IK Multimedia UNO Synth Pro: che evoluzione della specie!

Dopo il piccolo UNO Synth del 2018, ecco il concept IK/Soundmachines ritornare pimpato all’ennesima potenza: più funzioni, più VCO, più VCF, più effetti, più editabilità e addirittura due versioni mirate a due tipi diversi di sintetista. E il suono…

 

Era il 2018 quando la modenese IK Multimedia debuttò il suo primo sintetizzatore hardware analogico, il piccolo ed economico UNO Synth. Il progetto, realizzato con la collaborazione del produttore-boutique Soundmachines, diede luogo a una macchina dal suono sorprendente in rapporto alle dimensioni e davvero conveniente in rapporto al prezzo richiesto. Il form-factor di UNO si è però rivelato nel tempo limitativo per la fascia di utenti più avanzati, soprattutto per via dei tasti a membrana e le connessioni su mini-jack. Questi utenti sono disposti a spendere di più per un synth in cambio di dimensioni più ampie, controlli “fisici”, un parco connessioni più ampio e tradizionale, e magari una tastiera full-size.

Detto fatto, ecco arrivare a gennaio 2021 la presentazione di UNO Synth Pro (di seguito USP in sigla), ovvero l’evoluzione del concept del modello originario verso una dimensione appunto più professionale e incline alla performance. Non pensiate però che UNO Synth Pro sia solo il repackaging del piccolo UNO in un contenitore più grande: i tre anni trascorsi hanno portato in dote numerose migliorie e aggiunte che fanno di UNO Synth Pro uno strumento radicalmente diverso dal predecessore, fermi restando alcuni tratti genetici in comune. Gli oscillatori ora sono tre e non più due, è stata aggiunta una modalità parafonica a tre note, ci sono due filtri diversi utilizzabili anche in combinazione tra loro, la sezione effetti è stata molto ampliata, il sequencer è stato potenziato e tutta l’interattività tra macchina e utente ha fatto un salto di livello. È ora di andare a vedere da vicino UNO Synth Pro…

 

UNO più UNO

Anzitutto UNO Synth Pro si “sdoppia” poiché lo strumento è disponibile in due versioni diverse: il modello Desktop è ancora parecchio vicino al concept dell’UNO originale in quanto è un modello con tastiera, pitch e modulation wheel a sfioramento, alimentazione via USB, dimensioni contenute.

IK Multimedia UNO Synth Pro - Il modello Desktop

Il modello full (denominato UNO Synth Pro senza ulteriori suffissi) è invece molto più “strumento tradizionale” in quanto ha tastiera tre ottave a passo standard, robusto chassis tutto in metallo e alimentatore dedicato. In questa maniera IK desidera differenziare il prodotto rivolgendosi sia ai producer più concentrati sulla dimensione “studio” e con minori richieste di suonabilità della tastiera, sia ai sintetisti più attaccati al concetto di sintetizzatore monofonico classico, con personalità solistica.

Per la nostra prova abbiamo testato la versione full, ma fatti salvi gli aspetti relativi allo chassis e al keybed l’analisi tecnica che segue è relativa all’architettura e al suono di entrambe le macchine visto che per il resto sono identiche.

UNO Synth Pro si presenta dentro un cabinet metallico davvero robusto e ben fatto, assolutamente degno di uno strumento professionale. L’estetica riprende l’alternanza di nero e rosso già vista sul modello originario, ed è sicuramente personale. Al solito su Internet c’è già chi si è già sbizzarrito in giudizi un po’ sbilenchi tipo “non si può guardare” senza nemmeno aver mai visto la macchina di persona, ma vi garantisco che il contatto diretto restituisce la soddisfazione di un oggetto interessante, ben fatto e che rimanda a certi design industriali italiani degli anni ’70 come Brionvega e Galactron.

TV Brionvega e Galactron MK120
Immagini tratte da eBay e Kijiji

Molto bella in particolare è la fascia a U in alluminio satinato rosso fuoco che corre lungo i tre lati superiori della macchina, mentre sotto svetta la bianchissima tastiera di produzione Fatar dotata di velocity e aftertouch (molto bene!). Il pannello superiore è invece in metallo nero opaco dotato di pulsanti in gomma retroilluminati, otto manopole gommate e al centro un contropannello in plexiglass attraverso cui si affacciano numerose scritte retroilluminate a indicare le varie condizioni operative della macchina. L’interfaccia utente è completata da un piccolo display OLED monocromatico ove compaiono i parametri di editing e il numero di preset richiamato.

