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IK Multimedia iLoud MTM MkII: il monitor ideale per spazi ristretti?

Il modello intermedio nella gamma IK arriva alla sua seconda edizione. Questa revisione porta tante migliorie che ne riconfermano e rilanciano le prestazioni: linearità, estensione, precisione spaziale, correzione elettronica dell’acustica ambientale, prezzo ancora contenuto. Siamo davanti alla soluzione perfetta per chi cerca un monitor ultra-compatto ma attendibile e fedele? Scopriamolo insieme.

 

In Italia siamo degli inguaribili esterofili, si sa: quando nel 2017 la modenese IK Multimedia decise di cimentarsi con i primi monitor compatti della serie iLoud furono in molti ad alzare più di qualche sopracciglio con fare di sufficienza. I pregiudizi infatti, così diffusi nel mondo audio, non concedevano molto credito a quei piccoli ed economici diffusori che somigliavano troppo alle plasticosissime “casse da computer” dei decenni precedenti, eppure ben presto furono diversi i fonici professionisti ad adottarli come soluzione portatile o secondo monitor per spazi angusti.

La ricetta era semplice: progettazione italiana, manifattura orientale, cabinet di materiale plastico molto rigido e con nervature di rinforzo per evitare le vibrazioni e le conseguenti distorsioni, amplificazione in classe D, driver piccoli ma robusti che, grazie alla correzione elettronica della risposta acustica, diventano sorprendentemente lineari.

IK Multimedia iLoud MicroMonitor

Nel 2020 ormai si era capito che anche in Italia si possono progettare dei mini-monitor realmente professionali e venderli a basso prezzo, per cui IK decise di rilanciare coi più impegnativi MTM: a uno street-price di circa 700 € la coppia, quindi ancora terreno, veniva offerta ora una coppia di diffusori di eccellente estensione in basso e grande dinamica (almeno, fino al raggiungimento degli ovvi limiti insiti in una configurazione compatta). A questo si aggiungeva il controllo della dispersione polare offerto dalla configurazione MTM, detta anche D’Appolito dal nome del suo inventore, e la linearizzazione della risposta del sistema “diffusore+ambiente” grazie al software proprietario Advanced Room Correction (ARC).

Gli MTM si imposero ben presto come sistema senza rivali per chi cercava una coppia di monitor da produzione e mixaggio che ingombrassero pochissimo, fossero molto fedeli e analitici, e riuscissero a tenere conto del fenomeno “stanza” anche in assenza di trattamento acustico.

Nel 2022 seguirono infine i pregiati modelli della serie Precision, finalmente a “grandezza naturale” e quindi capaci di prestazioni di livello assoluto ottenute a partire da cabinet in MDF, woofer da 5 e 6 pollici, una grande cura nello studio dell’acustica, e infine l’immancabile correzione ambientale per via elettronica dell’ARC (qui la nostra recensione). Anche in questo caso la partenza fu in salita in termini di fiducia e consensi perché coi Precision IK Multimedia va a sfidare “a casa loro” i grandi nomi del monitoraggio near-field, ma d’altro canto le prestazioni si dimostrarono così valide che anche recentemente vi sono stati fonici e musicisti di grande esperienza che mi hanno personalmente testimoniato di aver scelto IK Precision rispetto a marchi ben più blasonati e costosi.

Bene, fatto il recap sulla produzione di IK Multimedia in campo monitor, non ci resta che andare ad analizzare questi nuovi MTM MkII.

 

MkII: evoluzione, e insieme rivoluzione

Se avete l’impressione di avere già visto questi nuovi diffusori iLoud MTM MkII, in fondo non sbagliate: estetica e proporzioni sono identiche a quella del modello MTM originario, e la principale differenza è data solo dal marchietto IK posto in rilievo in basso a sinistra.

