SSL UC1, la channel strip virtuale firmata Solid State Logic

La casa inglese annuncia un sistema di plug-in e controller con il look&feel di un mixer SSL da studio. Vediamo insieme come è fatto, quanto costa e quando arriva.

 

C’erano una volta i grandi mixer da studio, quelli che costavano come un appartamento e scaldavano come una piccola centrale termica, e la britannica SSL fu per un lungo periodo regina di quel mercato. I tempi però cambiano, e con essi la tecnologia: oggi una fetta importante delle produzioni musicali si sviluppa all’interno di una DAW, con un bacino potenziale di utenza molto vasto che va dall’appassionato che lavora in casa ai propri demo fino a chi lavora professionalmente con budget medi.

Ecco dunque che SSL, grazie anche alla nuova politica di mercato impressa da una compagine societaria rinnovata, apre a questa utenza e mette nelle sue mani una replica virtuale di una console SSL 9000K attraverso un combo fatto di plug-in che ne modellano fedelmente le caratteristiche sonore più un controller dedicato che ne riprende l’iconico aspetto.

Il prodotto si chiama SSL UC1 e presenta numerosi punti di interesse: offre le funzioni di channel strip virtuale cui è abbinata una sezione master dotata di bus compressor, è basato su preesistenti plug-in SSL che sono stati per l’occasione completamente rinnovati e sembra costituire la base di un più ampio e completo sistema SSL per il mixaggio In-The-Box (ITB): da un lato infatti vi è la possibilità di lavorare in tandem con il controller di mixaggio UF8 (qui la nostra completa videorecensione) e dall’altro pare di capire che dopo questa prima serie di plug-in che danno a UC1 il voicing del mixer 9000 K ne arriveranno altri che potrebbero aggiungere timbriche diverse. La nota stampa di lancio del prodotto lo definisce infatti “progettato per fornire immediato accesso agli attuali e futuri plug-in SSL di channel strip e bus compressor”, e la parola chiave qui è “futuri”.

Ma restiamo all’oggi, e guardiamo anzitutto come è fatto UC1: il controller ha forma approssimativamente quadrata ed è diviso in tre sezioni verticali. In quella di sinistra sono ospitati i comandi dell’equalizzatore, a destra quelli del compressore di canale, mentre la sezione centrale è più articolata in quanto occupa i level meter di ingresso e uscita a grande scala di LED, un bus compressor con un vero VU-meter ad ago per indicare la gain-reduction, nonché i comandi per richiamare plug-in diversi e preset di impostazione.

SSL UC1 - Pannello frontale

Ogni manopola di UC1 è contornata da una corona di LED per indicarne al volo il valore di impostazione, e anche i pulsanti hanno il loro LED di segnalazione di stato. Tecnicamente UC1 va a lavorare sui plug-in nativi forniti in dotazione e che verranno ingaggiati nella DAW (l’unità SSL non dispone di potenza elaborativa a bordo), tuttavia il controllo completo del mixer virtuale che si va così a costituire avviene dentro l’app SSL 360° Plug-in Mixer che in un’unica schermata riassume i settaggi di tutti i canali e offre dunque un colpo d’occhio simile a quello che si avrebbe lavorando su un mixer fisico.

In dotazione e inclusi nel prezzo vi sono i plug-in denominati SSL Native Channel Strip 2 (emulazione del canale del 9000 K) e Bus Compressor 2 (emulazione dell’omonimo compressore da master), e i comandi sull’hardware ne consentono un controllo 1:1 con le manopole e i tasti di bordo.

SSL UC1 - SSL 360, SSL Plug-in Mixer, SSL Native Plug-ins

Nella zona EQ troviamo dunque comandi per filtri passa-alto e passa-basso, alti e bassi semiparametrici con funzionamento shelving o peaking, due bande medie interamente parametriche, pulsante per la selezione tra filtri di tipo G o di tipo E, il tutto con la disposizione fisica tipica degli hardware di riferimento. È proprio la disposizione fisica che favorisce l’ergonomia del controller e la sua immediatezza d’uso, anche per il feeling “hardware-like” che offre all’utente. In effetti, l’operatività one knob per function è una cosa su cui il costruttore punta molto nel definire il valore operativo di questo UC1.

Il compressore di canale offre comandi per regolare Ratio, Threshold e Release con continuità, e in più l’Attack può essere reso veloce con un pulsante. Una scala di 2 x 5 LED indica la riduzione di guadagno.

Sotto al compressore vi è poi un Gate/Expander con comandi di Range, Threshold, Hold e Release. Anche qui uno switch attiva l’attacco veloce mentre un altro ingaggia la modalità Expander. I processori della Channel Strip non hanno un ordine fisso ma con i comandi centrali possono essere messi in sequenze diverse, per esempio se si vogliono pompare i bassi con l’EQ e solo dopo comprimere per domare l’energia in eccesso.

Il Bus Compressor posto centralmente non delude le attese: i comandi a disposizione sono per soglia, rapporto di compressione, attacco, rilascio, make-up gain e per un interessante cutoff di un HPF sul side-chain: questo controller è difatti pensato per la nuova versione dei plugin SSL che possono desumere il segnale di side-chain anche da canali diversi da quello in transito. Lavorando dunque sul cutoff del filtro passa-alto si può rendere la compressione più o meno sensibile ai segnali di bassa frequenza e quindi fare compressioni più “pumping” o viceversa più morbide. Il plug-in di compressione offre anche la possibilità di operare con oversampling 2x o 4x.