Posteriormente UNO Synth Pro non delude: sono disponibili due uscite L e R su jack 6,35 mm bilanciato (ottimo!), uscita cuffia su mini-jack e un altro mini-jack per trattare un segnale esterno in ingresso. Quest’ultima connessione accetta un mini-jack stereo il cui segnale viene sommato in mono e avviato ai circuiti del synth secondo due diverse logiche selezionabili via software: in modalità Pre il segnale esterno passa nel VCF, nel VCA e infine negli effetti di USP in modo da usare la macchina come processore di filtraggio ed effettistica; viceversa in modalità Post il segnale esterno viene semplicemente sommato all’uscita del synth e ciò evita l’uso di un mixer esterno nel caso in cui, per esempio, si faccia un live con due sole macchine.

IK Multimedia UNO Synth Pro - Il pannello connessioni

Si continua con quattro porte CV/Gate, ancora su mini-jack per essere Eurorack-friendly. A proposito di queste porte c’è da dire che funzionano in modo particolare e assai interessante: due sono in ingresso e due in uscita, ma tutte possono essere configurate sia per lavorare come CV che come Gate che come Sync. Diventa così possibile disporre per esempio di due diverse sorgenti di CV come modulazioni in ingresso, oppure gestire un Sync da macchine esterne, o ancora accettare una tradizionale connessione CV/Gate dalla tastiera di un synth modulare.

Il MIDI è disponibile su una tradizionale coppia di porte DIN con funzioni di In e Out (quest’ultimo commutabile su Thru da pannello), nonché su una micro-USB. Nel modello a tastiera full la USB non porta l’alimentazione ma solo i dati MIDI, mentre nel modello Desktop la USB è ancora necessaria per l’alimentazione: come già nel caso del primo UNO Synth, segnalo che se dovessero sorgere ronzii indotti da un ground loop tra la massa del synth e quella del PC (tipico problema di interfacciamento e assolutamente NON da ascriversi a un malfunzionamento di una sola delle due macchine), sarà opportuno alimentare USP con un normale caricabatterie da cellulare dalla porta Aux Power e usare invece le porte MIDI DIN per la connessione al computer.

IK Multimedia UNO Synth Pro - Il pannello connessioni del Desktop

 

Interfaccia di sintesi e oscillatori

L’editing di UNO Synth Pro avviene principalmente con quattro manopole 1/2/3/4 con funzione assegnabile tramite otto pagine richiamabili da altrettanti tasti dedicati sul pannello e denominati Osc, Mix, Filter, LFO, Filter Env, Amp Env, Matrix, FX. In pratica si preme il tasto del blocco funzionale che si desidera modificare e le quattro manopole assumono le funzioni indicate in una riga di scritte che si illuminano in rosso:

IK Multimedia UNO Synth Pro - La sezione di editing e le scritte retroilluminate

Poiché alcune funzioni secondarie non sono pubblicate sul pannello, esse si raggiungono premendo l’encoder Data (dotato di scattini di selezione + logica push-down) e navigando con successive rotazioni e pressioni dello stesso. In alternativa, tali funzioni si possono raggiungere anche attraverso delle shortcut ottenibili premendo un pulsante-pagina e poi uno dei tastini numerati da 1 a 16. Tali shortcut non sono serigrafate su pannello e devono quindi essere memorizzate dall’utente, ma una volta che si prende confidenza col sistema ci si muove piuttosto velocemente e lo si preferisce all’encoder perché più “fisico”. Per fare un esempio, il Glide non ha una manopola dedicata ma premendo i tasti “Osc” e “3” ecco che ti ritrovi, facilmente e velocemente, il Glide Amount sul knob Data.

Il synth italiano dispone di tre oscillatori tutti di uguali capacità, con waveform continuamente varabile tra triangolare, dente di sega e quadra con simmetria variabile tra 50 e 98%. Modulando poi da matrice tale parametro si otterranno facilmente effetti di morphing timbrico e di PWM. La macchina dispone di hard sync tra gli oscillatori, con la particolarità che essendo questi in numero di tre è possibile mettere solo Osc 2, solo Osc 3 oppure entrambi in sync su Osc 1. Anche in questo caso si aprono grandi possibilità di timbriche complesse, specie se si usa la matrice di modulazione per alterare dinamicamente la frequenza sia di Osc 2 che Osc 3 quando sono entrambi syncati.