IK-Multimedia-MTM-MKII-Il-nuovo-logo-sul-frontale

Il progetto acustico continua a basarsi su una configurazione a due vie/tre altoparlanti, con un tweeter a cupola morbida in seta da 1” con camera di compressione posteriore e i mid-woofer da 3,5” caricati in reflex ad affaccio posteriore e montati in quella configurazione MTM che dà il nome al prodotto. MTM infatti sta per “Midrange-Tweeter-Midrange” e prevede che l’emissione del tweeter sia sagomata dai due altoparlanti per le basse frequenze posti sopra e sotto di esso.

Il risultato acustico è un’emissione sul piano verticale molto controllata e assimilabile a quella di un coassiale, mentre sul piano orizzontale la larghezza del fronte di emissione resta condizionata dai parametri tradizionali (dimensioni dei componenti, dimensioni del frontale, presenza di un’eventuale guida d’onda, relazioni di fase tra gli altoparlanti nella zona di crossover).

 IK-Multimedia-MTM-MKII-La-configurazione-MTM.

Rispetto al vecchio modello le migliorie sono diverse: anzitutto i mid-woofer sono stati ridisegnati e non sono più in polipropilene ma in composito di fibre di cellulosa. Ricordiamo che in ambito hi-fi qualcuno “accusa” il polipropilene di avere un suono un filo gommoso e meno definito di altri materiali. Non sappiamo se i progettisti IK condividano tale valutazione, fattostà che i nuovi woofer permettono ora maggiore estensione in basso e al contempo una migliore articolazione in gamma media. Ricordiamo infatti che se una critica poteva essere mossa al modello MTM precedente è che tendeva a “sbuffare” a bassissima frequenza e alto volume, generando una rumorosa turbolenza dalla bocca del reflex. Il problema si risolveva facilmente tarando il filtro che regola la massima estensione in basso a 50 Hz invece che al più basso valore di 40, ma ora questo sembra non essere più necessario in quanto i due piccoli woofer hanno una migliore capacità di gestione delle bassissime, senza evidentemente dover dipendere da un elevato boost all’emissione per via elettronica. La massa mobile della membrana ora è infatti più rigida e più leggera, e quindi capace di maggiore escursione.

Altro significativo miglioramento di questi MTM MkII è dato dalla dispersione sul piano orizzontale: se quella verticale rimane controllata e circoscritta allo scopo di evitare un’immagine troppo “alta” che andrebbe a interferire da un lato con il soffitto e dall’altro con il mixer o il desktop di lavoro, quella orizzontale che è la principale responsabile del senso di spazialità è stata infatti ampliata in maniera importante. Come risultato lo sweet-spot si allarga, lavorare con questi monitor diventa ancora più confortevole e la sonorità complessiva appare più naturale grazie a un soundstage più vicino all’evento reale. A questo risultato è probabile che concorra anche l’abbassamento della frequenza di crossover intervenuto in questi MkII: nel primo modello l’incrocio woofer-tweeter era infatti a 3,1 kHz mentre qui è a 2,8 kHz. Se questo vuol dire rendere appena un filo più gravoso il lavoro del tweeter, vuol però dire anche lasciarlo lavorare di più nella critica gamma medio-alta, dando maggiore coerenza all’emissione del diffusore nel suo complesso. Probabilmente migliorano anche le relazioni di fase tra le due vie, a beneficio della dispersione. Rimane come punto di forza una elevata linearità in fase, che qui come nel modello originario, è compresa in +/- 15° da 200 Hz a 20 kHz.

Anche la gestione della potenza è stata migliorata: a parità di 70 Watt disponibili per la via bassa e 30 Watt per quella acuta come nell’originale, il nuovo sistema è infatti capace di suonare più forte, ovvero tecnicamente di erogare una SPL più elevata di 2 deciBel rispetto al sistema precedente (110,5 dB SPL massima invece che 108,5). Questo è stato ottenuto, oltre che con gli altoparlanti dei bassi che sono più leggeri e quindi probabilmente più efficienti, grazie a una migliore gestione della potenza di amplificazione.

