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Arturia PolyBrute 12, polysynth analogico quasi senza limiti

Dopo l’apprezzato PolyBrute, arriva questa nuova edizione con 12 voci al posto di sei. “Tanto di tutto” sembra proprio il motto che ha ispirato i suoi progettisti: a una catena di sintesi già potentissima di suo si aggiungono la funzionalità bitimbrica che aumenta ancora l’ampiezza della palette sonora, la tastiera FullTouch con un’espressività inedita, un mare di modulazioni. Da perdercisi dentro…

 

I monofonici serie Brute di Arturia hanno sempre riscosso grande successo, sin dalla presentazione del MiniBrute di una decina di anni fa: l’approccio non convenzionale, l’aggressivo filtro Steiner-Parker e una personalità sonora impetuosa hanno catalizzato facilmente le attenzioni nei loro confronti. In proporzione, il primo polifonico della serie, ovvero il PolyBrute del 2020 ha goduto di meno attenzione da parte degli appassionati, forse perché nella nicchia di mercato dei poly-analog conta di più l’aderenza ai modelli sonori storici stabiliti dai riferimenti di sempre (Prophet-5, OB-X/OB-Xa, i Jupiter-4, 6 e 8, il Memorymoog).

Personalmente tuttavia penso che PolyBrute debba soprattutto essere capito a fondo: tanti e tali sono gli aspetti innovativi, le finezze, le peculiarità della sua catena di sintesi che sicuramente lo strumento richiede uno studio un minimo approfondito da chi vuole avvicinarglisi. Arriva oggi la sua versione a 12 voci, che non raddoppia soltanto la capacità generativa ma arricchisce ulteriormente lo strumento di diverse features, fino ad arrivare a una potenza sonora ed espressiva notevole. Prima però serve un piccolo ripassino sul modello base…

 

L’idea PolyBrute

Guardiamo anzitutto il modello originale per capire meglio le innovazioni introdotte oggi 14 maggio 2024 dall’annuncio di PolyBrute 12. Gli oscillatori sono tradizionalmente due, ma le waveform variabili e sommabili, il Metalizer, il Sync a profondità variabile, la FM di VCO 2 su VCO 1 rendono la palette sonora di base straordinariamente ricca. Vi sono poi un sub-oscillatore e un generatore di rumore a colore variabile che la arricchiscono ulteriormente.

Anche i filtri sono due. Apre il classico Steiner-Parker a 12 dB/Oct, che qui è in configurazione a stato variabile: una manopola permette infatti di passare con continuità da LP a HP a BP. Un secondo filtro ladder a 24 dB/Oct amplia però in maniera significativa l’offerta timbrica: se infatti lo Steiner-Parker a stato variabile permette a PolyBrute di giocare nella stessa partita dei primi Oberheim, il secondo filtro rimette la palla nel campo di Moog & Co. I due filtri inoltre possono essere configurati in serie o in parallelo.

Intorno a questa solidissima base generativa, arriva il “tanto di tutto” di cui parlavamo in apertura: tre ADSR (filtro, amplificatore e modulazioni); tre LFO con abbondanza di waveform e configurazioni; espressività garantita, oltre che dalla tradizionale tastiera a cinque ottave con velocity e aftertouch, da un ribbon controller, un controllo tattile tridimensionale definito Morphée, due wheel e tre prese per pedali; tre blocchi-effetto indipendenti per chorus e modulazione, delay, riverbero; una matrice di modulazione con 64 punti di patching virtuale; arpeggiatore a 32 step e sequencer a 64 passi con motion recorder e automazione. Del resto, i 20 kg di peso del prodotto dicono già tanto di lui e delle tante cose che i francesi di Arturia hanno inserito in esso…

Arturia PolyBrute 12

Da 6 a 12: molto più che un raddoppio

La matematica, da sola, non basta a dare contezza di ciò che arriva nel nuovo modello grazie al doppio delle voci. Il PolyBrute 12 è ospitato in un cabinet più profondo del modello originario e con delle vistose prese d’aria superiori, probabilmente resesi necessarie per il raffreddamento delle 12 voci polifoniche realmente analogiche di cui è dotato. Per il resto l’organizzazione di pannello è pressoché identica, ma la palette colori adesso è virata sul crema e legno (di cui sono composti i fianchi) anziché sulle tinte scure. La nuova scelta cromatica evidenzia di più le varie e pregiate componenti del synth, tra cui il touch controller Morphée e la grande matrice di modulazione, editing e selezione.

La tastiera è denominata FullTouch® ed è dotata di un’espressività peculiare: oltre all’aftertouch tradizionale, essa può essere impostata per rispondere al movimento delle dita dell’esecutore lungo tutta la sua corsa anche dopo la prima pressione del tasto (che invece determina la velocity). Questo segnale può quindi essere usato come ulteriore sorgente di modulazione, in ossequio a quella tendenza che oggi vede tante nuove meccaniche adottare soluzioni innovative allo scopo di sganciarsi dalle classiche possibilità offerte dai tradizionali keybed. Sicuramente sarà necessario provarla di persona per poterne comprendere le reali possibilità espressive, ma nel frattempo il costruttore evidenzia che la tastiera di PolyBrute 12 ha un’azione tradizionale, in grado quindi di attrarre chi magari apprezza le possibilità di strumenti come Osmose Expressive E ma non desidera imbarcarsi nell’acquisire una tecnica esecutiva diversa da quella pianistica.

Arturia PolyBrute 12

Le opzioni di funzionamento in layer e split assumono nuovo significato con 12 voci a disposizione. In particolare, avere un preset che può essere composto da sei doppie voci permette l’uso realmente polifonico di PolyBrute 12 senza particolari limiti esecutivi ma con timbri di straordinaria complessità, grazie all’articolata catena di sintesi che si somma alla stratificazione di due suoni. A questo si sommi la possibilità, già presente sul modello originale, di poter fare un morphing continuo tra due impostazioni del preset completamente diverse grazie al comando Morph A>B dedicato: morphare tra due timbri doppi sicuramente garantisce un’espressività sonora molto elevata e la possibilità di raggiungere strutture armoniche e timbriche inedite.

PolyBrute 12 è sempre dotato di PolyBrute Connect, ovvero il software per PC e Mac che permette il salvataggio e caricamento di timbri, la loro organizzazione, ma soprattutto l’editing a schermo con una integrazione totale e bidirezionale tra hardware e software. Per l’occasione, la libreria di PolyBrute è stata riorganizzata e ora vi sono 480 preset che fanno amplio uso delle possibilità bitimbriche.

Arturia PolyBrute Connect

 

Prezzo e disponibilità

PolyBrute 12 avrà sicuramente bisogno di essere esplorato a fondo per essere davvero compreso in tutta la sua potenza. Speriamo di poterlo fare in una prossima review con lo strumento sotto le mani, ma bisognerà attendere qualche settimana ancora affinché lo strumento sia disponibile nei negozi. Il prezzo di vendita è fissato in 3.999 €, superiore quindi di circa 1.300 € rispetto alla versione a sei voci.

Si tratta di una cifra sicuramente importante, ma perfettamente allineato alla ricchezza di feature offerte e ai pregiati concorrenti che in questo momento gli fanno compagnia sul mercato dei polysynth di pregio.

Aspettiamo con ansia PolyBrute 12.

 

Per informazioni

https://midiware.com/contattaci

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 1200 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

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