Una ulteriore pressione sul tasto Osc porta alla seconda pagina di controllo degli oscillatori, ove per ciascuno si gestisce l’accordatura in un range di +/-24 semitoni. Nella corsa centrale della manopola diventa possibile accordare finemente di +/-100 cents gli oscillatori quando sono all’unisono, mentre con la manopola Data si può fare detune anche per loro accordature diverse dall’unisono. Potremmo per esempio impostare Osc 1  e Osc 2 sulla fondamentale, leggermente scordati tra loro, e poi mettere Osc 3 sulla quinta eventualmente un po’ scordata anch’essa: attenzione solo a non esagerare coi detuning 😉 Con la manopola 4 di questa pagina è attivabile anche una modulazione ad anello, mentre in menu o con le shortcut dei tastini inferiori accediamo alla possibilità di attivare la FM su Osc 2 e Osc 3. Il Glide è disponibile in modalità a tempo costante o velocità costante.

 

In the mix

La pagina Mix consente di dosare i segnali dei tre VCO e di un generatore di rumore bianco. Fino a circa ¾ della corsa il segnale passa intonso, mentre aumentando ancora il livello si arriva a una forma di saturazione sempre piacevole e mai estrema che dona punch e spessore. In questa pagina si sceglie anche il routing dell’eventuale segnale esterno, nelle modalità Pre (passa attraverso VCF+FX) o Post (solo mixato in uscita) che si dicevano più sopra.

 

Filtri magici

Sicuramente il comparto dei VCF è uno dei piatti forti del nuovo UNO Synth Pro. Già il filtro del primo UNO era molto interessante: non sarà stato di nobile casata, non avrà avuto nomi esotici ma funzionava e suonava bene con le sue modalità LPF/BPF/HPF. Non è dunque un caso se questo filtro si ritrova anche qui su USP, sempre basato su OTA (amplificatore operazionale a transconduttanza) e in questo caso limitato alle topologie LPF e HPF. Questo filtro ha però due caratteristiche che ne limitano la versatilità: non va in autooscillazione e ha pendenza solo di 12 dB/Oct.

Per ampliare tali confini i designer di UNO Synth Pro gli hanno dunque affiancato un secondo filtro di tipo diverso, realizzato a partire dal chip 2164 di SSI, capace di lavorare a 12 o 24 dB/Oct e dotato di autooscillazione. Per capire chi ci sia dietro SSI va compreso che si tratta dell’azienda nata in anni recenti a opera di Dave Rossum (per tutti noi “Mr. Emulator” visto che è stato il fondatore di E-mu Systems) e Dan Parks. I due erano già membri del team di SSM, ovvero quella Solid State Music che negli anni ’70 e ’80 produceva chip di voce che rivaleggiavano direttamente coi CEM di Curtis. Per dare un’idea, i chip SSM erano montati dentro gli Emulator, dentro i poly analogici di Kawai e Korg, nel PPG Wave 2.2/2.3 e soprattutto nel mitico Prophet-5 nelle sue Rev1 e Rev2.

Il controllo dei due filtri avviene in alternativa, tramite pressioni successive del tasto Filter, ma come vedremo tra un attimo essi possono lavorare anche insieme, secondo diverse modalità di collegamento e  interazione.

Filter 1, quello derivato da UNO Synth, può essere configurato come Low Pass, High Pass o escluso. Notare che ciascuna delle due modalità LPF ed HPF è selezionabile con fase normale o invertita di 180°. Nell’uso di un solo filtro questo non ha sostanzialmente rilevanza, ma permette di ottenere sonorità completamente diverse quando si va in combinazione col secondo filtro. Le regolazioni ammesse sono quella di cutoff e risonanza (con due manopole dedicate e sempre accessibili senza bisogno di ingaggiare menu), profondità di modulazione dell’inviluppo dedicato (ammesse anche le modulazioni negative), tracking di tastiera (ammessi tracking tra -200 e +200% regolabili a passi di un punto percentuale).

Filter 2, quello basato su chip SSI, è un passa-basso che ammette le modalità 2 poli (12 dB/Oct) o 4 poli (24 dB/Oct). Vi è inoltre la possibilità di selezionare se opera in serie o in parallelo al primo filtro, e questo consente il raggiungimento di numerose combinazioni di filtraggio e di sonorità. Se infatti mettiamo  i due filtri in serie il loro effetto si somma, e per esempio con Filter 1 su HPF e Filter 2 su LP 2P otterremo un passa-banda a due poli. Le combinazioni possibili sono comunque ben 24, per cui vale la pena di esplorarle tutte e sentirne il diverso apporto sul suono. Anche per il secondo filtro si possono regolare cutoff, risonanza, profondità del Filter Env e del tracking di tastiera, nelle stesse modalità viste prima per Filter 1.