Infine, vi è l’importantissimo capitolo della elaborazione on-board della risposta: grazie all’uso di nuova componentistica il DSP interno lavora adesso a 96 kHz di frequenza di campionamento e questo permette un’elaborazione più trasparente e naturale in quanto si allontanano i suoi artefatti e quelli della conversione A/D dalla banda audio. Ricordiamo infatti che questo tipo di monitor lavora sempre su un segnale che viene digitalizzato a partire da quello analogico in ingresso, allo scopo di applicare nel dominio numerico tutte le elaborazioni di timbrica e correzione ambientale desiderata. Teoricamente queste elaborazioni sarebbero possibili anche nel dominio analogico, ma di fatto sarebbe pressoché impossibile ottenere il numero di filtri e la precisione che il digitale consente, almeno se si vuole restare su costi e ingombri ragionevoli. La frequenza di campionamento interna di 96 kHz probabilmente ha effetti benefici anche sulla latenza del sistema: dove c’è elaborazione digitale c’è sempre latenza, perché qualsiasi processore impiega del tempo per fare i suoi calcoli. Nel caso degli MTM MKII però tale latenza è dichiarata in 2,44 millisecondi (msec) e quindi è totalmente trascurabile in quanto l’ascoltatore non riesce a percepirla. IK Multimedia non forniva il dato di latenza della versione precedente, ma c’è da immaginare che essa fosse più elevata se la sampling rate era più bassa e il DSP meno potente.

 

Il diffusore

Di base l’MTM MkII rimane fedele alla formula del predecessore: troviamo anche qui un cabinet di dimensioni molto compatte (264 mm x 160 mm x 130 mm) in materiale plastico molto rigido e ottenuto per iniezione. Questa tecnica permette di realizzare le sagomature che irrigidiscono le pareti laterali per non farle vibrare, nonché il complesso frontale privo di spigoli per contenere la diffrazione, dotato anche di guida d’onda integrata per il tweeter. Tutti gli altoparlanti continuano a essere permanentemente protetti da griglie non rimovibili, ma la loro maglia è larga e ne permette la vista.

IK Multimedia MTM MKII - Le nervature laterali di irrigidimento

Il diffusore poggia su uno stand regolabile in inclinazione, grazie a una staffa fissata a vite che offre la possibilità di regolazione continua tra 0 e 20° in modo da poter angolare verso l’alto l’MTM MkII in caso di collocazione su un ripiano basso.

IK Multimedia MTM MKII - La staffa inclinabile

Il costruttore raccomanda la collocazione verticale per sfruttare tutti i benefici offerti in termini di dispersione dalla configurazione MTM. Per chi invece non può rinunciare alla collocazione di questi monitor in orizzontale, la confezione fornisce un altro supporto adatto a tale posizionamento, con l’avvertenza che in tal caso la dispersione orizzontale sarà molto più contenuta e l’immagine assai più focalizzata al centro. È lo stesso costruttore ad avvisare l’utente di ciò nel manuale.

IK Multimedia MTM MKII - La collocazione orizzontale

Il pannello posteriore si apre in alto con la bocca reflex, di sezione irregolare per smorzare le turbolenze. Più sotto un array di pulsanti e relativi LED blu di controllo permette di sagomare la risposta in frequenza del diffusore su una serie di opzioni: con un primo pulsante l’estensione in basso può essere tagliata a 40/50/60 Hz, oppure anche a 80 Hz per l’impiego in configurazioni multicanale con bass-management (LFE, da Low Frequency Effects, che vengono diretti solamente al subwoofer). Il secondo pulsante regola il livello della gamma bassa tra -3 e +2 dB sotto i 100 Hz, mentre il terzo ha analoga funzione ma sulla gamma alta con intervento sopra gli 8 kHz. Il quarto pulsante permette di scegliere tra tre profili di risposta in frequenza: quella Flat, quella con filtro Desk (che in caso di posizionamento a scrivania attenua di 4 dB a 160 Hz ed esalta di 1 dB a 1,8 kHz per compensare le alterazioni di risposta introdotte dalle riflessioni sul piano), e infine quella ottenuta dalla calibrazione custom in ambiente: di quest’ultima ci occuperemo tra un attimo nel testo sottostante. L’ultimo pulsante consente di adeguare la sensibilità di ingresso in modo da adeguarsi a sorgenti con uscita a -10 dBV (consumer e semipro) o +4 dBu (professionali).

