo scopo è sufficiente cliccare sull’icona del lucchetto posta in testa a ciascuna colonna di step.

Quando la randomizzazione ha prodotto un risultato che piace a tal punto che lo si vuol mantenere a permanenza, il tasto Apply rende definitiva l’alterazione generatasi casualmente. Se al contrario si desidera che la randomizzazione delle tracce si “rigeneri” creando nuovi valori ogni tot intervalli di tempo, si può sfruttare la funzione Randomize Auto Regen che lancia nuovamente i dadi per voi a intervalli compresi tra 1/16esimo e otto battute.

Arturia Pigments 2 - L'Auto Regen della randomizzazione

Il fatto che Pigments disponga di una porta MIDI Out significa che il suo sequencer interno può essere messo a disposizione anche di altri strumenti esterni, rendendo così di fatto Pigments un plug-in di step-sequencing e arpeggio.

 

Gli altri miglioramenti

Pigments è stato migliorato nella leggibilità ed efficacia dell’interfaccia utente, anche se l’impostazione della prima versione è rimasta complessivamente la stessa. Una funzione Undo/Redo dotata di storia consente di tornare indietro di una o più operazioni di editing, in maniera selettiva.

Molto importante di questi tempi è l’aggiunta del supporto MPE (MIDI Polyphonic Expression) che consente ai controller abilitati di inviare messaggi MIDI di espressione come il pitch-bend o la modulazione non già a livello comune di canale, ma a livello di singola nota. Tra i nomi più famosi di tali controller vi sono certamente la ROLI Seaboard e l’Haken Audio Continuum Fingerboard ma se volete cogliere l’occasione di questo articolo per fare un tuffo nel nuovo mondo MPE potete cominciare cliccando qui.

Infine, va evidenziato come Pigments 2 sia dotato di un nuovo banco di preset sviluppati apposta per dimostrare i peculiari suoni ottenibili con le funzioni caratteristiche della seconda versione.

 

In uso

Pigments 2 conferma tutta la piacevolezza e facilità d’uso già evidenziate dalla prima versione, tanto che a differenza di strumenti concorrenti qui non appare necessaria una lettura del manuale anche solo per gestire le funzioni più basilari. Il peso sulla CPU è un po’ aumentato nel tempo, specialmente quando si richiede l’elaborazione di campioni: oggi definiremmo Pigments 2 un “peso Welter” dei soft-synth, senza appunto raggiungere quella pesantezza estrema tipica di altri concorrenti.

Il suono che i preset offrono è molto variegato, e spesso molto, molto bello: entusiasmano soprattutto i mallet per la loro percussività e nettezza, i suoni atmosferici introdotti dalla sintesi granulare, i lead compositi eppure compatti con cui suonare ganci indimenticabili. Ma in definitiva Pigments era ed è più che mai con questa V2 un campione di versatilità, una macchina da suoni dalla palette molto vasta e capace di spaziare tra molti generi. Certo è a suo pieno agio con i suoni cinematici, la ambient, molta EDM e in genere le sonorità più attuali, mentre appare meno versato ai classici suoni di synth analogico se non altro perché spesso e volentieri l’interfaccia ti porta altrove. In ogni caso la pasta è ottima, e Pigments 2 suona molto bene.

Davvero bellissimo il sequencer, un oggetto di enorme creatività col quale perdere ore e ore a sperimentare e da cui si può ricevere una grande propulsione creativa.

Validissima infine la dotazione di preset di base, davvero ampia e capace già di soddisfare molteplici esigenze, ma va notato che Arturia rende disponibili numerosi banchi di espansione (alcuni gratis, la maggior parte a pagamento) che riescono ad approfondire ulteriormente alcuni tematismi specifici come la Trap, la Synthwave, la Trance e le atmosfere.

 

Conclusioni

Con Pigments 2 Arturia migliora ancora un soft-synth nato già “forte e interessante” e contraddistinto da una semplicità e piacevolezza d’uso maggiore dei suoi diretti concorrenti. Le nuove addizioni – soprattutto quelle fatte nel comparto dell’import di propri campioni e della sintesi granulare – allargano in maniera significativa le capacità timbriche della piattaforma Pigments e la estendono verso territori più atmosferici e sgranati, in piena continuità coi trend timbrici correnti. Molto bello anche il Tape Echo e interessante il nuovo filtro in stile Buchla per ottenere suoni ancor più organici e mutevoli. In questa maniera il prodotto acquisisce una capacità timbrica quasi a 360° e, cosa che avviene spesso con le realizzazioni Arturia, la capacità di restare sintonizzato con le sonorità top-trending del momento.

Il prezzo rispecchia la media del segmento di appartenenza, mentre le tante offerte personalizzate di Arturia sono in grado di abbatterlo significativamente in diversi periodi e occasioni. Alla luce di ciò ci sentiamo di raccomandare fortemente Pigments 2 poiché esso offre un piacevolissimo mix di suono, versatilità e facilità d’uso che non è affatto scontato in un settore ove spesso i prodotti sono tanto potenti quanto complessi. Qui non è così, c’è spazio e tempo per concentrarsi soprattutto sul suonare e trovare facilmente nuovi suoni, e questo è il più grande complimento che possiamo fare a Pigments!

 

Scheda tecnica

Prodotto: Arturia Pigments V2

Tipologia: Sintetizzatore virtuale

Dati tecnici forniti dal costruttore
Formato:
AAX, AU, VST 2.4, VST3, solo 64 bit
Protezione: Autorizzazione tramite Arturia Software Center
Requisiti di sistema Mac e PC:
4 GB RAM; 2,5 GHz CPU;  1 GB di spazio su hard disk; OpenGL 2.0 compatible GPU

Prezzo: 199,00 Euro IVA inclusa

Distributore: Midiware

 

Video ufficiale di presentazione

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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