IK Multimedia UNO Synth Pro - Le 24 modalità di utilizzo dei filtri

Non è ancora tutto: i due filtri possono essere messi in link attraverso un comando che quando abilitato fa sì che si possa agire sulla manopola di Cutoff (ed eventualmente quella di Resonance) a influenzare entrambi i VCF. In questa maniera le due frequenze di taglio si spostano insieme seguendo i movimenti di un’unica manopola, e vi è anche un comando Spacing che permette di impostare quale deve essere la differenza costante tra un cutoff e l’altro che viene sempre rispettata anche quando si modificano le frequenze di taglio.

Nel governare il comparto filtri sono particolarmente utili le shortcut perché tutti i comandi visti sinora sono immediatamente disponibili sui tastini numerici da 1 a 11.

 

Modulations!

UNO Synth Pro dispone di due ADSR, uno dedicato al filtro e un secondo al VCA. Il loro ingaggio è immediato in quanto con le quattro manopole di editing si regolano i loro parametri (pagine Filter Env e Amp Env), mentre nella schermata Filter sono sempre disponibili sulle manopole 1 e 2 le profondità di modulazione ai due filtri.

Vi sono poi due LFO, ben versatili: anche in questo caso pressioni successive del tasto LFO accedono alternativamente all’uno o all’altro e vi è la possibilità di regolare la forma d’onda (tra sinusoidale, triangolare, rampa, rampa inversa, quadra, Random, Sample&Hold, Noise), velocità, Fade In (per un inserimento graduale della modulazione) e Sync. Quest’ultimo rende gli LFO agganciabili al clock interno di USP oppure a quello proveniente da MIDI o segnale di sincronismo analogico: in questa modalità sono disponibili diverse divisioni musicali da 1/1 a 1/128, valori puntati e terzinati inclusi. La curva di Fade In può essere selezionata tra lineare, esponenziale e logaritmica, mentre un parametro Retrigger stabilisce se la waveform dell’LFO si retriggera ad ogni pressione di una nota di tastiera o meno.

A tali sorgenti si aggiungono la tastiera (numero di nota, velocity, aftertouch), gli output delle ruote di pitch e modulazione e i segnali provenienti dagli ingressi CV/Gate.

Arriviamo così alla matrice di modulazione: essa dispone di 16 slot e per ciascuno è possibile selezionare sorgente, destinazione e profondità (positiva o negativa). È estremamente interessante osservare la lista delle sorgenti e destinazioni abilitate dai progettisti, guardando le quali viene già l’acquolina in bocca pensando alle connessioni che si potranno fare…

MODULATION SOURCES: Velocity, Mod Wheel, Aftertouch, Key Pitch, Key Gate, Osc 1 Tune, Osc 1 Level, Osc 2 Tune, Osc 2 Tune, Osc 3 Tune, Osc 3 Level, Noise, Filter 1 Cutoff, Filter 1 Res, Filter 2 Cutoff, Filter 2 Res, Filter Spacing, LFO 1, LFO 1 Fade In, LFO 2, LFO 2 Fade in, Filter Env, Amp Env, CV 1 IN, GATE 1 IN, CV 2 IN, GATE 2 IN, Accent, Gate, Tie.
MODULATION DESTINATIONS: OFF, Osc 1 Tune, Osc 1 Wave, Osc 1 Level, Osc 2 Tune, Osc 2 Wave, Osc 2 Level, Osc 2 FM Amount, Osc 3 Tune, Osc 3 Wave, Osc 3 Level, Osc 3 FM Amount, Noise level, Filter 1 Cutoff, Filter 1 Res, Filter 2 Cutoff, Filter 2 Res, Filter Spacing, LFO 1 Wave, LFO 1 Rate, LFO 2 Wave, LFO 2 Rate, Filter 1 Env Amount, Filter 2 Env Amount, Amp Env Amount, Drive Amount, Delay Amount, Reverb Amount, Mod Amount, CV OUT 1, GATE OUT 1, CV OUT 2, GATE OUT 2, Accent Amount, Mod N1-16 Amounts.

È di particolare interesse la possibilità di modulare uno slot di modulazione con un altro, nonché di inviare alcuni comandi del sequencer (Accent, Gate e Tie) a qualsiasi destinazione: sarà così possibile per esempio mandare l’Accent sia a cutoff che risonanza del filtro in modo da emulare il peculiare comportamento del VCF del TB-303, ma anche di far sì che un accento modifichi invece una waveform o un’accordatura: quante belle idee che mi stanno venendo…

 

Gli effetti

UNO Synth Pro dispone di ben quattro processori di effetto, tutti attivabili contemporaneamente. Nella pagina FX le quattro manopole di editing controllano la profondità di mix di ciascun effetto, mentre l’editing dei singoli parametri avviene tramite menu.