IK Multimedia MTM MKII - I controlli

Un controllo potenziometrico di volume consente inoltre una regolazione continua della sensibilità, da un’attenuazione infinita, alla posizione 0 dB con scatto centrale, fino ad arrivare a 6 dB di gain per l’abbinamento a sorgenti poco vigorose. L’obiettivo di chi userà questa regolazione deve essere sempre quello di far lavorare il convertitore A/D in ingresso alla massima modulazione possibile, in modo da minimizzare la distorsione di quantizzazione e massimizzare le prestazioni audio ottenibili.

L’ingresso è posizionato su un connettore combo XLR/jack che accetta sia segnali bilanciati che sbilanciati. Le altre connessioni di pannello prevedono il mini-jack per connettere il microfono di calibrazione, la porta USB per collegare il diffusore al computer e controllarlo così col software X-Monitor, e infine la presa IEC standard per il cavo di alimentazione. L’interruttore a scomparsa per l’accensione completa la dotazione.

IK Multimedia MTM MKII - Le connessioni

 

Calibrazione e X-monitor

Il nuovo monitor MTM MKII offre la calibrazione elettronica della risposta per compensare i problemi di acustica ambientale, come già faceva il modello precedente. Tuttavia, anche in questo comparto c’è un’innovazione importante introdotta dal MKII: oltre che con una procedura svolta interamente a bordo del diffusore e quindi senza l’uso di computer, adesso si può in alternativa usare anche il software X-MONITOR che era già stato rilasciato per Mac e Win in occasione del lancio della serie Precision.

Ma andiamo con ordine: anzitutto per attuare la calibrazione è necessario dotarsi di microfono ARC MEMS, ora non più venduto in automatico insieme al diffusore ma comunque acquistabile in bundle. Nella versione precedente infatti si otteneva un microfono con ciascuna confezione di MTM, col risultato di averne inutilmente due (o addirittura cinque, se si optava per la configurazione multicanale).

Il microfono viene fornito con un clamp a doppia filettatura da montare su asta standard e di un cavetto per collegarlo direttamente al retro del diffusore. La misurazione della risposta ambientale va rilevata in quattro punti diversi, come indicato da questa immagine:

IK Multimedia MTM MKII - La rilevazione ARC

La pressione prolungata del pulsante Mode avvia la routine di misura nel primo punto, dopodiché basta seguire il lampeggio del LED frontale e le istruzioni del manuale per i rimanenti punti di rilevazione. Finito con un canale, si stacca il microfono dal relativo diffusore le lo si connette a quello dell’altro canale, e poi si ricomincia. Tutta l’operazione si conclude in pochi minuti.

Poiché durante questo processo vengono emessi degli sweep su tutta la banda audio a livello non bassissimo, vi raccomando di tapparvi le orecchie e soprattutto stare lontano dai diffusori mentre la rilevazione è in corso allo scopo di non riportare danni all’udito.

Come detto sopra, è anche possibile usare il software gratuito X-MONITOR per gestire più facilmente la calibrazione e soprattutto per godere in seguito di maggiori possibilità operative di adeguamento della risposta ai propri gusti e a differenti esigenze di lavoro. Per lavorare in questa modalità è necessario collegare tramite USB entrambi i diffusori al computer su cui X-MONITOR è in esecuzione: allo scopo due cavi USB di buona lunghezza sono già forniti all’interno della confezione degli MTM MkII.