Ogni sezione di elaborazione di UC1 ha un proprio switch individuale di attivazione e il canale può essere invertito di fase, messo in Mute o in Solo.

SSL UC1 - I comandi di gestione

Sotto al Bus Compressor vi è infine la sezione di gestione del controller: qui ci si sposta di traccia sulla DAW, si richiamano i preset, si potranno caricare diversi modelli di channel strip e compressore quando ne verranno rilasciati altri e si può aprire il software 360° sul PC al tocco di un pulsante. La sezione comprende anche un display OLED a colori ad alta risoluzione.

Posteriormente vi è una presa USB-C con trasporto USB 2.0 per la connessione al computer: come già per UF8, anche questo UC1 non richiede le meno diffuse porte Thunderbolt o un collegamento Ethernet dedicato perché la banda necessaria allo scambio con la DAW è minima visto che qui non transita audio. I piedini in dotazione consentono di posizionare l’unità su inclinazioni diverse. La costruzione è interamente metallica, con pannello superiore in alluminio spazzolato color titanio, nonché forma ed estetica compatibili con UF8.

SSL UC1 - Il pannello connessioni

Le richieste di sistema dei plug-in attualmente supportati parlano di MacOS Sierra (10.12) o superiore in ambito Apple e di Windows 7/8/10 a 64 bit in ambito Microsoft. I plug-in sono disponibili nei formati VST 2 (64 bit), VST3 (64 bit), AAX Native (64 bit), Audio Units (AU).

 

Posizionamento di mercato

È molto probabile che alla sua presentazione UC1 farà puntualmente riesplodere il dibattito su quale sia l’emulazione SSL più realistica e riuscita tra quelle prodotte dalla stessa casa e da altri sviluppatori tra cui Brainworx, Softube, Waves. Ma è l’approccio sbagliato: chi compra UC1 non compra un plug-in ma un modello di lavoro basato su “plug-in di emulazione + controller dedicato”, ove l’hardware mappa 1:1 il software che controlla. È dunque la combinazione di suono e immediatezza d’uso che va valutata nel suo complesso, l’esperienza di mixaggio simile a quella che si avrebbe lavorando su un banco fisico.

Del resto, fare paragoni con soluzioni software-only non è possibile anche perché dalle notizie attualmente disponibili è probabile che UC1 supporterà solo i plug-in sviluppati da SSL stessa e non sarà riutilizzabile con altri plug-in terzi. È una limitazione? Sì e no, nel senso che per alcuni utenti è meglio avere un sistema chiuso che funziona bene e fornisce immediatezza piuttosto che un controller che sulla carta dialoga con tutto ma poi costringe l’utente a un costante sforzo mentale per ricordare quale controllo del plug-in è associato a quale comando dell’hardware. Del resto, se si vuol gestire plug-in di terze parti SSL ha già UF8, che permette di farlo grazie ai suoi display di bordo.

Alla fine, l’unico vero concorrente di SSL UC1 è Softube Console 1, che non a caso muove da una filosofia di prodotto simile e offre funzioni comparabili. A oggi la soluzione Softube ha un listino inferiore e un parco plug-in più ampio tra cui scegliere, ma a livello di controller offre qualcosa di meno: anzitutto UC1 ha degli ampi meter di ingresso e uscita che possono essere più espressivi e facilmente leggibili, poi ha tutta la sezione di Bus Controller (sia fisica che come plug-in in dotazione) che nel Softube è completamente assente, e infine dispone di uno schermo locale per un’operatività che prescinde dall’osservare il monitor. UC1 inoltre si integra alla perfezione con la pregevole unità UF8, che è un DAW controller nettamente più versatile di Console 1 Fader. La partita infine si dovrà giocare anche sulla qualità sonora dei plug-in, e da questo punto di vista SSL non ha alcuna intenzione di deludere.

Il prezzo di listino di SSL UC1 è fissato internazionalmente in 619 Euro + IVA e il prodotto dovrebbe essere disponibile a breve. All’arrivo nei negozi è possibile ipotizzare uno street price un po’ inferiore al listino, analogamente a quanto accaduto con UF8.

 

Link esterni

Per informazioni e acquisti: Midiware

Pagina del prodotto sul sito SSL ufficiale: http://www.solidstatelogic.com/UC1

 

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono da ritenersi preliminari e basate su quanto reso disponibile da SSL. Questa presentazione non sostituisce una recensione, che saremo felici di proporvi appena saremo in possesso di una delle prime unità di SSL UC1 disponibili in Italia.

Giulio Curiel

Giornalista della storica rivista Strumenti Musicali dal 1993 al 2016, ho scritto oltre 800 articoli su synth, studio technology e computer music. Se non so di cosa parlo, sto zitto.

One thought on “SSL UC1, la channel strip virtuale firmata Solid State Logic

  • 30/05/2021 at 09:01
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    bellissimi articoli
    buona esposizione
    x favore continuate

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