Drive ha il solo comando per dosare l’ammontare della saturazione, che in prova si rivelerà molto musicale, crunchy e in grado di dare uno spessore al suono senza farlo diventare zanzaroso. Non a caso la generazione di questo effetto avviene nel dominio analogico, con due diodi posti a squadrare progressivamente il segnale che esce dalla sezione filtri.

Mod si articola su algoritmi di Chorus, Phaser e Flanger e dispone di comandi per Intensity (solo per il Chorus), Rate e Amount. Da notare che il Chorus dispone di tre diversi sapori (Synth I, Synth II e String, quest’ultimo simile agli effetti ensemble da tastiera violini), mentre il Phaser ha anche un comando Color su due posizioni.

Il Delay è ben articolato visto che dispone di algoritmi Mono, Stereo, Doubler, Ping Pong ed LCR. Il tempo totale di ritardo è di 1.000 msec, e naturalmente il modulo può essere anche messo in sync sul Tempo della macchina in base a diverse divisioni musicali (regolari e terzinate). Il parametro di Feedback consente di portare il circuito fino all’autooscillazione, mentre un filtro posto nell’anello di ritorno è dosabile in frequenza di taglio tra 10.000 Hz giù giù fino a 20 Hz: le sonorità Dub e l’emulazione dei circuiti BBD sono a portata di mano.

Il Reverb conclude il parco effetti di UNO Synth Pro e dispone a sua volta di quattro algoritmi (Hall, Plate, Reverse e Spring). L’utente ha a disposizione comandi per Pre-delay, Size, Time e per un filtro che si incarica di scurire progressivamente la coda del riverbero.

 

Arpeggiatore e sequencer

Questi moduli, immancabili in un synth contemporaneo votato alla performance, costituiscono alcuni dei maggiori asset di UNO Synth Pro poiché sono stati progettati in maniera veramente intelligente e completa.

L’arpeggiatore è attivabile con un pulsante dedicato e può operare fin su quattro ottave con 10 modi operativi diversi. Oltre a quelli consueti (Up, Down, ecc…) vanno rimarcate delle loro variazioni in cui le note estreme dell’accordo sono ripetute due volte, nonché le modalità X2U e X2D ove ogni nota viene ripetuta due volte, dopodiché l’arpeggio si sposta alla nota superiore o inferiore: i riff alla Moroder sono a portata di dita. Disponibili anche le modalità Random (se vi piacciono i Duran Duran…) e As Played per arpeggiare la sequenza nell’ordine desiderato.

Preziosissima si rivela in questa modalità la fila dei 16 tastini corrispondenti ai sedicesimi di una battuta di 4/4, poiché tramite essa è possibile disattivare l’arpeggio su uno o più step. Questo apre ad arpeggi con figure ritmiche di grande interesse. È anche possibile regolare su 10 valori la durata di Gate delle note arpeggiate, nonché lo Swing. Interessante infine la possibilità di registrare nel sequencer l’arpeggio risultante dalle operazioni precedenti, soprattutto perché come vedremo tra un attimo le sequenze possono poi essere trasposte di root-note.

Rispetto all’UNO Synth originale, il sequencer di USP fa un notevole balzo in avanti: le sequenze possono essere registrate a step ma anche in tempo reale, ed è poi possibile visualizzarle sui 16 tastini numerati in modo da correggere, modificare o eliminare i singoli step. Ciascun pattern può avere durata tra 1 e 64 sedicesimi, in modo da coprire fino a quattro battute da 4/4.

In modalità real-rime recording vengono registrati anche i movimenti sulle manopole di editing, per esempio per automatizzare il cutoff del filtro oppure per aggiungere una coda di riverbero su un solo step della sequenza. Esiste poi la possibilità di modificare i valori dei parametri anche in step recording, per cui si possono realizzare effetti analoghi ai famosi Parameter Lock di Elektron.

Per ciascuno step è possibile attivare Tie e Accent (TB-303 docet), e per quest’ultimo parametro è anche dosabile l’intensità. Ricordiamo qui che l’accento può essere una sorgente di modulazione da mandare a uno o più parametri attraverso la matrice: questo vuol dire che si possono realizzare pattern ove le note accentate differiscono anche radicalmente da quelle “lisce”. Un ulteriore parametro Gate è anch’esso programmabile per step e ha l’effetto di inserire note più corte di un ammontare determinabile dall’utente. Da non trascurare anche la presenza dello Swing, con range tra 50 e 80%. Le funzioni di editing sono completate da logiche di copy&paste tra step del pattern.