Con l’uso del software è anzitutto possibile svolgere la routine di calibrazione ambientale in maniera guidata a video, senza dover interagire coi pulsanti posteriori e il LED del diffusore. A calibrazione avvenuta si può visualizzare la risposta in frequenza originale della combinazione diffusore+ambiente, e poi quella corretta dall’algoritmo ARC. È così possibile comprendere i problemi acustici della propria stanza, e magari usarli per impostare differenti posizionamenti se si ha questa possibilità.

IK Multimedia MTM MKII - Software X-MONITOR - le curve ambientali non corrette (in verde) e dopo la correzione ARC (in arancione)
Le curve ambientali non corrette (in verde) e dopo la correzione ARC (in arancione)

Con X-MONITOR è inoltre possibile accedere alle regolazioni LF EXTENSION, LF, DESK, MID e HF in una maniera che i soli comandi posteriori dell’hardware non consentono: le frequenze di taglio dei controlli di livello LF e HF e del filtro Desk sono ora regolabili con continuità e in un intervallo più ampio, e poi si aggiunge appunto una regolazione del livello delle medie frequenze tra 500 Hz e 5 kHz che sui soli diffusori è totalmente assente. Sono inoltre presenti delle curve presettate che consentono di adeguare la risposta dei diffusori a situazioni ambientali diverse, come per esempio quando sono appoggiati su una console o un tavolo di grandi dimensioni, o quando lavorano in una stanza molto smorzata. Possono essere utili per passare velocemente da una regolazione all’altra, anche se non sostituiscono la correzione ARC vera e propria. Poiché tali curve sono anche editabili dall’utente, questo potrebbe per esempio memorizzare una curva più ricca di bassi per divertirsi quando è in fase di composizione/produzione, e una flat per quando è in fase di mixaggio.

IK Multimedia MTM MKII - Software X-MONITOR - le correzioni di livello apportabili dall'utente
Le correzioni di livello apportabili dall’utente

Vi è inoltre l’opzione di sfruttare diversi “voicing” corrispondenti alle timbriche di altrettanti diffusori diversi e famosi, in modo da vedere come suona il proprio mix su sistemi differenti ed evitare così di dover possedere più coppie di monitor. Il sistema lavora emulando le risposte in frequenza e in fase di prodotti famosi, tra cui per esempio Genelec 1029 e 1031, alcuni modelli Dynaudio e KRK, Yamaha NS10 (riconoscibilissima la loro risposta “a dorso di dromedario”!), oltre ad alcuni diffusori hi-fi come dei piccoli B&W e dei grandi coassiali (presumibilmente Tannoy) e agli ascolti consumer dati da un televisore e uno smartphone. Benché queste modellizzazioni non possano ricalcare perfettamente le personalità di ciascun diffusore emulato, sono senz’altro utili per testare come traslerà il proprio mix su diversi sistemi di ascolto, destinati a diverse fasce di utenza e diverso costo.

 

Ascolto e utilizzo

Ho avuto la possibilità di testare a fondo questi MTM MKII in anteprima, avendoli ricevuti una decina di giorni prima del loro rilascio ufficiale. Appena estratti dall’imballo questi MKII confermano subito l’ottima sensazione di cura costruttiva che già ispirava la prima serie. Dall’esterno non si apprezzano sostanziali differenze: il cabinet appare ben rigido e tutto appare realizzato con cura.

Li metto quindi immediatamente in ascolto e sin dal primo momento, senza rodaggio, danno luogo a delle positivissime impressioni che poi verranno confermate dall’uso prolungato.

Cominciamo dalla estensione ai bassi, che è sensibilmente migliorata rispetto alla prima serie e comunque assai di più di quanto non dicano quei due Hz di estensione dichiarati in più (le specifiche spostano il punto a -2 dB da 50 a 48 Hz): c’è più facilità di emissione in basso, con un suono ancora più definito e modulato che permette di apprezzare perfettamente i fraseggi di basso e di 808-bass. Rispetto alla serie precedente non si sente l’urgenza di alzare l’LF Extension Switch da 40 a 50 Hz per limitare l’emissione alle frequenze più profonde: col taglio a 40 Hz infatti il primo modello aveva un basso profondo sì esteso, ma in qualche modo anche slegato dal resto della gamma bassa, quasi fosse stato emesso da un subwoofer “aggiunto” all’emissione principale. Questo effetto coi MKII non si verifica e se lavorate a volumi bassi e medi non c’è motivo per limitare l’estensione in basso di questi monitor.

Dove invece si sconta ancora l’impostazione a 40 Hz dell’estremo basso è quando si comincia a spingere sul livello di ascolto: per ovvie ragioni legate al ridotto volume del cabinet e alla piccola dimensione dei woofer, se il diffusore è chiamato a muovere velocemente grandi quantità di aria il condotto del reflex comincia a soffiare, fino a sfociare in una distorsione udibile. Questo effetto, intendiamoci, si manifesta solo con note di basso lunghe, profonde e sostenute, oppure con parti di cassa dalla dinamica davvero sparata. Alla fine, se lavorate spesso a volume elevato il consiglio rimane quindi di posizionare il taglio a bassa frequenza a 50 Hz per contenere le distorsioni acustiche.

Quello che stupisce davvero nel nuovo modello sono anche la precisione, il dettaglio, la micro-dinamica, la capacità di localizzazione stereofonica. Sono questi gli ambiti in cui questi MTM MKII eccellono, e si tratta di performance davvero notevoli in rapporto al prezzo di vendita. In questa maniera, per il fonico diventa facilissimo “entrare nel mix”, viverne le minime sfumature che si applicano a livello, panpot, ambienza.

Il bello è che non si tratta di una capacità di analisi ottenuta sparandoti in faccia la gamma medio-alta, come facevano certi monitor economici di un tempo. No, qui siamo in territorio di piena linearità che non spinge nulla, non agevola nulla, non regala nulla. L’emissione è completata da una gamma acuta che è molto trasparente e naturale: rispetto ad altri diffusori in cui senti il “zing” di un tweeter lasciato a briglia sciolta pur di dare dettaglio, qui hai una gamma acuta ariosa ma non fredda, trasparente ma non sparata.

In questo quadro molto valido, l’unico vero problema che si può incontrare con una collocazione standard in un ambiente poco o niente trattato è il naturale rigonfiamento in gamma medio-bassa che quasi sempre si verifica a causa dell’inevitabile caricamento dato dalle pareti laterali e posteriore. Sicuramente esso toglie chiarezza all’emissione complessiva, e del resto si può riportare la risposta a una buona linearità già con un intervento accurato sui controlli di bordo. Visto che c’è l’ARC però, vale la pena di ingaggiarlo: la misurazione col microfono in dotazione è molto veloce, grazie anche al suo collegamento diretto al retro dei diffusori. La rilevazione è, come detto sopra, possibile senza variazioni qualitative sia agendo direttamente sui comandi del monitor che col software X-MONITOR, ma con quest’ultimo è infinitamente più comoda e in più ha il benefit di permettere la visualizzazione della risposta dell’ambiente e l’entità delle correzioni apportate dall’ARC.

Una volta ottenuta la calibrazione, essa è automaticamente attiva ma naturalmente può essere sempre disinserita. Non credo però che lo farete, perché ha un effetto complessivamente molto benefico sulla performance degli MTM KMII senza quasi nessun artefatto sonoro: l’emissione resa più lineare dall’ARC appare chiara e perfettamente intelligibile in ogni gamma di frequenza, senza che nessun comparto della banda audio prevalga sugli altri. Equilibrio, neutralità e trasparenza si confermano quindi vieppiù doti di questi monitor, senza che l’ARC ne stravolga la personalità o ne alteri sensibilmente la timbrica.