Una volta che la sequenza è definita, la si può mandare in playback in avanti, indietro, oppure avanti/indietro: anche questa è una possibilità rara sui sequencer integrati nei synth, mentre è frequente incontrarla negli step sequencer dedicati. Dal vivo la sequenza può poi essere trasposta di tonalità su un range di +/- un’ottava rispetto a come è stata registrata. La trasposizione avviene in tempo reale premendo la fondamentale desiderata sulla tastiera e questo è prezioso e creativo in sede di performance.

IK Multimedia UNO Synth Pro - Il sequencer ha la funzione di trasposizione

Va evidenziato che, come in quasi tutti i synth equipaggiati di sequencer attualmente in circolazione, UNO Synth Pro non ha memorie separate per pattern e patch, ma al contrario ogni patch timbrica contiene al suo interno anche il relativo pattern di sequencer. Questo significa che se volete usare più pattern melodici con lo stesso suono, dovrete salvare più patch con il medesimo timbro ma programmazioni di sequencer differenziate tra loro.

USP dispone anche del sempre più raro Song Mode, che qui permette di concatenare 64 preset, ciascuno dei quali suonerà col proprio timbro e il proprio pattern. Ancora una volta, se si desidera una Song con timbro omogeno, basta salvare fino a 64 patch tutte uguali per timbro ma con sequenze diverse.

 

Tastiera, memorie, sistema

UNO Synth Pro è un synth monofonico che può agire però anche in modalità parafonica: il tasto Voice infatti commuta i modi di tastiera tra Mono (normale monofonia con retrigger a ogni nuovo tasto premuto), Legato (mono con retrigger solo se si suona staccato) o Paraphonic. A proposito di quest’ultima posizione va evidenziato che i tre oscillatori disponibili suoneranno le ultime tre note di tastiera premute, ognuno con la sua waveform e intonazione. Questo significa che se per esempio avete un VCO su una quadra accordata un’ottava sopra gli altri due VCO settati su sawtooth, allora l’accordo vi suonerà disomogeneo, ma è una caratteristica che potrebbe venir sfruttata per scopi creativi, alternando accordi il cui voicing cambia continuamente. Naturalmente essendo USP un parafonico non siamo in territori di vera polifonia perché il VCF è unico e quindi le note hanno tutte la stessa articolazione anche se suonate in momenti differenti. Nondimeno, la modalità può essere utile per emulare suoni di string machine o fare pad in cui tutte le note sono simultanee.

La tastiera della macchina può essere forzata su 14 diverse scale oltre a quella cromatica, nel qual caso suoneranno solo i tasti bianchi secondo i gradi della scala selezionata. Le scale a disposizione sono Chromatic, Major, Minor, Major Pentatonic, Major Blues, Minor Pentatonic, Minor Blues, Minor Harmonic, Mixolydian, Dorian, Klezmer, Hungarian Gypsy, Spanish Gypsy, Japanese, South-East Asian.

UNO Synth Pro dispone di 256 memorie di patch interamente riscrivibili dall’utente, e ovviamente sono richiamabili via MIDI tramite due banchi da 128 Program. A proposito dell’implementazione MIDI, essa è ben completa in quanto prevede la trasmissione e ricezione dei codici MIDI CC per quasi tutti i parametri della catena di sintesi, in modo da abbinare la macchina a controller esterni per l’editing timbrico o abilitare l’automazione dei parametri via DAW/sequencer esterno.

IK Multimedia UNO Synth Pro - La versione Desktop

 

Alla prova del suono

UNO Synth Pro è uno strumento bello da vedere e toccare, con la sua tastiera dall’ottima action e le wheel e manopole di buone proporzioni. Efficaci sono anche le connessioni e le possibilità operative. Dal punto di vista del sound design serve prendere confidenza sia con l’architettura di sintesi che con la matrice di editing: premesso che nulla eguaglierà mai l’immediatezza di un’interfaccia-utente “one knob per function”, una volta conosciuta l’articolazione dei parametri nelle varie pagine, nelle shortcut di tastiera e nel modo di navigare con l’encoder turn&click, si viaggia benissimo e l’editing procede davvero spedito.

UNO Synth Pro potrebbe suscitare le critiche di chi si aspetta di trovare già pronti certi percorsi di modulazione “standard”: qui infatti non ci sono comandi già preassegnati al vibrato, alla PWM e alla velocity su filtro e amplificatore. Devi costruirti tutto tu, usando i 16 percorsi della matrice di modulazione. Potrebbe quindi essere una buona idea crearsi dei template già pronti da salvare poi in un preset “Mio Init”, ove per esempio Mod 1 è già assegnato al vibrato, Mod 2 alla PWM, Mod 3 alla velocity sul VCA e Mod 4 alla velocity sul VCF, ma sono solo suggerimenti che poi ognuno tarerà in base al proprio modo di suonare e di programmare.

Una scorsa ai preset di fabbrica ci presenta una macchina dal suono personale e graffiante, con tante patch di basso belle imballate e diversi suoni densi di atmosfera (e di riverbero…). Ci sta, ma è solo una delle possibili chiavi di lettura di UNO Synth Pro: il timbro della macchina è attuale e non scimmiotta né Moog (neanche alla lontana…) né ARP. Se proprio vogliamo scomodare i grandi mono del passato, forse qualche similitudine si può ritrovare nel carattere aggressivo e ruvido del Sequential Pro-One. La verità però è che UNO Synth Pro spazia in territori davvero vasti: il suono rimane sempre più potente che liquido, ok, ma la macchina può fare sostanzialmente di tutto.

I tre VCO collaborano bene tra loro e mentre uno dei tre sta sulla triangolare a dare gran peso e matericità a una linea di basso, gli altri due possono volare un’ottava più in alto belli detunati tra di loro con una quadra dal sapore molto musicale e non eccessivamente nasale. Anche giocando col Sync si può fare molto, mentre l’FM su Osc 2 e 3 aggiunge una spezia interessante. Il Ring della macchina è solo uno degli ingredienti che USP usa per giocarsi la carta dei suoni metallici e imballati. Va infatti evidenziato come i VCO vengano amplificati linearmente dagli stadi successivi solo finché si resta fino a circa ¾ del loro volume, mentre alzandolo ulteriormente nel mix il suono si imballa e acquista grit e potenza. Se questo poi ancora non basta, si va di Drive in uscita e il suono feroce che appare in certi preset è servito.

Grandi cose si possono fare coi filtri: tra il 12 dB/Oct OTA di disegno Soundmachines e il nuovo filtro basato su chip SSI non si faccia l’errore di essere esterofili e pensare che il nuovo filtro USA-based suoni meglio sempre e comunque. Non è così e non ci sono classifiche da fare: semplicemente il filtro OTA è stato migliorato, reso ancora più liquido e musicale ed è veramente piacevole, trasparente e al contempo molto caratterizzante. Al contrario il filtro SSI è quello più cattivo, più aggressivo e ha un’autooscillazione che buca. Il gioco di squadra tra i due porta a grandi risultati, ma richiede un minimo di impegno perché vanno studiate tutte le possibili modalità di combinazione tra i due e il rapporto tra i due cutoff. Se decidete di impegnarvi su questa strada tirerete fuori dei suoni unici, e le configurazioni “Parallel” vi aiuteranno molto ad allontanarvi da altri synth.

Il fronte degli effetti è ugualmente interessante: bello il Chorus, funzionali Phaser e Flanger, mi ha colpito davvero il Delay perché possiede diversi sapori, è tremendamente efficace – anche nel ricreare suoni di vintage-echo – e abbinato all’arpeggiatore o sequencer costruisce texture e incastri unici. Sicuramente vi sono pedali specializzati che generano ritardi ancor più belli, ma qui il punto è che si programma tutto in una macchina sola, si salva un’unica patch ed ecco che un suono fatto e finito è pronto per l’uso: non è assolutamente poco. Il riverbero infine contribuisce a creare ambienti molto marcati e avvolgenti, tanto che andrà usato con un filo di parsimonia (e spesso calato di livello in tanti preset di fabbrica…).

L’arpeggiatore mi ha esaltato con le sue capacità di lavorare su modi diversi e di accendere/spegnere il singolo step. Spesso un bell’arpeggio è in grado di tenere su tutto la backing-line di un brano, e con UNO Synth Pro questo è a portata di mano. Se lo abbinate al delay di bordo potete dronare arpeggi per mezze ore intere con risultati sempre affascinanti e creativi.

Il sequencer infine è davvero l’arma segreta di USP: il fatto di registrare in step e in tempo reale lo rende estremamente intuitivo e creativo, mentre la capacità di automatizzare i parametri di editing timbrico apre la strada a sequenze davvero vive, interessanti e intriganti. Fondamentale la capacità di trasposizione da tastiera, potrebbe essere il prossimo livello per creare bass-line mosse e innovative. Il trucco è pensare la patch bene, non lesinando sulla fantasia e sull’assegnazione dell’Accent ai vari parametri timbrici della macchina.

Venendo ai generi di elezione di questa macchina, direi che tutta l’elettronica contemporanea ne può beneficiare: solo gli amanti del rock progressivo più tradizionale potrebbero trovarsi meglio con macchine più classiche o loro cloni, mentre per chi ha voglia di sperimentare qui c’è un mare di possibilità. In fondo, l’elettronica non serve proprio a questo?