Quest’ultima operazione è invece possibile con le opzioni di voicing offerte da X-MONITOR, che consentono di accedere a tante diverse personalità sonore: se devo essere sincero però ho apprezzato questa possibilità solo fino a un certo punto, perché alterare la risposta in frequenza e fase di questo diffusore non vuol dire automaticamente clonare anche le altre caratteristiche di velocità/lentezza, pulizia/distorsione, dispersione/concentrazione che contribuiscono tutte a creare le diverse timbriche dei modelli emulati.

IK Multimedia MTM MKII - Software X-MONITOR - le emulazioni di altri diffusori famosi
Le emulazioni di altri diffusori famosi

Insomma, l’emulazione degli ADAM A7 – giusto per fare un esempio – rende sì l’idea della timbrica brillante ed elettrica del classico modello tedesco, ma non restituisce il solido punch in basso e la frizzantezza in alto che ne caratterizzano la personalità. Come già in occasione della review dei Precision 6, apprezzo quindi la possibilità di confronto tra diverse situazioni di ascolto offerta dai diversi profili di voicing di X-MONITOR, ma non ritengo che possa sostituire il possesso di più coppie di diffusori di caratteristiche molto diverse per chi ama lavorare in questa maniera (io non sono tra questi…).

Le ultime note di ascolto sono per la scatola sonora, che è effettivamente migliorata rispetto all’edizione precedente: questi monitor esprimono un’ottima tridimensionalità, con gli strumenti ben collocati e differenziati lungo l’arco stereo. Valida anche la sensazione di estensione del suono in altezza. Tutta l’emissione appare compresa entro una sfera di circa 2 metri di diametro per una posizione di ascolto a 1/1,3 metri dai monitor (tipica di una postazione in home-studio). Si tratta di uno sweet spot ampio, piacevole e che consente di lavorare in modo naturale, senza lo stress di dover rimanere “impalati” in una posizione fissa per godere di un’emissione coerente.

 

Conclusioni

Diciamoci la verità: questa nuova edizione dei monitor iLoud MTM è giunta un po’ come un fulmine a ciel sereno perché in fondo nessuno sentiva che ci fossero gravi limiti da superare nella prima serie. Eppure i nuovi MTM MKII riescono a fare sensibilmente meglio dei predecessori pur mantenendo lo stesso prezzo, soprattutto nel comparto della velocità ed articolazione in basso, e in quello importantissimo della naturalezza sonora e prospettica a media frequenza. Rimane ovviamente una certa limitazione della capacità dinamica a bassa frequenza tipica del formato, che ad alti livelli di ascolto e con materiale molto carico di bassi non può competere con diffusori di dimensioni sensibilmente maggiori. Questo però fa parte delle regole del gioco di qualsiasi monitor così compatto: chi sceglie questi MTM MKII prediligerà dunque la chiarezza, la precisione, la linearità, la naturalezza e la mancanza di fatica di ascolto ad atteggiamenti più “pestoni” di diffusori magari più grandi ma meno qualitativi.

Un producer domestico può lavorare con questi nuovi diffusori IK Multimedia anche in ambienti piccoli e non trattati, e avere comunque la garanzia di sentire tutto quanto sta nella propria Daw, nei propri strumenti, e senza alterazioni: vanno molto bene in produzione e mixaggio, ma anche per farci dei master da rilasciare sulle piattaforme. Questa caratteristica non è affatto comune in questa fascia di prezzo. Vi è inoltre un’altra caratteristica preziosa per chi lavora in casa: questi monitor lavorano bene anche a basso volume, senza perdere dettaglio ed equilibrio, e comunque non producono spostamenti tellurici neanche quando spinti a fondo. Questo può facilitare la convivenza coi vicini se si lavora in appartamento o comunque in un ambiente non insonorizzato.