 

Conclusioni

UNO Synth Pro è un synth molto bello e molto interessante. La scelta del costruttore di declinarlo in due versioni denota la sua capacità di capire profondamente i bisogni del mercato e indirizzare le proprie scelte produttive in modo da soddisfarli: se infatti il package compatto della versione Desktop la rende estremamente attraente ed economicamente conveniente per il producer che lavora con sequenze e programmazioni, è con la versione full che lo strumento “vola” nelle mani del tastierista ugualmente interessato all’esecuzione tradizionale e all’interazione con arpeggiatore e sequencer.

Più che per una singola caratteristica particolare, UNO Synth Pro conquista per come le varie funzioni si integrano fra di loro e contribuiscono tutte insieme a definire il suono e le potenzialità della macchina: oscillatori versatili, due filtri che possono operare in sinergia, matrice di modulazione stimolante, effettistica completa, arpeggiatore e sequencer estremamente interattivi e suonabili.

Lo strumento appare dunque in grado di appagare chi cerca una dimensione molto “elettronica” del proprio modo di suonare: apre tantissimo alla sperimentazione ma non è confinato a un genere predefinito, anzi.

La macchina richiede tempo e studio per essere sfruttata a fondo, ma è poi in grado di appagare con le sue molteplici possibilità che sono sempre sostenute da un suono personale, potente e aggressivo.

Mi sento dunque di raccomandare fortemente UNO Synth Pro a chi cerca un sintetizzatore molto creativo e con cui costruire bassi, texture mosse (grazie anche alla parafonia e all’azzeccatissimo delay) e sequenze vive e intriganti.

In questo quadro il prezzo appare molto ben proporzionato e in grado di soddisfare pienamente soprattutto chi deciderà di tenere a lungo con sé questa macchina e investire il proprio tempo su di essa, evitando un approccio usa&getta che potrebbe venir soddisfatto anche da synth più semplificati ed economici.

Questa è una macchina con molta testa, adesso il cuore dovete mettercelo voi. Vi saprà ripagare con tanta creatività musicale.

 

Scheda tecnica

Prodotto: IK Multimedia UNO Synth Pro

Tipologia: sintetizzatore analogico parafonico

Dati tecnici dichiarati dal costruttore:
3 discrete wave-morphing oscillators
PWM, sync, FM and ring modulation
Dual state variable filters with 24 modes
Original UNO Synth OTA filter
New SSI-based filter with self-oscillation
16-slot modulation matrix
256 user-editable presets
12 studio-quality FX in 3 slots
Reverbs, Delays, Modulations
64-step sequencer with 84 parameters
10-mode onboard arpeggiator
USB / MIDI / CV / Gate in/out
Audio input to filters, FX or pass-through

UNO Synth Pro
Compact, stage-ready 37-key keyboard
Fatar semi-weighted keybed with aftertouch
Powered by included PSU or optional UNO Synth Power Bank
Size (W x D x H): 55 x 30 x 7 cm
Weight: 5.8 kg

UNO Synth Pro Desktop
Ultra-portable 32 capacitive-key tabletop
Powered by USB or optional UNO Synth Power Bank
Size (W x D x H): 33.3 x 15 x 5 cm
Weight: 700 g
Power: USB Power

Prezzo di listino: 792,99 Euro (versione full); 487,99 Euro (versione Desktop)

Costruttore: IK Multimedia

 

 

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

One thought on “IK Multimedia UNO Synth Pro: che evoluzione della specie!

  • 03/05/2021 at 10:35
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    Come nel mercato automobilistico ci si copia l’un con l’altro, così in quello musicale elettronico consumer : si è riscoperta la tecnica wavetable inventata se non erro da Jean Claude Risset dopo aver lasciato l’Ircam trasferendosi negli U.S.A. Non vi è synth digitale che non la implementi oggi in modalità nuove commista ad altre tecniche del recente passato. Prima o poi un ricercatore di fisica o sonologia incapperà nei suoi esperimenti in qualche errore fortunato ? Speriamo presto.In mancanza del Nuovo si rivanga il vecchio…Con la potenza degli attuali processori si potrebbero creare tecniche di sintesi e di effetti, mai udite e veramente New. Ma ci vuole il coraggio di guardare avanti che nemmeno Yamaha-Korg-Roland… posseggono più.Lo slogan retro-future oltre che privo di logica vera, è anche fuorviante, o si guarda avanti o dietro.Anche quì il terzo escluso non può darsi. Le lancette di un orologio o vanno avanti o indietro.Vengono cambiate-mistificate categorie filosofiche. Viviamo in una realtà fisica macro in cui vige lo spazio e il tempo lineare della termodinamica.Non si può ritornare indietro.

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