A sua volta, un fonico professionista, potrà trovare in questi MTM MKII dei fedeli compagni da portare in viaggio, in sale prova improvvisate o da appoggiare sul mixer FOH per un ascolto critico. La capacità di autocalibrazione offerta dal sistema ARC è sì fondamentale per massimizzare l’utilità complessiva del sistema, ma va rilevato che gli MTM MKII sono già molto sani e qualitativi di loro.

Se dunque siete alla ricerca di monitor molto compatti, di prezzo accessibile e convenientissimo in rapporto a quanto offerto, e infine davvero attendibili, allora dovete assolutamente mettere questi iLoud MTM MKII nella vostra short-list di modelli da prendere in considerazione. Potrebbe essere una short-list fatta di un solo nome…

Complimenti a IK Multimedia, ottimo prodotto.

 

Per informazioni

Prezzi: € 399,99 + IVA (singolo diffusore, senza microfono di calibrazione); € 799,99 + IVA (Pair Bundle: 2 diffusori e un microfono ARC MEMS); € 3.999,99 + IVA (Immersive Bundle: 11 diffusori e un microfono ARC MEMS).

http://www.ikmultimedia.com/iloudmtm

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Type: 2-Way/3-speakers bi-amped, digitally controlled studio monitor
    • LF drivers: 2 x 3.5″ composite cellulose fiber, custom-made mid-woofers
    • HF drivers: 1″ low distortion, back chambered silk dome tweeter
    • Acoustic design: DSP tuned bass reflex
    • Number of amps per speaker: 2
    • Amplifiers type: High efficiency Class-D
    • Total power: 100 W RMS
    • LF power: 70 W RMS
    • HF power: 30 W RMS
    • Crossover type: Digital, linear phase
    • Crossover frequency: 2.8 kHz
    • Frequency response: 48 Hz to 28 kHz ± 2 dB, 36 Hz to 32 kHz @ -10 dB
    • Phase response: System remains coherent within +/- 15° from 200 Hz to 20 kHz
    • Sensitivity at +4 dBu: -6 dBu signal generates a 94 dB SPL @ 1 m
    • Sensitivity at -10 dBV: -17 dBu signal generates a 94 dB SPL @ 1 m
    • Continuous, long term SPL free field, 1 m distance, one speaker, ANSI-2034 Weigthed Pink Noise: 97 dB
    • Peak SPL free field, 1 m distance, one speaker, ANSI-2034 Weigthed Pink Noise: 110.5 dB
    • Peak SPL, half space, 1 m distance, one speaker, ANSI-2034 Weigthed Pink Noise: 112.5 dB
    • Placement setup: Manual switches for LF Extension, LF trim, HF trim, Desk position
    • LF extension switch: Sets -3 dB point of the frequency response at 40, 50, 60 or 80 Hz (LFE)
    • LF switch: Low shelf, +2 dB or -3 dB from 100 Hz down
    • HF switch: High shelf, +2 dB or -3 dB from 8 kHz up
    • Desk switch: -4 dB at 160 Hz and +1 dB at 1.8 kHz
    • Calibration: Fully automatic and built-in digital calibration
    • Full DSP control
    • Total Latency (TOF): 2.44 ms
    • Connectors: 1x combo XLR-1/4″ TRS balanced input; 1/8″ TS ARC microphone input, 1 x USB type-B, AC POWER socket
    • Power requirement: 90 to 240 V AC, auto-ranging, 50 or 60 Hz, 120 W max power consumption

Dimensioni: 264 mm x 160 mm x 130 mm

Peso: 2,5 kg inclusa la base orientabile

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 1200 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

One thought on “IK Multimedia iLoud MTM MkII: il monitor ideale per spazi ristretti?

  • E’ molta la differenza con i Micro Monitor?, lasciando stare la correzione ambientale?

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